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01 febbraio, 2013

FEBBRAIO... IL MESE DEI PAZZI


Questo è solitamente considerato come il mese del Carnevale oltre che il più corto dell’anno e ambiguo per i poveri nati il 29 febbraio che sanno quando festeggiare il compleanno solo una volta su quattro per cui è di questo che vorrei parlarvi questa volta.
Il Carnevale è una festa che si celebra nei paesi di tradizione cattolica ma, ha origine in  festività ben più antiche, come per esempio le dionisiache greche o i saturnali romani. Durante le feste dionisiache e i saturnali si realizzava un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell'ordine, allo scherzo e anche alla dissolutezza. Da un punto di vista storico e religioso il carnevale rappresentò, dunque, un periodo di festa ma soprattutto di rinnovamento simbolico, durante il quale il caos sostituiva l'ordine costituito, che però una volta esaurito il periodo festivo, riemergeva nuovo o rinnovato e garantito per un ciclo valido fino all'inizio del carnevale seguente ovvero il periodo di un anno solare.
Nel mondo antico il Navigium Isidis, la festa in onore della dea egizia Iside, importata anche nell'impero Romano, comporta la presenza di gruppi mascherati. Presso i Romani la fine del vecchio anno era rappresentata da un uomo coperto di pelli di capra, portato in processione, colpito con bacchette e chiamato Mamurio Veturio. Durante le antesterie passava il carro di colui che doveva restaurare il cosmo dopo il ritorno al caos primordiale. In Babilonia poco dopo l'equinozio primaverile veniva riattualizzato il processo originario di fondazione del cosmo, descritto miticamente dalla lotta del dio salvatore Marduk con il drago Tiamat che si concludeva con la vittoria del primo.  
Le cerimonie carnevalesche, diffuse presso i popoli Indoeuropei, mesopotamici, nonché di altre civiltà, hanno perciò anche una valenza purificatoria e dimostrano il "bisogno profondo di rigenerarsi periodicamente abolendo il tempo trascorso e riattualizzando la cosmogonia".
Per la Chiesa cattolica il Tempo di Carnevale è detto anche Tempo di Settuagesima. Essa considera il Carnevale come un momento per riflettere e riconciliarsi con Dio. Si celebrano le Sante Quarantore, che si concludono, con qualche ora di anticipo, la sera dell'ultima domenica di carnevale. La Chiesa cattolica ha però, durante il corso della storia, condannato il Carnevale in quanto contrario ai dettami di rigore imposto dall'istituzione stessa. Secondo antiche tradizioni il Carnevale durava l'intero periodo invernale, dal giorno di commemorazione dei defunti sino al primo giorno di Quaresima e il travestimento serviva non a nascondere la propria identità sebbene a rimandarne a un'altra.
Il Carnevale di Venezia, il Carnevale di Viareggio, lo Storico Carnevale di Ivrea e in Sicilia il Carnevale di Acireale e il Carnevale di Sciacca e il carnevale di Fano nelle marche, sono considerati tra i più importanti al mondo. La loro fama, difatti, travalica i confini nazionali e sono in grado di attrarre turisti sia dall'Italia che dall'estero. Il Carnevale più lungo d'Italia è però quello di Putignano, la mia città natale.
E voi, vi siete mai mascherati? Io solo da bambina e onestamente non ne sento la necessità. Molti lo fanno anche durante Halloween che assieme al Carnevale nostrano è diventata una sorta di “festa del mascheramento” anche se con personaggi più commerciali o diabolici che nulla hanno a che vedere con le maschere storiche del Carnevale Italiano.
Il Carnevale quest’anno arriva presto, già il 10 febbraio per cui poco dopo seguono le Ceneri e inizia il momento di austerità della Chiesa, la Quaresima, che ci conduce fino a Pasqua.
Abbiamo poco tempo per assaggiare le chiacchiere o bugie e le frittelline varie visto anche che stiamo ancora cercando di smaltire le festività natalizie coi dolci tipici e i dolciumi che qualcuno avrà ricevuto anche per l’Epifania.
Si dice sia la festa dei pazzi, quando tutto è lecito ma, onestamente, ritrovarmi coperta di coriandoli o, peggio ancora, dalle stelle filanti di schiuma per me non è proprio piacevole. Diciamo che la vedo più che altro come una festa allegra per bambini che però poco ha da offrire agli adulti, eccetto per gli artigiani che forgiano carri allegorici, a volte davvero ricercati.
Dalle mie parti, come dicevo, c’è un Carnevale piuttosto noto ma, avendo perso interesse verso tale festa, non sono più andata a vedere i carri, il fatto che odi la confusione di certo non aiuta.
Come vivete voi questa festività? Ha ancora senso secondo voi nella sua accezione storica o è diventata solo l’ennesima ricorrenza commerciale? Attendo pareri ed opinioni in quantità.

25 dicembre, 2012

Buon Natale


da tutte noi, a tutti voi,
tantissimi auguri di un sereno e felice Natale!!!





01 novembre, 2012

Dal torrone a "dolcetto o scherzetto?"


Il primo  novembre è  festa di precetto che commemora  tutti i Santi e i martiri. L’abbiamo imparato a scuola, forse poco interessati al valore religioso e più propensi ad apprezzare il giorno di festa in cui ingozzarsi con il torrone.  Insomma, la festa sembrava essere più la nostra che dei Santi.


Oggi, i tempi son cambiati e i bambini a scuola attendono Halloween per potersi travestire da mostri, streghe e fantasmi, sulla scia di tradizioni che non ci appartengono, ma che, a dirla tutta, non son poi così distanti da noi.

E sì, perché la scelta del 1 novembre per far cadere la festa di precetto non fu certo casuale, ma come già accaduto in altre occasioni, stabilita nel tentativo di sostituire antiche cerimonie non cristiane, ma appartenenti a  rituali pagani o ad altre religioni.

Nella notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre, infatti, le popolazioni celtiche erano solite festeggiare Samhain, oggi  noto come Halloween, ovvero il capodanno.

Sì, proprio il capodanno.

Per le antiche popolazioni, infatti, coincideva con l’inizio dell’inverno e rappresentava anche la fine dell’anno lavorativo, quando  la terra riposava per prepararsi a dare i nuovi frutti.

E questa notte accadeva, secondo la tradizione, qualcosa di “magico”: l’invisibile divisorio che separava la dimensione dei vivi dalla dimensione dei defunti, perdeva consistenza e i morti potevano scorrazzare tra i vivi per far loro visita o per spaventarli. Allo stesso tempo, ai vivi era concesso poterli vedere ed udire.

Ed ecco che con l’avvento del Cristianesimo era dunque necessario non solo sostituire il capodanno celtico, ma anche sostituire il concetto di notte degli spiriti ed il 2 novembre fu stabilita come data  per commemorare tutti i defunti.

Insomma, non è una nostra festa, ma è anche più antica della nostra. E la nostra si è adeguata a quella già esistente. E se è vero che la vita è una ruota, forse è giusto che torni ad essere festeggiata, anche se io non riesco a sentirla parte della nostra tradizione.

La festa di Halloween è ormai attesa quasi più del Carnevale: i bambini non vedono l’ora di festeggiare in ambienti dall’atmosfera tetra, con pipistrelli, zucche illuminate e ragnatele con ragni giganti. E son pronti ad impersonare fantasmi, mostri, zombie e streghe cattive… Figure che un tempo erano usate per terrorizzarli, sono oggi il loro strumento per divertirsi.

Il massimo che poteva capitare, quando io ero bambina, era di veder arrivare a casa il vassoio di diversi gusti di  torrone su cui catapultarsi nel giorno che a scuola non si andava. Non so nel resto d’Italia, ma in Campania c’è l’usanza di preparare un’infinita varietà  di torrone dai gusti  più diversi: tradizionale, cassata, cremino, pistacchio, caffè…


Oggi è più facile veder qualche pezzo di torrone, tra biscotti, caramelle, cioccolatini e torte di zucca.

E se suona il campanello e non aspettate nessuno, non c’è da stupirsi nel trovarsi una piccola strega ed un piccolo fantasma dall’aria testarda, più che minacciosa,  che in coro vi  chiedono la frase di rito: “Dolcetto o scherzetto?”.   

Buona festa di tutti i Santi e buon Halloween a tutti.

by Lisa


01 maggio, 2012

1° maggio


 
Festa dei lavoratori. Ma quali lavoratori?
La situazione attuale in Italia non è certo delle migliori. Ormai avere un lavoro ma soprattutto un posto fisso con un bel contratto a tempo indeterminato sta diventando un lusso, per non parlare della pensione. Un miraggio.
Articolo 18, pensioni, posto fisso, disoccupazione e precari, negli ultimi mesi non si parla d’altro. Io non so più cosa pensare. In realtà, tutto quello che sta succedendo ora in Italia mi fa davvero schifo!

 “Posto fisso che monotonia.”
Aaahhhh!!!!! Questa è proprio bella!!!
Mi ispirava fiducia il nostro nuovo Presidente del Consiglio. Una persona seria, colta e distinta ma questa deprimente battuta se la poteva risparmiare... come molte altre cose...
Caro Signor Monti, forse ha ragione, dopo ben dieci anni nella stessa ditta, sono stanca sia fisicamente sia psicologicamente, ma anche se il mio lavoro non mi piace più, anche se è “monotono” e la voglia di “cambiare aria” è sempre più insistente, il mio posto fisso io me lo tengo ben stretto!
A proposito, lo sa che senza un regolare contratto a tempo indeterminato, il famigerato posto fisso, le banche non erogano mutui? E senza un mutuo, un comune mortale come me che vive con un magro stipendio da operaio, non potrebbe mai comprarsi una casa, mobili, pagarsi il dentista, l’auto nuova…

“Diamo lavoro ai giovani e alle donne!”
Quale lavoro?
Pagina degli annunci di lavoro sul quotidiano locale:
Cerco lavoro 47 annunci, offro lavoro 3 annunci.
Per fortuna che vivo in Lombardia, la regione più industrializzata!

Quello che mi fa più rabbia?
Mia sorella, due volte laureata non trova lavoro, il figlio di Bossi, dopo aver comprato il diploma, guadagnava 15mila € al mese come assessore e ora che si è dimesso, li hanno pure dato una buona uscita di 40mila €!!!! Poverino, se li meritava proprio quei soldi!
Ci sono famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese, anziani ridotti a dover rubare qualcosa da mangiare perché la pensione non basta mentre i nostri politici sono i più pagati d’Europa. Hanno tutti i privilegi oltre che a una cospicua pensione. Viaggi, auto, visite mediche gratis per loro e per tutti i familiari invece ai disoccupati hanno di recente tolto anche l’esenzione del ticket.
E su questo argomento ci sarebbe molto altro da dire ma mi fermo qui.

Quello che più mi angoscia?
I suicidi. Persone tanto disperate, per aver perso il lavoro o per non essere riusciti a salvare la propria azienda, da arrivare al punto di togliersi la vita. Ho letto che questo succedeva anche durante la crisi del 1929. Io lo trovo agghiacciante. Non si può continuare così, abbiamo davvero toccato il fondo.

Quello che più mi preoccupa?
Il futuro. Ho trentatré anni e se tutto va bene andrò in pensione ultra sessantenne, isterica e con la schiena rotta, ma non è per me che sono preoccupata ma per i nostri figli. 
Che futuro stiamo dando alle nuove generazioni?
Io, ora, non lo vedo.

Buon primo maggio a tutti!


Ps. Buon compleanno blog!

01 gennaio, 2012

2012: CHE SIA IL TEMPO PER ESSERE FELICI!



Il 2011 è stato un anno difficile, costellato da tante tensioni generate da notizie preoccupanti di ogni genere: catastrofi naturali, rivoluzioni di popoli con annessi cambiamenti politici non senza spargimenti di sangue, crisi economica che tocca tutto il mondo, delitti efferati in ambienti insospettabili e tanti altri eventi che hanno segnato profondamente tutti noi .
In un clima così teso è difficile guardare al futuro e il presente diventa sopravvivenza.
Complicato trovare un lavoro stabile, arduo costruire una famiglia, pesante tenere duro per raggiungere una pensione che doveva già arrivare dopo anni di lavoro, un’utopia inseguire un semplice sogno.
Qualche momento di serenità e gioia è stato strappato con forza e ostinazione, ma un momento è un lasso di tempo troppo breve per poterlo trattenere a sufficienza. E soprattutto ci rendiamo conto di non avere la forza necessaria a trattenerlo e ce lo lasciamo portare via, alimentati dalla nostalgia di ciò che è stato e più non sarà e che avremmo voluto durasse per sempre.
Fugge il tempo, corre veloce e scappa via, soprattutto quello scandito da un ritmo lieto.
Simile alla lancetta dei secondi di un orologio, passa a suon del suo ticchettio e non ci resta che assecondarlo e lasciarci trasportare in un tempo prossimo che troppo presto diventa già parte del passato.
Perché le cose belle durano un attimo e quando son passate, tutto il resto sembra spegnere la nostra energia interiore e fisica.
Forte la voglia di gridare basta, di stringere i denti e trattenere o richiamare a noi quei brevi e rari momenti che ci rasserenano la vita, ma il più delle volte non ci riusciamo.
È qualcosa che trascende dalle nostre possibilità, nonostante lo vorremmo con tutte le nostre forze.
Perché se fai un bilancio del negativo e del positivo, il più delle volte lo si chiude in perdita e lo scoraggiamento assale, nonostante la forza, l’ostinazione.
Troppo indaffarati a rincorrerlo questo tempo che procede inesorabile e che ci fa dimenticare la nostra infanzia, quando ci sentivamo invincibili, pieni di voglia di vivere perché il futuro era per noi un tempo amico.
E ora? Cos’è il futuro per noi?
Un tempo non più amico, ma avverso, ostile che sembra attenderci dietro l’angolo di una strada stretta e buia.
E a poco serve la “promessa” che aleggia nell’aria legata all’era dell’Acquario ormai prossima che dovrebbe stravolgere il mondo per portarlo in un’epoca migliore, focalizzata su valori più umani di cui già sentiamo bisogno da tanto.
Per ora ci sentiamo solo stravolti e travolti da un’atmosfera cupa e tesa.
Dov’è finita la luce che rendeva il futuro un sentiero misterioso e avvincente? Cosa alimentava questa luce se poco e niente avevamo da bambini?
Lo alimentava una ricchezza che ci apparteneva e che pian piano ci siamo lasciati sottrarre, giorno dopo giorno, anno dopo anno durante il passaggio da bambino ad adulto.
Eravamo fiduciosi e ricchi di aspettative. Eravamo ottimisti e sognatori.
Vi sembra poco?
Basta guardarsi intorno per rendersi conto del ritmo frenetico che ci assorbe e ci spegne.
Per strada, perfetti sconosciuti ci camminano accanto o incrociano il nostro tragitto, con lo sguardo perso e i tratti del viso irrigiditi dallo stress, dall’insoddisfazione, dalla sensazione di percorrere una via che mai porterà al traguardo, un traguardo che spesso non sentiamo nostro, ma la vita ci impone di perseguire, di raggiungere.
Abbiamo smesso di sognare e contemporaneamente abbiamo smesso di sorridere alla vita e far si che la vita ci sorrida e se scorgi l’ombra di un sorriso è spesso un gesto di cortesia, di circostanza.
Non è un sorriso spontaneo. Non è un sorriso che arriva agli occhi.
Ma ce lo ricordiamo, da bambini quanta voglia di sorridere avevamo e senza un perché?
Perché il mondo visto attraverso gli occhi di un bambino non è un mondo da favola come potremmo immaginare, ma soltanto un mondo “semplice” a cui guardare con fiducia ed entusiasmo.
E allora proviamoci!
No, non a tornare bambini, perché indietro non si torna, ma ricordiamo l’ottimismo che un tempo abbiamo avuto e cerchiamo di rivolgerlo con tenacia verso il futuro.
Illuminiamo il buio con pensieri positivi.
Secondo una legge cosmica di compensazione, tutto ciò che pensiamo è energia e genera energia nell’universo che ci viene restituita.
Servono pensieri positivi con cui rendere radioso l’universo e il futuro.
Lanciamo tanti bei pensieri nel mondo e nell’universo affinché possano diffondere un’energia nuova.
Riprendiamoci la voglia di vivere, di costruire, di crescere nell’animo e di sognare.
Riprendiamoci il nostro tempo.
Per questo 2012 auguro a tutti di trovare il tempo per essere felici.
by Lisa

22 dicembre, 2011

Auguri

da tutte noi a tutti voi, tanti tanti auguri di sereno e felice Natale!!!

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