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13 ottobre, 2017

ARTE CHE CURA



Si è svolta stamane 13 0ttobre, presso il complesso monumentale di San Domenico Maggiore, la conferenza sulla teatroterapia e videodramma,  strumenti di "cura" in ambito psicosociale.
 
La tecnica è stata egregiamente illustrata  dai Prof. Massimo Doriani, Gianluca Ficca, Giuseppe Mastrocinque e Marcello Cotugno, non solo a parole,  ma anche attraverso cortometraggi, frutto di un lavoro accurato, teso non tanto a mettere in scena una trama ben precisa, quanto a trasmettere emozioni allo stato puro.
 
Quanto segue, sono le mie personali impressioni da semplice spettatrice, completamente estranea al corso e al mondo  del teatro, ma interessata a capire qualcosa di più sull'argomento.
 
La mia prima impressione è stata un forte coinvolgimento.
 
Ho percepito  le emozioni scaturenti dalle problematiche psicologiche trasmesse dagli attori, sentendomi quasi parte della psiche del personaggio interpretato, riuscendo persino a prevedere il decorso del cortometraggio.
 
Sicuramente più intensa la ricezione di emozioni a me fin troppo note, ma decisamente sorprendenti quelle che ho ricevuto da casi  a me totalmente estranei.
Situazioni che tendiamo in genere a isolare e a catalogare come estreme, pensando che facciano parte di un mondo a noi estraneo e incomprensibile.
E invece, con questa tecnica, si può imparare a comprenderli, senza giudizio.
 
Interessante la domanda con cui il Dott. Doriani ha aperto la conferenza: L'arte cura?
Un sì o un no, non può bastare come risposta, sicuramente più utile una full immersion nell'argomento.
Prendo in prestito le parole di Sheakspeare: "Tutto il mondo è un teatro e tutti gli uomini e le donne non sono che attori: essi hanno le loro uscite e le loro entrate; e una stessa persona, nella sua vita, rappresenta diverse parti"
 
Complimenti a tutto lo staff, soprattutto agli attori "emergenti".
 
by Annalisa Marino









03 luglio, 2017

NAPOLI INCONTRA IL MONDO



Alla mostra d'oltremare di Napoli, la città estende i suoi confini verso luoghi vicini e lontani e verso culture e sapori diversi.
L'ingresso da Piazzale Tecchio prevede un percorso già stabilito affinché sia proprio Napoli a dare il benvenuto ai visitatori per poter offrire un rapido viaggio dalla città all'Italia stessa e poi via, in una sorta di viaggio spaziotemporale, dove basta un passo o un padiglione diverso per ritrovarsi in un altro luogo del mondo.
Tra storia, danze, cabaret, attrazioni varie e sapori di ogni luogo, il divertimento è assicurato.
Varie possibilità di shopping, ristoranti etnici, lezioni di ballo e spettacoli con stuntman  si ripetono in più settori per consentire a tutti  i visitatori di passeggiare in assoluta libertà senza perdere nulla.
 
Attraverso la danza è facile partire da Napoli....

 
 
... e raggiungere luoghi da mille ed una notte.


 
E lo spettacolo degli stuntman fa vivere dal vivo (e qualche fortunato o coraggioso potrà anche parteciparvi) le emozionanti immagini di inseguimenti d'auto degne dei migliori films.
 
 
Questo e tanto altro vi aspetta a Napoli.
 
Buon divertimento by Lisa

 

28 marzo, 2017

LA BELLA E LA BESTIA






Trama:

Villeneuve è un paesino immerso nella provincia francese, dove la vita scorre lenta e monotona. Belle, figlia di Maurice, un eccentrico artista locale, sogna per sé una vita diversa e conta i giorni che la separano da una fantomatica avventura. Un giorno, dopo essere stato attaccato da un branco di lupi sulla strada del mercato, Maurice trova rifugio in un castello in rovina, non sapendo che quel luogo oscuro e misterioso è in realtà la dimora di una temibile Bestia. Il padrone del castello, su tutte le furie per l'intrusione, rinchiude il malcapitato in una torre gelida e Belle, preoccupata, si mette alla sua ricerca. L'unico modo per liberare il padre è prendere il suo posto: la ragazza finisce ospite forzato di quel luogo maledetto, dove gli abitanti hanno le sembianze di oggetti d'arredo parlanti e il loro padrone è un mostro sgarbato e senza cuore. Ma lei, che è di temperamento forte e coraggioso, non si piega agli ordini che le vengono impartiti e non perde occasione per farsi valere. Solo dopo una disavventura nei boschi e un salvataggio tempestivo, la diffidenza iniziale si dissolve e Belle scorge, sotto la spessa pelliccia e l'aspetto animale, il lato più gentile e generoso della Bestia, scopre di condividere con lui la passione per i libri e fra i due nasce una tenera amicizia. Il candelabro Lumière, l'orologio Tockins, la teiera mrs Brick e tutti gli altri, cominciano a sperare che Belle sia davvero quella giusta, la ragazza che con la forza del suo amore potrà spezzare l'incantesimo.



La storia resta invariata dall'originale film di animazione del 1991, ma si arricchisce di profondità nel descrivere tutti i personaggi.
I messaggi, di cui questa storia è particolarmente ricca, sono evidenziati al massimo.
La vera bellezza che va cercata dentro, la diversità che fa paura, l'importanza della lettura per una mente aperta e, più importante che mai, l'accettazione che passa sempre dalla conoscenza più profonda e che, immancabilmente, si trasforma in amore e predisposizione al cambiamento.
Perché la bestia, quella vera, non vive in un luogo lontano, inaccessibile e spettrale, ma è tra noi, in noi, celata da una parvenza di normalità che facilmente può trarre in inganno chiunque.
Gli effetti speciali non mancano e il musical risulta spettacolare anche per chi la favola l'ha già vista in altre versioni.

Assolutamente da vedere

by Lisa

06 marzo, 2017

LOGAN - THE WOLVERINE

 
 
Trama:
In LOGAN, Hugh Jackman riprende il suo iconico ruolo di Wolverine per un'ultima volta in una storia a se stante, potentemente drammatica, cruda, di sacrificio e redenzione. Siamo nel 2029. I mutanti sono spariti, o quasi. Un Logan isolato e scoraggiato sta affogando le sue giornate in un nascondiglio in un remoto angolo del confine con il Messico, racimolando qualche dollaro come autista a pagamento. I suoi compagni d'esilio sono l'emarginato Calibano e un Professor X ormai malato, la cui mente prodigiosa è afflitta da crisi epilettiche sempre peggiori. Ma i tentativi di Logan di nascondersi dal mondo e dalla sua eredità finiscono bruscamente quando una misteriosa donna arriva con una pressante richiesta: Logan deve scortare una straordinaria ragazzina e portarla al sicuro. Presto Logan dovrà sfoderare gli artigli per affrontare forze oscure e nemici emersi dal suo passato in una missione di vita o di morte che porterà il vecchio guerriero su un sentiero dove compirà il suo destino.
 
 

Neanche la bravura di Hugh Jackman riesce a dare punteggio alla saga finale dedicata al supereroe Wolverine.

Se uscita di scena deve essere, tanto vale farla alla maniera di Marvel che mai annoia.
Invece, la regia e la sceneggiatura hanno complottato egregiamente per distruggere un mito.

Il film è stato un agonizzante declino dall'inizio alla fine. Agonizzante il protagonista, di cui resta una spettrale ombra del supereroe che è stato e agonizzante lo spettatore che, inaspettatamente, si agita sulla poltrona chiedendosi quando termina il film.

Le scene di combattimento, eccessivamente brutali, tanto da far vietare il film ad un pubblico minore di 14 anni, non catturano l'attenzione e diventano un deludente tentativo di rendere il film d'azione.

Anche puntare l'attenzione sul rapporto speciale che si crea tra Wolverine e la piccola Lora non riesce a far decollare la trama.

Pur appassionata alla saga degli X-Men, non posso che definire questo film, non solo il peggiore della serie, ma di tutti i film fino ad oggi visti.

Da NON vedere.

by Lisa

10 gennaio, 2017

MISTER FELICITA'



Trama:

Martino è un giovane napoletano indolente e disilluso, vive in svizzera dalla sorella Caterina. Un imprevisto costringe all'immobilità la giovane sorella che ha bisogno di costose cure. A Martino non resta che lavorare al posto di Caterina come uomo delle pulizie presso il dottor Dott. Guglielmo Gioia, un mental coach specializzato nello spronare le persone attraverso il pensiero positivo e l'azione. Durante un'assenza del Dottor Gioia, Martino ne approfitta per fingersi il suo assistente. Uno dei suoi primi pazienti sarà la famosissima campionessa di pattinaggio Arianna Croft che, dopo una brutta caduta sul ghiaccio, ha perso completamente fiducia in se stessa e amore per il proprio sport. I campionati europei di pattinaggio, però, sono alle porte: ce la farà Martino, nell'insolito ruolo di Mister Felicità, tra equivoci e rivelazioni inaspettate, a far tornare Arianna la campionessa che era?



Un film simpatico, si sorride e qualche risata è assicurata, ma siamo sempre lontani dalla comicità brillante di “Benvenuti al sud” e “Benvenuti al nord”.
Da “Il principe abusivo” in poi Alessandro Siani ripropone sempre la solita immagine e storia di napoletano “terra terra” che sa riscattarsi negli ambienti altolocati dopo diverse figuracce.
Cambiano i nomi, i luoghi e forse anche il campo d’azione, ma la storia è sempre la stessa.
Tuttavia, come sempre, i messaggi più profondi sono lì ad emergere dalla filosofia più semplice.
Perché la strada che porta alla felicità non è fatta di bugie e richiede coraggio, il coraggio di affrontare le proprie paure per poi scoprire che non erano poi così grandi.
Buona visione
By Lisa

05 gennaio, 2017

OCEANIA



Trama:

Tremila anni fa, i più grandi navigatori al mondo attraversavano lo sconfinato Oceano Pacifico, alla scoperta delle numerose isole dell'Oceania. Ma poi, per un millennio, i loro viaggi cessarono - e ancora oggi, nessuno sa il perché. Da Walt Disney Animation Studios arriva Oceania, un'entusiasmante avventura d'animazione incentrata su una vivace adolescente di nome Vaiana, che s'imbarca in una coraggiosa missione per salvare il suo popolo. Durante il suo viaggio, s'imbatterà nel semidio in disgrazia Maui che la guiderà nella sua ricerca per diventare una grande esploratrice. Insieme, i due attraverseranno l'oceano in un viaggio pieno d'azione, che li porterà ad affrontare enormi creature feroci e ostacoli impossibili e, lungo il percorso, Vaiana porterà a compimento l'antica ricerca dei suoi antenati e troverà l'unica cosa che ha sempre desiderato: la propria identità.


Poche parole, ma buone: spettacolare, fantastico, effetti speciali che farebbero invidia anche ai film tradizionali.
 
Stavolta nessuna principessa e nessun principe azzurro, ma personaggi comuni e meno comuni che sanno diventare davvero speciali. E non per opera della fata di turno, ma per la magia che nasce da ognuno di noi.
 
Una storia che incolla allo schermo grandi e piccini, con messaggi profondi che, non posso evitare di chiedermelo, potrebbero essere non sempre comprensibili per i grandi, chissà per i più piccoli?
 
Uno di questi messaggi riguarda proprio la trasformazione in "mostro". Dalla favola alla realtà, senza eccezione, il problema nasce dal cuore.
 
Di più non aggiungo.
Un solo consiglio: anche se non avete bambini da portare al cinema, non perdetevelo.
 
Buona visione
 
By Lisa
 
 


28 dicembre, 2016

MISS PEREGRINE - LA CASA DEI RAGAZZI SPECIALI

 
 
 
 
 
Trama:
 
Tratto dal bestseller di Ransom Riggs, Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali (al cinema dal 15 dicembre) parla dell’avventura di Jake (Asa Butterfield), un adolescente che pensa di essere insignificante, uno “che non lascia traccia”. Alla morte improvvisa e misteriosa del nonno (Terence Stamp), e sotto suggerimento di una psicologa, visita insieme a suo padre l’isola britannica in cui abitavano i bambini speciali, da sempre nelle storie di suo nonno. Senza rendersene conto si ritrova in un altro tempo, ovvero nel 1943, durante i bombardamenti della II Guerra Mondiale. Lì conoscerà i ragazzi speciali di Miss Peregrine (Eva Green), che vivono isolati per difendersi dalla cattiveria del mondo e dei “Vacui”.
 
Storia fantastica che tra effetti speciali notevoli, affronta argomenti importanti quali la diversità e la paura.
 
Sensi di inadeguatezza, sentirsi insignificanti e mostri che prendono vita dentro e fuori di noi, sono problemi ormai comuni nella società attuale e vengono evidenziati in questo film in modo efficace.
E se si affronta la paura, il mostro più forte,  non può non vincere il coraggio, come in ogni favola che si rispetti. E perché no? Anche nella realtà di tutti i giorni.
Perché il messaggio più importante di tutto il film è forse proprio che è il coraggio a renderci davvero speciali.
 
Un bel film da vedere, tuttavia la mia sensazione è che non sia particolarmente adatto ad un pubblico molto giovane, perché la trama è abbastanza complessa, a tratti un po' lenta, anche se molto bella e ben rappresentata.
 
 
Buona visione
 
 by Lisa
 

16 ottobre, 2016

INFERNO (film) di Ron Howard


Ammetto di non aver ancora letto il libro, è lì in attesa, nell’infinita lista di libri che aspettano di essere letti. A differenza de; “Il codice da Vinci” e “Angeli e Demoni”, sono andata a vedere il film con solo una vaga idea di cosa avrei visto.
Il film inizia con il nostro famoso professore Robert Langdon, esperto in simbologia, in ospedale con un trauma cranico e con un amnesia temporanea. Con l’aiuto della dottoressa Sienna Brooks, ritroverà i ricordi e aiuterà a svelare un nuovo mistero, questa volta nascosto nell’opera più famosa di Dante. In una lotta contro il tempo, cercherà di fermare un’epidemia, un virus letale capace di decimare la popolazione mondiale. 
Tratto dall’omonimo best seller di Dan Brown, Inferno è girato in gran parte in Italia tra Firenze e Venezia. Tra codici e messaggi nascosti, spie, assassini, fughe inverosimili e corse a rotta di collo tra le vie di due splendide città, il tutto si svolge nell’arco di un giorno.
Il film, in generale, mi è piaciuto, ritmo molto più veloce rispetto ai precedenti film e davvero belle le riprese aeree sulle nostre città.
Non mi è piaciuto il finale rocambolesco, le classiche lotte all'ultimo minuto e non ho apprezzato alcuni luoghi comuni sugli italiani o le tipiche frasi “siamo in Italia”, come se in America fossero tutti santi e perfetti…

Stefy

20 maggio, 2016

CAPTAIN AMERICA - CIVIL WAR

Ho visto questo film un paio di settimane fa ma è ancora nelle sale per cui eccomi a parlarvene.

Sembra che il Soldato d'inverno ( Captain America 2) sia tornato, delle foto lo collocano sulla scena di alcuni misfatti e così inizia ad essere braccato. Captain America non crede a questa versione, vuole proteggere il suo amico ed intervenendo si oppone a degli accordi proposti a tutti gli Avengers. 

Si formano così due fazioni di eroi, da una parte chi appoggia il capitano e dall'altra i filo-governativi. Lo scontro è inevitabile e non sarà privo di conseguenze. 

Nuovi personaggi in questo film: l'ennesimo Spiderman che tutti conosciamo, Antman scoperto qualche giorno fa grazie ad un film precedente e la Pantera Nera che, a quanto pare, verrà sviluppato in un film successivo.

Sono mancati Thor e Hulk, due presenze non da poco, chissà che non li rivedremo successivamente.

Insomma, due ore e mezza che scorrono come niente, colpi di scena disseminati nel corso della storia. Per essere l'ennesimo film degli Avengers, non delude e Captain America è sempre fedele a se stesso, un mito!

16 marzo, 2016

FOREVER YOUNG


Protagonisti di questa storia sono un gruppo di 50enni o giù di lì che non vuole arrendersi all'idea del mezzo secolo ed un over 65 che non si capacita dei propri limiti, coprotagonisti dei 20enni che instaurano rapporti improbabili con gente più matura.

Altro della trama non voglio dirvi perché la storia è da scoprire e, più che la trama, l'interesse è per i personaggi e ciascuno dei loro mondi.

Forse un paio di protagoniste femminili non erano di mio gusto ma alla fine calzavano bene nei panni dei loro personaggi. 

Il fatto che la violoncellista fosse vegana mi ha fatto sorridere visto che è così nella realtà e Brizzi di recente ci ha scritto su anche un libro, "Ho sposato una vegana" per l'appunto.

Teocoli mi ha stupito nella sua interpretazione non comica, davvero bravo!

Si ride, sorride ma si riflette anche, è il ritratto di chi non vuole fare i conti con il tempo che passa e di situazioni inerenti, nella realtà, ne vediamo tante.

Un film che mi aveva allettato già dal trailer e il fatto che fosse di Brizzi mi dava quasi la spinta a vederlo, le mie aspettative non sono state disilluse, lo consiglio!

03 marzo, 2016

ONDA SU ONDA


Su una nave merci in viaggio verso l'Uruguay si scontrano Ruggero (A. Gassman) , cuoco solitario e acculturato, e Gegè (R. Papaleo), ex gloria della musica che si sta recando in Sud America per un concerto. Il primo ha attraversato una crisi personale ed ha deciso di abbandonare tutto per vivere perennemente imbarcato mentre il secondo è in grave crisi economica e spera di risollevarsi un po' con questo concerto.

Peccato che a Gegè cali la voce per una brutta infiammazione alla gola, riuscirà Ruggero a fingersi il cantante per dargli una mano?

Altri protagonisti sono la giovane Gilda, che ufficialmente organizza il concerto ma ha altri fini, ed il comandante della nave, davvero simpatico.

La storia si svolge per lo più all'interno, tra la nave ed altri locali per cui dell'Uruguay si è visto ben poco.

Allucinante il personaggio che interpreta un noto presentatore Uruguaiano, sembra del tutto finto, dall'aspetto al tono di voce. Magari ne esiste anche uno così, chi lo sa.

Sono rimasta abbastanza neutrale rispetto a questo film, non è sgradevole ma nemmeno accattivante, diciamo che va bene sul divano di casa ma meno al cinema. Al primo giorno di programmazione nel multisala eravamo solo in otto e l'hanno tenuto solo una settimana per cui penso le adesioni non siano state numerose.

23 febbraio, 2016

PERFETTI SCONOSCIUTI



Ognuno di noi ha tre vite: una pubblica, una privata ed una segreta. Un tempo quella segreta era ben protetta nell’archivio della nostra memoria, oggi nelle nostre sim. Cosa succederebbe se quella minuscola schedina si mettesse a parlare? Dopo Immaturi e Tutta colpa di Freud, Paolo Genovese dirige una brillante commedia sull’amicizia, sull’amore e sul tradimento, che porterà quattro coppie di amici a confrontarsi e a scoprire di essere “Perfetti sconosciuti”.


L’eccellenza dello stile cinematografico italiano si rispecchia totalmente in questo film, dove la scena è quasi sempre la stessa (il tutto si svolge durante una cena a casa di amici), ma i colpi di scena si susseguono incessanti. Dopo una partenza volutamente lenta per scandire i tempi di una noiosa routine, gli spettatori verranno tenuti per tutto il tempo sul filo del rasoio tra sconcerto e risate. Una commedia dai retroscena drammatici strutturata in modo tale da alternare picchi di tristezza a risate di cuore.

 Un gioco macabro, una sfida a guardare in faccia la realtà per sconvolgere una realtà apparentemente felice o tranquilla. Una sfida non facile da raccogliere e non solo per gli attori, ma soprattutto per gli spettatori che verranno bombardati per tutto il film da segnali di allarme più che evidenti.

Perché la recitazione, con questo film, porta in scena la realtà più vera, quella che in troppi non vogliono riconoscere. E non si limita solo alla coppia, ma si estende ad ogni tipo di rapporto umano.

Il gioco viene proposto da chi apparentemente non ha nulla da nascondere e durante il film si scoprirà invece che è solo la persona più sicura fra tutte di non essere scoperta.  Dubbi e incertezze vengono messi da parte da chi invece da nascondere ha tanto con la segreta speranza che tutto fili liscio.

Il finale, a sorpresa, invita a riflettere più del film stesso e lascia lo spettatore quasi confuso.

Ottima la sceneggiatura, bravissimo tutto il cast diretto da un’ineccepibile regia.

Da vedere assolutamente… ma con una buona dose di coraggio affinché la felicità, quella vera, possa essere invece reale e non costruita su castelli di carte pronti a crollare al primo soffio.

N.B : Il film mi ha stupita per il susseguirsi di colpi di scena, non certo per il tema trattato di cui sono consapevole, con grande serenità,  già da tempo. Tuttavia, per la prima volta dopo il film ho sentito il bisogno di guardare le facce degli spettatori e vi assicuro che su quelli in coppia era evidente l’amarezza e la tensione. Quindi, consiglio spassionato, se intendete continuare a vivere nel mondo delle favole, NON andate a vedere questo film.  ;-)

Buona visione

by Lisa

14 febbraio, 2016

ZOOLANDER 2





La categoria è quella dei film comico-demenziale, dove l’eccesso diventa appunto palese demenza.
Ed è proprio in questo genere di film che viene fuori la vera bravura degli attori, perché, a discapito di un giudizio che può peccare (in apparenza) di superficialità, non è facile interpretare parti simili. Non è da tutti. Solo i migliori possono riuscirci. Grande merito quindi a Ben Stiller e Owen Wilson che, con la loro interpretazione, danno vita ad una  magistrale“caricatura visiva”.
Facciamo quindi un breve passo indietro. La caricatura è l’esagerazione voluta dei difetti per renderli ben visibili a tutti, anche a chi non sa osservare.
Ed ecco che con questo genere, nato nel disegno e trasportato, già da tempo, nel mondo cinematografico, Stiller applica il sistema della caricatura per mostrare al pubblico il lato più “assurdo” di un mondo che invece appare perfetto e di esempio al punto che tutti vorrebbero seguirlo: la moda.
Grande promotore di questo mondo ovviamente è il cattivo di turno. Impersonato, appunto, da un pagliaccio. Perché la moda, si sa, non è sinonimo di buon gusto. L’importante è semplicemente sorprendere, colpire. Appparire.
Ed il mondo platinato a cui popoli e generazioni guardano quasi sbavando altro non è che un palcoscenico di imposizioni e pregiudizi che dilagano e si applicano più delle leggi stesse.
Quindi si arriva al tema chiave: un ragazzino ciccione in questo mondo che suscita orrore e raccapriccio.
Peccato però che tra tutti, in quel mondo così platinato e tendente ad una perfezione assolutamente apparente, sia uno dei pochi veramente  in grado di usare la testa. Particolare che passerà quasi inosservato anche allo spettatore. Perché qui, volutamente, la caricatura perde potenza. Diventa realtà.
L’altro  intelligente è proprio il pagliaccio cattivo. Nonché furbo perché sfrutta il desiderio di apparire  non solo per manipolare, ma anche per prendere in giro i più grandi nomi della moda che, con grande autoironia, prendono parte a questa messinscena dissacrante proprio per il loro mondo. Grandi guest star anche in Zoolander 2: dal nostro Valentino a Tommy Hilfiger fino a Sting, solo per citarne qualcuno.
E qui mi fermo per non rivelare il finale e non rovinare il divertimento e la “morale della favola”.
Abbastanza lento il primo tempo, grande ripresa e finalmente qualche risata nel secondo.
Va visto non per morire dal ridere, ma per i molteplici messaggi che contiene e che, spero, ogni spettatore potrà ricevere.
Buona visione
By Lisa

17 gennaio, 2016

QUO VADO?



Trama:

Checco è stato allevato dal padre con il mito del posto fisso. A quasi 40 anni vive quella che ha sempre ritenuto essere la sua esistenza ideale: scapolo, servito e riverito dalla madre e dall'eterna fidanzata che non ha alcuna intenzione di sposare, accasato presso i genitori, assunto a tempo indeterminato presso l'ufficio provinciale Caccia e pesca, dove il suo incarico consiste nel fare timbri comodamente seduto alla scrivania. Ma le riforme arrivano anche per Checco, e quella che abolisce le province lo coglie impreparato: il suo status di single relativamente giovane lo rende idoneo alla richiesta "volontaria" delle dimissioni, a fronte di una buonuscita contenuta. Ma Checco, consigliato dal senatore che l'ha "sistemato", non cede alle richieste della "liquidatrice", la granitica dirigente Sironi e lei, al fine di liberarsene, lo spedisce in giro per tutta l'Italia, nelle sedi più disagiate e scomode. Checco si adatta e non molla. Alla Sironi non resta che tentare un'ultima carta: mandare l'impiegato al Polo Nord, in mezzo alle nevi perenni e agli orsi bianchi. Per fortuna al Polo c'è anche Valeria, una ricercatrice di grandi ideali e di larghe vedute che cambierà il destino del nostro eroe e gli farà scoprire i piaceri (e le responsabilità) di una vita civile.


Attenzione: il film attualmente in visione nelle sale cinematografiche è ESILARANTE. Si ride dall’inizio alla fine del film.  Ci si può anche sentir male dalle risate. Un campione di incassi al botteghino perfettamente comprensibile.

Al di là della solita commedia italiana, Checco Zalone interpreta e da vita ad una storia ASSOLUTAMENTE REALISTICA, ispirata appunto alla realtà di tutti giorni.

Una realtà in cui l’italiano medio in particolare si immedesima. Magistrale il modo in cui fa  sembrare giusto un ragionamento lavorativo che non sta in cielo né in terra e che è oggi alla base della poca funzionalità del nostro Paese.

L’interpretazione di Zalone crea un forte contrasto nello spettatore: da un lato si sa bene che quel comportamento non funziona e non fa funzionare il sistema di cui ci si lamenta ogni giorno. Un sistema che, così facendo, non funzionerà mai. Dall’altro non si può far a meno di stare dalla sua parte, pur sapendo che è “sbagliato”.

Non a caso, la sua vicenda viene esaminata e giudicata da un capo tribù saggio ed equo, ben lontano dagli schemi prestabiliti dei Paesi cosiddetti avanzati e che forse, tanto hanno ancora da imparare.

Quindi, morale della favola, le lamentele, le discussioni, servono a poco. Servono i fatti. Serve impegnarsi in prima persona per cambiare il sistema e ciò si può fare soltanto correggendo tutta una serie di preconcetti infondati su cui si vorrebbe invece fondare qualcosa di buono. Un po’ come costruire un grattacielo su fondamenta inesistenti.

Ed è proprio traendo il lato più comico di un atteggiamento che di comico ha poco e nulla che Zalone invita alla riflessione più profonda.

Perché la vita e il dovere sono cose serie, decisamente serie, ma vanno affrontate con il giusto spirito e cioè, anche divertendosi.

Da vedere… e rivedere.

Buona visione                        

By Lisa


13 gennaio, 2016

IL PONTE DELLE SPIE


Siamo nell'America di fine anni '50 e l'artista Rudolf Abel viene arrestato con l'accusa di essere una spia sovietica. Al rifiuto di Abel di collaborare, gli viene comunque assegnato un avvocato e qui entra in scena l'avvocato assicurativo James Donovan.

Donovan prende seriamente il suo incarico, nonostante l'ostilità della sua famiglia, del suo capo e della comunità tutta.

Nel frattempo in Russia viene imprigionato un pilota americano per cui si profila uno scambio tra prigionieri, la svolta che Donovan aspettava per Abel.

Donovan si ritrova a fare da negoziatore, in veste non ufficiale, per trattare uno scambio di spie, peccato che Berlino in quel periodo sia in subbuglio e ci siano due americani trattenuti a fronte di un solo sovietico!

Premetto che adoro Tom Hanks ed in primis sono stata a vedere questo film per questo.

Di recente ho visto foto di parenti che sono stati a Berlino e rivedere la città ai tempi della costruzione del muro mi ha fatto forse ancora più effetto.

Mi sono rimaste le molte qualità dell'avvocato Donovan e la serenità di Abel, bello il rapporto che si instaura tra loro e persiste nonostante tutto.



Potevano essere approfondite le figure dei prigionieri americani ma, di fatto, sono personaggi marginali nella storia.

Alla fine si scopre che la figura di Donovan esiste davvero e quindi la trama è ispirata ad una storia vera, adoro le storie vere!

03 dicembre, 2015

BABBO NATALE NON VIENE DAL NORD

 
 
Trama:
Marcello è un cinquantenne divorziato che campa alla giornata esibendosi come prestigiatore in locali poco raccomandabili. Dopo il suo ultimo spettacolo viene assalito da un'avvenente signora che si scopre essere la moglie del proprietario, e dunque il compenso della serata per Marcello viene ridotto all'osso. Il suo manager, Gerardo, gli trova un incarico come Babbo Natale adibito alla consegna dei regali ai clienti di un McDonald's di Salerno e Marcello, rassegnato, accetta. Peccato che sua figlia India, cresciuta con la madre a Varese, abbia scelto proprio le vacanze di Natale per riavvicinarsi al padre, responsabile secondo lei (e la sua psicologa) di aver condizionato in negativo i suoi rapporti con gli uomini. La situazione (letteralmente) precipita quando Marcello, vestito da Babbo Natale, cade da un transennato a Salerno e perde la memoria, risvegliandosi in un centro di accoglienza per bambini gestito da un prete, il combattivo Padre Tommaso. Riuscirà Marcello a ritrovare la memoria e a recuperare il suo rapporto con India?
 
Un cast di grandi nomi, da Maurizio Casagrande (anche regista) a Giampaolo Morelli e comparse d'eccezione.
Esordio  come attrice della cantante Annalisa che nel film prova a mettercela tutta.
La trama sembra promettere tante risate, ma ahimè il film strapperà solo qualche sorriso, forse destino dei maggiori "cinepanettoni".
Punto debole del film, a mio avviso, è caricare la comicità sulle classiche sceneggiate napoletane che ormai lasciano il tempo che trovano. Anche il tentativo di far risultare comica la presa in giro su un ragazzino sovrappeso risulta deludente.
Risaltano molto gli sponsor, togliendo forse punti al film in sé.
Sempre spettacolare invece la famosa illuminazione di Salerno che accende la città di magia nel periodo di Natale.

Buona visione

by Lisa

01 ottobre, 2015

Expo...



E siamo arrivati all’ultimo mese della tanto parlata, discussa, visitata, esposizione universale.
Expo Milano 2015. Ci siete stati? Io ad agosto con la mia famiglia.
Al primo impatto, il primo aggettivo che viene in mente per descriverla è; bella. Enorme, padiglioni spettacolari, ottima organizzazione e pulizia, ma era tutto veramente necessario?
L’Expo mi è piaciuta, tra code e caldo terribile, mangiando in piedi tra un espositore e l’altro, siamo riusciti a visitare 16 padiglioni in 12 ore. Davvero belli, scenografici, firmati da grandi architetti ma, il tema di questo grande evento, “Nutrire il pianeta” l’ho visto in pochissimi espositori.
Nutrire il pianeta. Viviamo in un mondo dove c’è gente che, nel terzo millennio, ancora muore di fame, e poi ti imbatti nel padiglione dell’Angola, il primo che abbiamo visitato. Grande, bellissimo dentro e fuori, sarà costato milioni, e poi ti chiedi se, uno stato dell’Africa, continente dove il tasso di bambini che muore di fame è ancora troppo elevato, non poteva spendere tutti quei soldi per aiutare il suo popolo.
Se in una parte di questo nostro strano mondo c’è gente che non ha cibo e a volte neanche l’acqua, in altre parti il cibo si butta. 
Il padiglione USA, immenso, con originali orti verticali e dentro, il nulla. A parte alcuni video di Obama e consorte che parlano e spiegano, non c’è niente, ma, al piano terra, c’è un filmato diviso per stanze, dove, la popolazione americana, che ha il più alto tasso di persone obese e in sovrappeso, ci spiega l’importanza del cibo…
Oltre ai padiglioni con i propri bar ristoranti, ci sono anche molti altri chioschi per mangiare e gustare i sapori del mondo. Noi, non essendo carnivori, non siamo andati ad assaggiare hamburger di zebra o coccodrillo, siamo rimasti sul classico, ma all’expo si trova di tutto, una bella occasione, per chi come me, non ama viaggiare e certi luoghi e pietanze li vedrà solo in fotografia, ma evidentemente, ingozzarsi al McDonald, per molti è stato più interessante.
Belli i Cluster, piccoli espositori, per chi non si poteva permettere di più, ma che, divisi per paesi, seguono un tema. Cluster del riso, del cacao, delle spezie e dei cereali.
Davvero bello anche il simbolo di questa esposizione universale, l’albero della vita, ma in questo caso sono di parte, poiché è nato nella mia Valle e uno degli ingegneri è un mio compaesano.
Ormai l’Expo sta finendo, ancora trenta giorni e calerà il sipario. Non aiuterà certo a “Nutrire il pianeta” e sicuramente, ha nutrito i portafogli di qualcuno, ma merita di essere visitata, almeno una volta.


 Stefy



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