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04 ottobre, 2017

LE NOSTRE ANIME DI NOTTE di Kent Haruf





Trama:

È nella cittadina di Holt, Colorado, che un giorno Addie Moore rende una visita inaspettata al vicino di casa, Louis Waters. I due sono entrambi in là con gli anni, vedovi, e le loro giornate si sono svuotate di incombenze e occasioni. La proposta di Addie è scandalosa e diretta: vuoi passare le notti da me?
Inizia così una storia di intimità, amicizia e amore, fatta di racconti sussurrati alla luce delle stelle e piccoli gesti di premura. Ma la comunità di Holt non accetta la relazione di Addie e Louis, che considera inspiegabile, ribelle e spregiudicata. E i due protagonisti si trovano a dover scegliere tra la propria libertà e il rimpianto.


Dalle prime pagine è facilmente intuibile che i protagonisti non sono Addie e  Louis. L'indiscussa protagonista è la solitudine che trascina nel libro chiunque l'abbia mai provata.
 
 Un libro scritto in modo estremamente essenziale, senza fronzoli, assolutamente diretto nell'esporre dialoghi ed ambientazioni.
Una proposta "indecente" apre il libro.
(Nel film stavolta Robert Redoford la riceverà).
Due persone sole, estremamente sole, che hanno la stessa esigenza: riempire quel vuoto che crea intorno a loro la solitudine.
Una proposta con un intento diretto e preciso senza falsi corteggiamenti, senza la possibilità di creare illusioni.
 
Il risultato è sconcertante: ne nasce un rapporto con un'intimità profonda, forse proprio perché nato dalla verità nuda e cruda. Perché la verità rende liberi e, forse, anche meno soli.
La verità rende anche forti, al punto da passare senza remore al di sopra del giudizio (sempre pronto) delle persone che si fanno scudo con falsi ed inutili moralismi.
 
Un'intimità che può solo spaventare chi non ha avuto ancora il privilegio di provarla. E per paura si finisce con creare ostacoli a chi si  e ci ama di più. E chi più amiamo diventa il nemico, che combatte con l'unica arma possibile: il ricatto affettivo.
 
Ma l'intimità, quella vera, non conosce limiti e distanze...
 
Seppur scritto in modo veloce le dinamiche di coraggio, intimità e ricatto affettivo vengono esposte in maniera semplice e chiara.
 
“Cos’è che ci siamo detti? Che è impossibile aggiustare le vite degli altri, no? Non puoi aggiustare tutto, non ti pare? disse Louis.
"Ci proviamo sempre. Ma non ci riusciamo”.
 
Un libro che fa riflettere.
 
Buona lettura
 
by Lisa


14 marzo, 2017

GUARIRE D'AMORE di Irvin D. Yalom







Trama:


Un uomo che non riesce a controllare i suoi impulsi sessuali, una donna ossessionata da un amore divorante, uno scienziato che si convince di essere un impostore, una ragazza che rivela una insospettata doppia personalità, un uomo d’affari che non trova il coraggio di liberarsi di un mucchio di lettere ingiallite… Sono i protagonisti delle storie di psicoterapia in cui Irvin Yalom ha condensato le sue riflessioni sulle radici profonde del disagio esistenziale: pagine appassionate e brillanti, ricche di emozioni e di idee, sempre illuminate da una sorprendente sincerità. L’esperienza terapeutica vi appare come una specie di avventura e analista e paziente sono raffigurati come compagni di viaggio: la guarigione del paziente deve indurre il terapeuta a mettere in gioco tutte le sue carte senza barare. Il coinvolgente resoconto di questi incontri ci aiuta a riconoscere e a tenere a bada i nostri aspetti più oscuri: nell’intreccio di paure, ansie, solitudini e ossessioni è impossibile sentirsi solo un osservatore distaccato.
 
Non sempre i libri di psicologia risultano semplici da leggere. Questo libro invece lo è.
Le storie, ovviamente ispirate da storie vere, ma abilmente mascherate per tutelare la privacy dei suoi pazienti, si svolgono attraverso la descrizione dei vari colloqui. Sembra di assistere realmente ad ogni incontro e di sentire un po' proprio il disagio di ogni persona.
 
Il disagio esistenziale è ciò su cui si concentra Yalom. Qualcosa che può essere comune a tutti e non solo a chi ha subito traumi o avuto problemi. Esso risulta strettamente legato ai desideri impossibili da realizzare, come potrebbe esserlo ad esempio la vita eterna o l'eterna giovinezza, giusto per citarne un paio.
 
Il libro risulta essere un affascinante viaggio attraverso le tecniche psicologiche più tradizionali, dirette o indirette, ma tutte proiettate al benessere psicofisico del paziente.
Interessante la nota finale dell'autore aggiunta nelle ultime edizioni ben 25 anni dopo la stesura del libro dove sottolinea l'importanza evolutiva del cambiamento personale, non solo dei pazienti, ma anche il proprio.
Che sia questo il segreto della felicità?
 
Buona lettura
 
by Lisa
 

10 marzo, 2017

IL DIRITTO DI CONTARE


Katherine, Dorothy e Mary sono tre matematiche che lavorano nella NASA, non è cosa da poco visto che vivono nell'America degli anni '60, quando vigeva ancora la segregazione razziale.

Katherine non ha rivali con i numeri, è vedova ed ha tre figlie. La sua routine verrà sconvolta da un nuovo incarico nel team che si occupa di mandare gli astronauti nello spazio.

Mary è intraprendente ed accetta la sfida di un collega di diventare ingegnere, i calcoli non le bastano più. Riuscirà a farlo, lei donna e di colore?

Dorothy, infine, svolge un lavoro da responsabile senza esserlo e senza prenderne i meriti. 

Con l'avvento dei computer, servirà ancora fare calcoli? 

Vedete il film per scoprire come andrà per tutte loro e non solo.

Basato sul libro "Hidden Figures: The Story of the African-American Women Who Helped Win the Space Race" che racconta la vera storia di Katherine Johnson, matematica che contribuì al programma dedicato ai lanci spaziali della NASA.

Il titolo è un po' un gioco di parole visto quello che le protagoniste fanno come lavoro all'atto pratico e quello che hanno rappresentato poi per tutti, donne ed afroamericani in particolare.

Visto nel giorno della "festa della donna" e non poteva che esserci giorno migliore e più significativo per l'uscita di questo film.

Un invito a tutte le donne a credere in se stesse, nelle proprie capacità, nei propri sogni e a non scoraggiarsi di fronte alle difficoltà, sociali e lavorative, che ci sono sempre state e purtroppo continuano spesso ad esserci.

Già si sa che le storie vere mi appassionano, poi le protagoniste essendo donne, laureate in materie scientifiche come me, anche se afroamericane negli anni '60 le ho sentite molto vicine. 

Un paio di ore che scorrono veloci e sembrano non bastare, una storia davvero toccante, ricca di speranza ed ottimismo, fa bene al cuore ed alla mente.

27 febbraio, 2017

BEATA IGNORANZA


Ernesto e Filippo sono due ex amici che si ritrovano dopo anni ad insegnare nello stesso liceo.

I due sono agli antipodi, il primo insegna letteratura italiana, declama versi in classe e la tecnologia non sa cosa sia ma è costretto ad adeguarsi vista l'introduzione del registro elettronico.

Il secondo, invece, è avvezzo alla tecnologia, ha i suoi followers, insegna matematica e fa svolgere le equazioni tramite app.

L'antica rivalità in amore e la contrapposizione sul piano ideologico-tecnologico farà sfociare una delle liti in un video diventato poi virale sul web. Nina, figlia della donna amata in passato da entrambi, deciderà di metterli alla prova girando un documentario in cui Ernesto diventerà social mentre Filippo dovrà disintossicarsi dalla rete.

Un film piacevole come lo sono in genere quelli di Massimiliano Bruno che anche qui fa una piccola parte come attore.

Giallini e Gassman li apprezzo da tempo, sia nei film che nelle fiction, per cui già la loro presenza è stato un deterrente per me, i trailer poi penso siano risultati stuzzicanti per molti.

Si sorride, si ride proprio in certi momenti ma si riflette anche sulla società odierna in cui si è iperconnessi e spesso si è fuori dal mondo se, almeno in parte, non si entra nella rete. Ed infine, l'appello accorato di Nina, tutta questa comunicazione a cosa serve se poi non comunichiamo davvero? Questo è uno spunto di riflessione azzeccatissimo, avere migliaia o più amici sui social ci rende davvero far parte di un gruppo? Esternare sui propri profili, significa saper comunicare?

Personalmente credo ci sia un abuso di tutto ormai, come recita la psicologa, il problema non sono i social ma l'uso che se ne fa, ho sempre pensato questo e di conseguenza utilizzo i social ma senza abusarne, non confondendo la vita vera con quella di facciata fatta di foto a volte ritoccate, condivisioni casuali ed emoticons che non esprimono davvero le emozioni.

Altro spunto di riflessione, poi, è dato dal fatto che spesso la storia si ripete ma, a distanza di tempo, magari noi non siamo più gli stessi per cui possiamo e dobbiamo affrontare le cose in maniera diversa.

13 febbraio, 2017

SMETTO QUANDO VOGLIO - MASTERCLASS


Avevamo lasciato il capo della banda dei ricercatori a costituirsi per patteggiare ma, tutti si sono trovati nei guai con la giustizia.
I buoni travestiti da cattivi, possono tornare ad essere i buoni?

La banda viene assoldata ufficiosamente dall’antidroga per contrastare il mercato delle smart drugs, le nuove droghe non ancora catalogate, in cambio della promessa di ripulirsi la fedina penale.
In questa nuova missione, alla banda si aggiungeranno 3 nuovi elementi: un anatomista, un ingegnere meccatronico ed un avvocato esperto in diritto canonico. Incuriositi?
Con mezzi futuristici, la banda troverà spacciatori e pillole ma una droga sofisticatissima metterà in crisi i cervelloni.

I sequel sono spesso molto criticati, anche di questo film ho letto molte critiche tanto che nonostante il primo mi fosse piaciuto, ero in dubbio sull’andare a vederlo o meno. Beh, ovviamente l’ho visto alla fine.

Certo, il finale è amaro ma è stato scelto volutamente in previsione del terzo capitolo di quella che è diventata una trilogia. Ho sentito, infatti, che secondo e terzo episodio sono stati girati insieme e l’ultimo capitolo dovrebbe arrivare nelle sale per fine anno.

Bisogna quindi pensare che il film non è autoconclusivo, lo stesso inizio è avanti nel tempo rispetto alla fine e quindi, tutto il film è parte di un lungo flashback.
Certo, può sembrare snervante tutto ciò, motivo per cui ultimamente mi rifiuto di leggere le saghe dichiarate, ma in questo caso bisogna pazientare e vedere come si metteranno alla fine le cose per la banda dei ricercatori.

Tutto sommato, divertente anche se un po’ lento a volte.

08 febbraio, 2017

LA BATTAGLIA DI HACKSAW RIDGE


Siamo durante la seconda guerra mondiale, l'attacco a Pearl Harbor ha spinto numerosi giovani americani ad arruolarsi per servire la patria. 
Il tranquillo Desmond Doss ha aspirazioni da medico e vorrebbe servire il proprio Paese portando conforto ai feriti, si arruola solo con questo obiettivo, infatti.
Desmond è un obiettore di coscienza, rifiuta la violenza e crede profondamente nella propria religione, uccidere è sbagliato e così non vuole nemmeno entrare in contatto con le armi. Ciò porta inevitabilmente a scontri durante il proprio addestramento, le sue convinzioni sono così profonde che non ci sta a farsi riformare e rischia tutto in nome delle proprie idee.

Superato questo scoglio, a suo rischio e pericolo, Desmond viene spedito in Giappone con gli altri, lì la situazione appare da subito drammatica ed al primo assalto le perdite umane sono immani, il suo comandante decide per la ritirata ma Desmond non si arrende e, da solo, continuando a rischiare la propria vita, riesce a mettere in salvo numerosi feriti.

Questa vicenda ha dell'incredibile, eppure si basa su una storia vera, davvero impressionante!

Alla fine, le apparenze finiscono sempre con l'ingannare e così un ragazzo mingherlino additato come codardo, si rivela essere un grande eroe. Desmond Doss, infatti, è stato il primo obiettore di coscienza insignito di una medaglia al valore.

Una storia dura ma anche dolce che mette in evidenza l'orrore della guerra, quella che è stata e purtroppo ancora è. Se tutti la pensassero come Desmond, sicuramente vivremmo in un mondo migliore!

Il film è candidato a vari premi e spero ne vinca diversi perché, secondo me, merita. Bravo il protagonista, Andrew Garfield, credibilissimo nel suo ruolo.

24 gennaio, 2017

L'ELEGANZA DEL RICCIO di Muriel Barbery








Trama:

Parigi, rue de Grenelle numero 7. Un elegante palazzo abitato da famiglie dell'alta borghesia. Ci vivono ministri, burocrati, maitres à penser della cultura culinaria. Dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità la portinaia Renée, che appare in tutto e per tutto conforme all'idea stessa della portinaia: grassa, sciatta, scorbutica e teledipendente. Niente di strano, dunque. Tranne il fatto che, all'insaputa di tutti, Renée è una coltissima autodidatta che adora l'arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Cita Marx, Proust, Kant... dal punto di vista intellettuale è in grado di farsi beffe dei suoi ricchi e boriosi padroni. Ma tutti nel palazzo ignorano le sue raffinate conoscenze, che lei si cura di tenere rigorosamente nascoste, dissimulandole con umorismo sornione. Poi c'è Paloma, la figlia di un ministro ottuso; dodicenne geniale, brillante e fin troppo lucida che, stanca di vivere, ha deciso di farla finita (il 16 giugno, giorno del suo tredicesimo compleanno). Fino ad allora continuerà a fingere di essere una ragazzina mediocre e imbevuta di sottocultura adolescenziale come tutte le altre, segretamente osservando con sguardo critico e severo l'ambiente che la circonda. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo ironicamente disincantato, che ignari l'uno dell'impostura dell'altro, si incontreranno solo grazie all'arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée.
 
 
Di questo libro, che è stato un caso letterario, si è parlato sicuramente tanto e a giusta ragione.
Tratta argomenti molto impegnativi in maniera semplice e ironica, strappando spesso sorrisi.
 
Una donna adulta che avrebbe bisogno di tornare la bambina che non è mai stata e una ragazzina che pensa troppo da adulta, sono le protagonisti narratrici in prima persona. Entrambe così vicine (oltre che di casa) di pensiero ed anima, ma separate dai ruoli che la società impone e che nel racconto sono simboleggiate anche dai piani delle abitazioni.
Due anime gemelle che riusciranno ad "incontrarsi" grazie alla grande intelligenza che le accomuna e che, nelle vesti di Monsieur Ozu farà loro da ponte.
 
Offre parecchi punti su cui riflettere, domande esistenziali ed anche possibili risposte.
Invita ad osservare la vita, piuttosto che limitarsi a guardarla. Questa vita che si odia o si ama, si vuole o si rifiuta, ma che vale sempre la pena di essere vissuta.
 
Un esempio?
 
"Alla bellezza si perdona tutto, persino la volgarità. E l'intelligenza non sembra più una giusta compensazione delle cose, una sorta di riequilibrio che la natura offre ai figli meno privilegiati, ma solo un superfluo gingillo che aumenta il valore del gioiello. La bruttezza, invece, di per sé è sempre colpevole, e io ero già votata a quel tragico destino, reso ancora più doloroso se si pensa che non ero affatto stupida."
 
Buona lettura
 
By Lisa
 
 

09 gennaio, 2017

AVRO' CURA DI TE di Massimo Gramellini e Chiara Gamberale











Trama:

Gioconda detta Giò ha trentasei anni, una storia familiare complicata alle spalle, un’anima inquieta per vocazione o forse per necessità e un unico, grande amore: Leonardo. Che però l’ha abbandonata. Smarrita e disperata, si ritrova a vivere a casa dei suoi nonni, morti a distanza di pochi giorni e simbolo di un amore perfetto, capace di fare vincere la passione sul tempo che passa: proprio quello che non è riu - scito al suo matrimonio. Ma una notte Giò trova un biglietto che sua nonna aveva scritto all’angelo custode, per ringraziarlo. Con lo sconforto, e con il coraggio di chi non ha niente da perdere, Giò ci prova: scrive anche lei al suo angelo. Che, incredibilmente, le risponde. E le fa una promessa: avrò cura di te. Poi rilancia. L’angelo non solo ha una fortissima personalità, ma ha un nome: Filèmone, e una storia. Soprattutto ha la capacità di comprendere Giò come Giò non si è mai compresa. Di ascoltarla come non si è mai ascoltata. Nasce così uno scambio intenso, divertito, commovente, che coinvolge anche le persone che circondano Giò: il puntiglioso ex marito, la madre fricchettona, l’amica intrappolata in una relazione extraconiugale, una deflagrante guida turistica argentina, un ragazzino che vuole rinchiudersi in una comune...
Grazie a Filèmone, voce dell’interiorità prima che dell’aldilà, Giò impara a silenziare la testa e gli impulsi, per ascoltare il cuore. Ne avrà davvero bisogno quando Filèmone la metterà alla prova, in un finale sorprendente che sembrerà confondere tutto. Ma a tutto darà un senso.
 
 
 
 
In un botta e risposta, Gramellini da vita e "voce" all'angelo Filemone e la Gamberale a Gioconda.
Il tutto raccontato in modo essenziale, ironico, a tratti commovente.
 
Impossibile non amare entrambi i personaggi, dall'assistita all'angelo custode che, come dimostra nel libro c'è anche quando Gioconda pensa sia "chissà dove".
 
Impossibile non affezionarsi anche a tutti gli altri personaggi che, seppur possano sembrare  marginali, hanno invece un ruolo ben preciso.
 
Impossibile non riconoscere noi stessi e chi conosciamo in questa storia, quasi come se fosse una storia scritta in chiave "universale".
 
Impossibile non leggersi dentro, mentre scorrono le pagine del libro. Perché, come scritto nel libro "Si completa con gli altri solo chi sa bastare a se stesso.”
 
Assolutamente possibile leggerlo tutto d'un fiato.
 
 
Buona lettura
 
by Lisa
 

05 dicembre, 2016

LABIRINTO D'OSSA di James Rollins

 
 
 
 
Trama:
Roma, 1669.
Un soldato s'inchina al ospetto di padre Athanasius Kircher, uno dei più autorevoli sapienti del mondo. Gli consegna una mappa, una scheggia d'osso e un messaggio. Poi si suicida. Perché nessuno possa estorcergli con l'inganno o la tortura il suo terribile segreto.
 Croazia, oggi.
Quando la paleoantropologa Lena Crandall s'inoltra in un complesso di grotte appena riportate alla luce da un terremoto, capisce di essere di fronte a una scoperta eccezionale: alcune elaboratissime pitture rupestri che raffigurano uomini e animali minacciati da enormi sagome inquietanti. Chi - o cosa - sono quelle figure? Prima di riuscire a porsi altre domande, però, un nuovo sisma fa tremare la terra, imprigionando lei e il suo gruppo nell'oscurità.
 Parigi, oggi.
 A Gray Pierce non capita spesso di potersi prendere una vacanza. E infatti viene subito richiamato in servizio dalla Sigma Force per soccorrere il team della dottoressa Crandall. Ma quella missione di salvataggio si trasformerà ben presto in una sfida mortale contro un nemico sfuggente e antichissimo, che rischia di essere oltre le sue possibilità. Perché se Gray non riuscirà a fermare quella forza distruttrice, la vita sulla Terra potrebbe cambiare per sempre. O finire nel silenzio...    
 
Su James Rollins e sui suoi libri ho scritto tanto. Cosa aggiungere di più?
In questa nuova avventura della Sigma, come sempre crea un cocktail di materie, dalla storia alla scienza passando inevitabilmente dalla fantascienza e dalla religione, impossibile da non leggere tutto d'un fiato.
I protagonisti dei suoi libri, in particolare quelli della serie della Sigma, diventano sempre più quasi una parte essenziale per spiegare in modo semplice studi e teorie che, se da un lato possono lasciare senza parole, dall'altro porta ogni lettore a valutare una ricerca della verità che sembra essere da sempre davanti ai nostri occhi distratti.
Quindi, se volete sapere di più di misteri storici, dell'origine ed evoluzione della vita, della Luna, di Atlantide e dei numeri primi, non perdetevi questo romanzo che promette non solo di stupire, ma anche di non annoiare mai il lettore.
E come sempre, alla fine, Rollins spiega con cura dove finisce la realtà e dove inizia l'immaginazione.
 
Buona lettura
 
by Lisa
 
 


05 ottobre, 2016

HARRY POTTER E LA MALEDIZIONE DELL'EREDE di J.K. Rowling

di; Rowling J. K.; Tiffany John; Thorne Jack
pag  368

È sempre stato difficile essere Harry Potter e non è molto più facile ora che è un impiegato del Ministero della Magia oberato di lavoro, marito e padre di tre figli in età scolare. Mentre Harry Potter fa i conti con un passato che si rifiuta di rimanere tale, il secondogenito Albus deve lottare con il peso dell'eredità famigliare che non ha mai voluto. Il passato e il presente si fondono minacciosamente e padre e figlio apprendono una scomoda verità: talvolta l'oscurità proviene da luoghi inaspettati. 

 ***

Dopo nove anni dall’ultimo libro della serie fantasy più famosa del mondo, torniamo a Hogwarts.
Per prima cosa, dopo aver letto in giro per il web, molti commenti di lettori delusi, voglio dire che questo libro NON è un romanzo. Harry Potter e la maledizione dell’erede è un’opera teatrale, il libro è la sceneggiatura. C’è scritto anche sulla copertina, quindi basta lamentele, in molti hanno comprato il libro pensando di leggere un romanzo, invece ci sono solo i dialoghi. Anch’io all’inizio non ero entusiasta né convinta da questo libro diviso in atti e in tempi ma la storia mi è piaciuta.


La storia inizia al binario 9 e ¾, diciannove anni dopo la sconfitta di Voldemort, dove ritroviamo Harry, Ron, Hermione e Ginny ormai adulti e genitori che accompagno i figli a prendere il treno in partenza per Hogwarts.
Harry ormai trentasettenne, è un funzionario del ministero, Hermione è diventata primo ministro, Ron gestisce un negozio di scherzi e Ginny è una giornalista sportiva, ma il protagonista di questa storia è Albus, il secondo figlio di Harry, che già durante il primo giorno di scuola, capiamo che è l’esatto opposto del suo genitore famoso. Tra un salto nel tempo all’altro, passiamo dal primo anno scolastico di Albus, fino al quarto. Il ragazzo sempre in conflitto con il padre, a scuola trova un grande amico in Scorpius, figlio di Draco (Malfoy, nemico di Harry in tutti i sette libri) anche quest’ultimo, per niente simile al padre, aiuterà Albus a “ritornare sulla retta via”.
Quello che non mi è piaciuto in questo libro sono i nomi di alcuni personaggi, come nella nuova edizione della serie di Harry Potter, sono stati usati i nomi originali, quando per sette libri (e otto film) eravamo abituati, ad esempio, alla professoressa McGranit e non McGonagall…
Libro divorato in un pomeriggio piovoso, spero che un giorno, la Rowling, trasformi questa ottava storia in un romanzo.

Stefy

22 settembre, 2016

NON AVEVO CAPITO NIENTE di Diego De silva







Trama:

Vincenzo Malinconico è un avvocato napoletano che finge di lavorare per riempire le sue giornate. Divide con altri finti-occupati come lui uno studio arredato con mobili Ikea, chiamati affettuosamente per nome, come fossero persone di famiglia. È stato appena lasciato dalla moglie, ma cerca con ogni mezzo di mantenere un legame con lei e i due figli adolescenti. Un giorno viene improvvisamente nominato difensore d'ufficio di un becchino di camorra detto "Mimmo 'o burzone" e, arrugginito com'è, deve ripassarsi il Bignami di diritto. Ma ce la fa, e questo è solo il primo dei piccoli miracoli che gli capitano. Il secondo si chiama Alessandra: la pm più bella del tribunale, che si innamora di lui e prende a riempirgli la vita e il frigorifero. E intanto Vincenzo riflette sull'amore, la vita, la delinquenza, la musica: su tutto quello che attraversa la sua esistenza e la sua memoria, di deriva in deriva.
 
Immaginate uno sfigato.
No, non quelli che si comportano da sfigati, ma quelli che lo sono davvero, forse per scherzo del destino. Un "Paperino"  della vita reale.
Immaginate che alla sfiga questo sfigato non solo sorrida con sarcasmo, ma riesca anche a strapparle tanti di quei sorrisi, da renderla più clemente.
Immaginate un modo di vivere la vita che riesca a renderla divertente anche quando non lo è.
Immaginate la lamentela che diventa ironia, sarcasmo e soprattutto azione e reazione, invece che autocommiserazione.
Aggiungeteci delle situazioni così paradossalmente assurde che riscontrarle nella vita reale vi sembrerà impossibile. Eppure accadono. Eccome se accadono...
E poi spolverate il tutto con una filosofia di vita "pratica".
Ecco a voi la ricetta ideale per leggere un libro tutto di un fiato, sorridere e "vivere" le scene come se foste voi i protagonisti.
Diego De Silva da vita  ad un personaggio di fantasia che non solo sarà impossibile non amare, ma sentirete reale più che mai.
Un motivo in più per leggere questo romanzo?
Pesco un paio di citazioni dell'avvocato Malinconico: "Dicono che la felicità si trova nelle piccole cose. Sapeste l'infelicità."
"Mi succede sempre così, a me, coi problemi. Da lontano, mi fanno fare un sacco di discorsi complicati. Quando poi ci vediamo, troviamo sempre il modo di metterci d'accordo."
Da non perdere anche il seguito: "Mia suocera beve" dove sarà possibile fare la conoscenza dell'ex suocera dell'avvocato Malinconico, quella che ognuno di noi vorrebbe avere.
 
Buona lettura
by Lisa


18 luglio, 2016

IL MARE NASCONDE LE STELLE - FRANCESCA BARRA


Sono molto sensibile alla diaspora dei migranti di questi ultimi tempi e soprattutto alla questione dei minori non accompagnati e dei bambini in genere che, per sfuggire dalla guerra e dalla miseria, intraprendono questi viaggi della speranza, a volte dai risvolti meramente tragici purtroppo.

Letta la trama, quindi, mi sono interessata subito a questo piccolo (solo per la lunghezza) romanzo che già solo a vedersi ha titolo e copertina molto evocativi.

E' la storia di Remon, quattordicenne egiziano, cristiano copto, che decide di partire alla volta dell'Italia per poter vivere liberamente e studiare senza essere continuo bersaglio di angherie perché non musulmano.

Remon decide autonomamente di scappare e per farlo trae persino in inganno i propri genitori perché ha bisogno di loro per pagarsi il viaggio ma sa che non lo lascerebbero mai andare se solo sapessero.

Dopo varie traversie, Remon riesce ad imbarcarsi ma il viaggio è una vera e propria odissea, non c'è granché cibo ne acqua, il sole brucia la pelle già irritata dal sole e la notte è fredda e spesso così buia da atterrire.

Per fortuna, la storia di Remon non si interrompe in mare e ricomincia in Italia, sognando Milano ovviamente si ritrova invece in Sicilia.

I primi tempi passano in un centro d'accoglienza per minori, la lontananza da casa si fa sentire e la solitudine per un ragazzino come Remon non può che essere devastante. Tra qualche chiamata a casa e l'ascolto di alcuni operatori, Remon inizia ad aprirsi ma il suo sogno è sempre quello di essere amato da una vera famiglia oltre che di diventare ingegnere. Quanto a questo suo sogno, Remon inizia gli studi in Italia e nonostante le difficoltà linguistiche si impegna per riuscire.

Una nuova casa, una nuova famiglia, una nuova lingua, una nuova cultura, nuove amicizie ed amori ma non è detto che il nuovo sia sempre meglio o spaventoso. 

Dei passi sono davvero emozionanti, Remon che ricorda gli episodi familiari e i suoi affetti fa davvero tenerezza. In fondo è solo un ragazzino e si trova catapultato in una situazione difficile, costretto ad una scelta estrema, specie per qualcuno della sua età.

Un libro che andrebbe letto soprattutto oggigiorno, dedicato ai ragazzini del nostro presente, insoddisfatti per questioni spesso ridicole. Remon ha fede e sogni costruttivi, ha rischiato la vita e rinunciato a tanto per essere libero di credere e studiare, a suo modo dovrebbe essere d'esempio.


20 maggio, 2016

CAPTAIN AMERICA - CIVIL WAR

Ho visto questo film un paio di settimane fa ma è ancora nelle sale per cui eccomi a parlarvene.

Sembra che il Soldato d'inverno ( Captain America 2) sia tornato, delle foto lo collocano sulla scena di alcuni misfatti e così inizia ad essere braccato. Captain America non crede a questa versione, vuole proteggere il suo amico ed intervenendo si oppone a degli accordi proposti a tutti gli Avengers. 

Si formano così due fazioni di eroi, da una parte chi appoggia il capitano e dall'altra i filo-governativi. Lo scontro è inevitabile e non sarà privo di conseguenze. 

Nuovi personaggi in questo film: l'ennesimo Spiderman che tutti conosciamo, Antman scoperto qualche giorno fa grazie ad un film precedente e la Pantera Nera che, a quanto pare, verrà sviluppato in un film successivo.

Sono mancati Thor e Hulk, due presenze non da poco, chissà che non li rivedremo successivamente.

Insomma, due ore e mezza che scorrono come niente, colpi di scena disseminati nel corso della storia. Per essere l'ennesimo film degli Avengers, non delude e Captain America è sempre fedele a se stesso, un mito!

15 febbraio, 2016

LE BRAVE RAGAZZE VANNO IN PARADISO LE CATTIVE DAPPERTUTTO di Ute Ehrhardt

 
Le donne hanno le carte in regola. Sono attrezzate per raggiungere gli uomini in tutti i settori più importanti della vita e anche per conquistare una chiara superiorità. Ma per raggiungere questo obiettivo occorre superare il muro di resistenze che frenano la loro energia: la paura dell'indipendenza, la paura dell'insuccesso, il peso della responsabilità, il timore di non essere più amate e l'eterna paura di essere sfruttate. Non esiste una formula indolore e anche le donne più sicure possono ricadere negli schemi tradizionali di sottomissione, dai quali liberarsi risulta poi molto difficile. In questo libro, Ute Ehrhardt, la psicologa tedesca che per prima ha affrontato il tema delle "cattive ragazze", propone una strada possibile. Un percorso doloroso, certo, ma necessario, costellato di esempi e testimonianze, per conquistare una profonda consapevolezza di sé, del proprio valore e delle proprie aspirazioni. Soltanto attraverso un'attenta analisi dei perché educativi e sociali, che hanno condizionato e condizionano le donne, è possibile interrompere il circolo vizioso che le porta ancora oggi ad assumere ruoli di secondo piano nel lavoro o nelle relazioni. Soltanto smettendo di essere "brave ragazze" si può diventare donne vere, vincenti.
 
La psicologa Ute spiega in modo lineare perché le brave ragazze si stampano sul volto il sorriso rassegnato e triste tipico di Monna Lisa e si ammalano anche più facilmente.
Retaggi culturali tramandati di generazione in generazione che prevedono un modello di donna servile, sottomessa, docile, obbediente ed arrendevole risultano piuttosto difficili da estirpare. Le stesse fiabe impongono modelli standard fin da piccole, iniziando un lento e progressivo addestramento a diventare una “brava ragazza”. L’esempio più eclatante quello di Cenerentola dove si vuol far intendere che chi come lei fa la “brava ragazza” anche con le sorellastre e la matrigna cattiva prima o poi verrà premiata dalla vita e troverà il principe azzurro. Si distoglie così l’attenzione dal punto chiave e ovvero che il vero ribaltamento della storia avviene quando Cenerentola disobbedisce alla matrigna e partecipa comunque al ballo.
Il libro mostra dettagliatamente come riconoscere le varie trappole della “brava ragazza”. Quello della Monna Lisa è una delle più insidiose. Di seguito mostrerà come evitarle, fino a renderle innocue.
A tratti ho trovato il metodo alquanto “duro”, poco incline alla via di mezzo, al compromesso. Ma alla fine del libro ho compreso il perché è necessario esserlo.
Perché trasformarsi in una cattiva ragazza non vuol dire essere veramente cattive, come la società vorrebbe far credere, ma semplicemente essere sicure di sé, indipendenti e pronte a combattere  per la propria felicità. Il che non escluderà a priori la felicità altrui. E se qualcuno preferisce la loro infelicità per aumentare la propria, allora saprannno prendere le dovute distanze, perché lo scopo è comprendere che è preferibile "separarsi dagli altri, piuttosto che da loro stesse".
Buona lettura
By Lisa.

04 febbraio, 2016

OLTRE I SEGRETI di Jay Crownover

Saint Ford ha lavorato sodo per realizzare il suo sogno: diventare un’infermiera. Concentrata sul lavoro, dedita ai pazienti, nella sua vita non c’è spazio per l’amore. Non ha bisogno di un ragazzo che arrivi a turbare la sua calma, soprattutto adesso che è serena e ha dimenticato cosa le ha distrutto la vita quando era al liceo. Cupo e introverso, Nash Donovan potrebbe non ricordarsi di lei e del terribile dolore che le causò. Ma fu lui la persona che stravolse il suo mondo… e che sta per farlo di nuovo. Saint non sa che Nash non è più quello di una volta. La scoperta di uno sconvolgente segreto di famiglia lo ha profondamente cambiato, e ora sta lottando per capire cosa fare. Non può lasciarsi distrarre dalla bella infermiera che incontra ovunque. E tuttavia non può ignorare le scintille tra loro, né rinunciare a una ragazza così divertente e dolce, soprattutto ora che sembra l’unica cosa ad avere senso nella sua vita.


Quarto capitolo della “The tattoo series”, serie con i personaggi più colorati, stravaganti, problematici e dai nomi più improbabili che abbia mai letto.
Saint è infermiera, ha venticinque anni, ama il suo lavoro, è timida e insicura. Sempre con la paura di essere nuovamente delusa, ferita, tradita. 
Nash è un tatuatore, il suo opposto, ricoperto d’inchiostro e di piercing, ha avuto un’infanzia difficile e scopre che, il suo adorato zio, il suo mentore, è in realtà suo padre ed è gravemente malato. Deciso a passare con lui tutto il tempo che gli resta, passa le sue giornate diviso tra il padre, il lavoro, gli amici che cercano di aiutarlo e tra Saint, la ragazza che è entrata nella sua vita, minacciando di restarci per sempre ma che proprio non riesce a capire. Saint che con le sue paure, rischierà di mandare all’aria tutto più di una volta.
Nash, nonostante l’apparenza è un bravo ragazzo, Saint troppo complessata e questo lato del suo carattere è ripetuto un po’ troppe volte e alla lunga stanca, ma è una bella storia, le scene hot non mancano e anche qualche lacrima. Libro che si legge tutto d’un fiato.

I titoli originali dei libri di questa serie, sono i nomi dei protagonisti maschili, Rule, Jet, Rome, Nash, (il quinto libro sarà su Rowdy e il sesto Asa) e con tanto di copertina corredata con un bel figliolo, in Italia sono tradotti in tutt’altro modo con copertine più o meno tutte uguali… Mahh




02 febbraio, 2016

LA SARTA DI DACHAU - MARY CHAMBERLAIN


A ridosso della giornata della memoria non potevo che leggere questo romanzo. La protagonista questa volta, però, non è una giovane ebrea ma una giovane inglese di religione cattolica, anche se non praticante.
Ada ha 18 anni, è londinese e fa la sarta per una boutique in centro. Il suo sogno è quello di aprire un proprio atelier a Parigi e così quando il sedicente conte Stanislaus, dopo una breve frequentazione, le propone di partire per la capitale francese, orchestra  per partire con lui mentendo a tutti.
Dopo pochi giorni a Parigi, scoppia la seconda guerra mondiale che era già nell’aria e così l’ingenua Ada si ritrova a rimboccarsi le maniche ed a lavorare per mantenersi assieme a Stanislaus che casualmente non ha più denaro o mezzi.
Anche a Parigi si instaura una certa routine, Stanislaus non è più il corteggiatore romantico dei primi tempi, a malapena sembra sopportare Ada eppure ella ne è ancora fermamente innamorata per cui lo segue fino in Belgio.
Lì, però, lui l’abbandona proprio alla vigilia dei bombardamenti e così Ada si ritrova presto prigioniera dei tedeschi finendo ad accudire anziani in un ospizio di Monaco.
Da qui Ada finisce a Dachau a fare la schiava nella casa di un comandante tedesco, allo stesso tempo fa la sarta per la signora e le sue amiche, da qui il titolo del romanzo. Rimarrà qui per anni, privata di cibo e sonno, sfruttata fino allo stremo fino alla liberazione da parte degli americani.
Si potrebbe pensare che qui finisca la storia e invece no, perché Ada ha delle questioni da risolvere prima di rientrare in patria, non vi dirò di più.
Riuscirà Ada a ritornare alla vita ed esaudire i suoi sogni? Lascio a voi scoprire il seguito del romanzo.

La storia non è divisa in capitoli, vi sono tre macro suddivisioni in base a luogo ed anno di inizio delle vicende, la prima è più lunga e finisce con la liberazione, le altre due sono ambientate a Londra  e riguardano delle fasi altrettanto importanti della vita di Ada.
Infine vi è una nota storica in cui si fanno precisazioni su luoghi, avvenimenti e personaggi citati, non si tratta di una storia vera in ogni caso.
A conclusione di tutto, poi, vi è una chiacchierata con l’autrice che ci rivela di aver attinto a sue due zie per il personaggio di Ada, l’omonima sognatrice libertina e la “santa” Violet. Il contesto storico ha poi fatto il resto nello sviluppo della storia.


Un libro duro, da far leggere soprattutto alle ragazze di oggi, perché gli “orchi” c’erano, ci sono e ci saranno e le giovani un po’ ingenue devono imparare a difendersi da questi personaggi, per quanto possibile.


19 gennaio, 2016

SOGNAVO DI SPOSARE IL PRINCIPE AZZURRO - LISA LORENZI


Luna, all'anagrafe Falce di Luna, è figlia di due ex figli dei fiori votati al biologico ma, da sempre cerca di trovare una sua stabilità conformandosi agli altri. Nei progetti di Luna, dopo la laurea e un lavoro noioso ma sicuro, c'è il matrimonio... peccato che Edoardo, il suo fidanzato fin troppo perfetto, non si decida.

A quanto pare, però, a parte la storia con Edoardo, anche il lavoro non è poi così sicuro, si parla di ristrutturazione aziendale e per quest'operazione è arrivato un tagliatore di teste tanto affascinante quanto spietato.

In fondo, a Luna il lavoro non interessa perché la sua aspirazione è diventare scrittrice, intanto però ne ha bisogno per mantenersi per cui cerca di sfruttare le conoscenze del fidanzato per non perderlo.

Guardandosi attorno per scuotere un po' il fidanzato, Luna si imbatte nel bel Juan e anche in un sito d'incontri online. Il primo non si capisce se sia davvero interessato a lei o la prenda in giro mentre online stringe amicizia con un tale Principe 2.0.

Riuscirà Luna a sposare il suo principe azzurro? E che piega prenderà la sua vita? Lascio a voi scoprirlo.

Un libro che cattura subito, capisco come sia passato dal self publishing ad essere edito in cartaceo!
Letto quasi tutto d'un fiato, fosse stato per me non l'avrei lasciato ma si sa, il dovere poi chiama.

Una lettura leggera e simpatica, il titolo mi sembra ovvio che attiri e devo dire che anche la copertina è perfetta per un romance. Io in verità ho apprezzato più le vicissitudini della parte commedia che la parte propriamente romance, lì diciamo che c'è qualcosa di meno allettante per i miei gusti ma, per fortuna, prende meno spazio.

Una lettura perfetta per noi donne imperfette, anche se probabilmente un figo come Juan non ci filerà mai, anche se assomigliamo pure troppo a Luna :).


12 gennaio, 2016

ABELA - La bambina che guardava i leoni - BERLIE DOHERTY


La storia è quella di due bambine, Abela e Rosa, così i capitoli si alternano con le loro rispettive storie.

Abela è una bambina africana, ha perso suo padre e ora anche sua madre e la sua sorellina sono malate. Nonostante un lungo e disperato cammino verso l'ospedale, la mamma di Abela non si salva, come quasi tutta la sua generazione è malata di AIDS, la piaga che imperversa in gran parte dell'Africa. Rimasta con la sola nonna, Abela rivede uno zio che cerca di sfruttarla per rientrare in Inghilterra e così si ritrova in un altro Paese, lontana dalla propria terra ed in balia degli eventi. Riuscirà a tornare ad essere felice?

Rosa, invece, è una tredicenne inglese, ama il pattinaggio e vede sua madre come la sua migliore amica. Rosa e sua madre sono sole ed hanno i loro equilibri ma, quando la mamma le comunica che ha intenzione di adottare un'altra figlia, gelosia e timori si fanno spazio nella sua vita. Alla fine arriva un bambino invece di una bambina e anche in questo caso Rosa non lo vede si buon occhio, peccato che quando inizierà ad amarlo saranno separati. Riusciranno lei e sua madre ad allargare la famiglia?

La contrapposizione tra le due storie spinge a considerare Rosa come una bambina egoista mentre Abela come la vittima ma, di fatto, entrambe sono solo delle bambine che subiscono eventi più grandi di loro. Abela ha una grande forza, per la sua giovane età ne ha passate davvero troppe eppure non demorde, è davvero stoica. Rosa, poi, è solo una ragazzina con le sue paure, capirà però di poterle superare in quanto piena d'amore da dare.

Una lettura per ragazzi che di certo non dispiace anche agli adulti.



11 gennaio, 2016

IL PROFETA di Kahlil Gibran



Trama:

Pubblicato nel 1923, tratta di una raccolta di pensieri in prosa, strutturata prevalentemente a domande e risposta: per ogni argomento, un personaggio fa una domanda al Profeta, il quale risponde per metafore e analogie. Un’opera che sembra un testo religioso, pur tuttavia non inserendosi in nessuna religione. Un  punto d’incontro tra Oriente e Occidente che spazia dalla Bibbia all’induismo, dal buddismo al sufismo fino a Nietzsche.

 
Un classico intramontabile che può essere letto da ognuno indipendentemente dal pensiero politico e/o religioso, in quanto la saggezza, quella che proviene dall’esperienza e dall’attenta osservazione di noi stessi e del mondo che ci circonda, si libera di ogni preconcetto che politica e religione tendono ad  imporre.
Un libro breve, ma che richiede un tempo per essere assimilato e quindi, a mio parere, non è  consigliabile leggerlo tutto in una volta.

Ho riscontrato molte analogie con un altro libro, Il manoscritto ritrovato ad Accra, pubblicato da Coelho e già recensito da me in questo blog. Ciò fa ben intendere che un tempo i profeti erano numerosi e solo qualcuno è divenuto famoso forse perché scelto come esempio.
Ogni pensiero non vuole essere insegnamento, ma invito alla riflessione.

Dal libro:

Strano che tutti noi difendiamo le nostre colpe con più vigore di quanto ne impieghiamo per fare le cose giuste.

Una volta ogni cent’anni Gesù di Nazareth incontra Gesù del Cristiano in un giardino tra le colline del libano. E parlano a lungo; e ogni volta Gesù di Nazareth se ne va via dicendo a Gesù del Cristiano: “Amico mio, temo proprio che non potremo mai e poi mai trovarci d’accordo.”

Buona lettura by Lisa


05 gennaio, 2016

QUANDO ALL'ALBA SAREMO VICINI - KRISTIN HARMEL


Ho adorato il primo libro dell'autrice edito in Italia, Finchè le stelle saranno in cielo, così ho atteso con trepidazione l'uscita di questo romanzo.

Il romanzo inizia con una giovane coppia felice, Kate e Patrick sposi da pochi mesi hanno un piccolo diverbio ma poi tutto si appiana e si salutano con l'idea di una cena speciale. Peccato che quella cena non ci sarà mai perché Patrick verrà a mancare poco dopo.

Sono passati circa dodici anni da allora, Kate è diventata una musicoterapeuta per bambini con bisogni speciali e convive con Dan, un uomo apparentemente perfetto con cui ha una storia da un paio d'anni.

Dan chiede a Kate di sposarlo, lei un po' frastornata accetta subito ma poco dopo iniziano i dubbi visto che ha appena scoperto di non poter avere figli.

Allo stesso tempo Kate inizia a fare dei sogni che sembrano reali, sogna di una vita parallela col suo Patrick ormai con qualche ruga e una loro figlia di nome Hannah. I sogni turbano ulteriormente Kate tanto da allarmare la sua famiglia e la sua amica Gina ma, allo stesso tempo, desidera continuare a farne per vivere col suo defunto marito ed essere madre.

Grazie ai sogni, Kate si avvicina alla realtà degli ipoacusici e così inizia a frequentare un corso per il linguaggio dei segni dove conosce Andrew, un avvenente assistente sociale che si occupa di bambini con bisogni particolari, un po' come lei.

Meglio la realtà o i sogni? E' su questo che si interroga ad un certo punto Kate, poiché entrambe le sue "possibili vite" di fatto non sono perfette, inevitabilmente manca qualcosa in ciascuna.

Inevitabilmente si viene spinti a riflettere, è possibile andare avanti se si resta ancorati al passato? 

Kate impara che bisogna vivere il presente, il qui e l'ora, senza aspettare passivamente un futuro diverso, ne rimpiangere quello che sarebbe potuto essere. Alla fine siamo il risultato degli eventi che ci capitano, belli o brutti che siano perché anche da qualcosa di tremendo può nascere qualcosa di bello.

Un pizzico di magia che si scontra con la dura realtà dei fatti, numerosi i temi affrontati tra cui maternità, disabilità, perdita ma anche amore e famiglia. Una lettura che sa di familiare ed intimo, toccante e coinvolgente.


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