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14 dicembre, 2014

Quando l'uomo sa integrarsi nella natura e integrarla nella sua vita

Come si sarà capito dai vari miei turni nella rubrica
 sono spesso alla ricerca di letture e immagini  sulle meraviglie della Natura. 
E non ci vuole granchè per trovarne.
Stavolta però mi ha meravigliato anche l'uomo 
che ha saputo accettare le stranezze della Natura 
come la foresta di alberi che crescono flessuosi a Gryfino in Polonia.
Se pensiamo a quanti alberi secolari l'uomo abbatte 
per questioni di interesse economico come costuire case e strade... bel progresso che abbia lasciato vivere degli alberi un po' deformi.

E con questa opera invece dimostra anche il suo lato "accogliente" 
con una mano a simboleggiare il sostegno ad un albero...

Per non parlare di questa magnifica alleanza in cui pur  di non abbattere l'albero 
lo si è integrato nell'architettura di tutto un palazzo...
e il sostegno sembra darlo l'albero all'uomo.

Infine la stupenda scultura di  Debra Bernier del Canada 
 che ha ricavato da un tronco(suppongo morto) una vera opera d'arte
 (e ha aperto su etsy un negozio delle sue magnifiche sculture tutte sul genere, 
un salto giusto per rifarci gli occhi, meglio che una visita al museo)
Insomma ogni tanto l'uomo ne fa una buona con Madre Natura.

01 marzo, 2013

Destino, sfortuna o ingiustizia?

Questo non è l’editoriale che volevo scrivere.
La mia idea era un’altra. Pensavo di annunciare e raccontare in modo simpatico la mia gravidanza. Una notizia con il “botto”, invece il botto, o meglio, la mazzata, me la sono presa io…



"Non esistono i presagi: il destino non manda araldi. E' troppo saggio o troppo crudele per farlo."
(Oscar Wilde)


Destino saggio o crudele?
La solita sfortuna?
O ingiustizia?
Ancora non sono riuscita a capirlo. 
So solo che, sono qui, travolta improvvisamente da un dolore troppo grande, a chiedermi ancora il perché.
È passato più di un mese da quel maledetto giorno e ancora tengo il conto delle settimane.
Oggi avrei dovuto iniziare la diciottesima settimana della mia seconda gravidanza così a lungo desiderata. Chissà, forse avrei cominciato a sentirlo muovere? O il mio ginecologo mi avrebbe detto: “Stefania avevi ragione, è una femmina!”
Non so perché, ma da quel giorno di novembre, quando sono comparse quelle due semplici lineette rosa, io mi sono sentita mamma di un’altra bambina. Ho pianto, dalla gioia, le stesse lacrime che tredici settimane dopo si sono trasformate in dolore. Quel cuoricino che non batteva più e un pezzo del mio è morto con lui e sono qui ancora a chiedermi perché?
Perché è successo?
"Perché la natura fa il suo corso, meglio ora che più avanti" questo è quello che mi è stato detto.
Forse è vero. A quanto pare questo bambino non era destinato a me. La natura sa quello che fa e noi non possiamo fermarla, anche se è veramente difficile e doloroso, dobbiamo solo accettarlo e cercare in qualche modo di andare avanti. Quello che non accetterò mai è tutto il resto.

“Neonato trovato in un wc del Mc Donald.”
“Neonata trovata in un cassonetto dello sporco.”
O l’ultima di pochi giorni fa. La più agghiacciante perché la bimba non è sopravvissuta: “Neonata gettata in lavatrice dalla madre.”
Perché a queste donne è concesso di diventare madri?
Ci sono donne che hanno sofferto, che soffrono, che lottano ogni giorno per realizzare il loro sogno di diventare madri, mentre, ci sono donne, che buttano i propri figli come semplice spazzatura. 
Perché si arriva a questo?
Bambini che non hanno chiesto di nascere, si trovano a fare i conti con la vita e a pagare gli errori degli altri, ancora prima di venire al mondo.
Posso capire, ma non fino in fondo e non in tutti i casi, che dietro a questo folle gesto ci possano essere enormi problemi. Non riesco nemmeno a immaginare come si riesca a partorire sole e magari in pessime condizioni, quindi, perché non andare in ospedale? Assistite e curate. La legge italiana permette di poter partorire nell'anonimato e di non riconoscere il figlio lasciandolo in ospedale, garantendo un futuro a quel bambino che troverebbe subito due genitori pronti ad accoglierlo e amarlo.
  
Se il destino, con me è stato saggio o crudele, non lo saprò mai.
Di ingiustizie, purtroppo, ne è pieno il mondo e lo sarà sempre.
Fa male. Bisogna solo sperare che un giorno le cose migliorino e andare avanti.

Stefy


Approfitto di questo spazio per ringraziare di cuore tutte le persone che mi sono state e mi stanno vicino in questo periodo nero.

15 febbraio, 2013

UN PIZZICO DI… RELIGIONE che fa tanto bene al cuore


Lo confesso: sono una pessima cattolica. Ho un grande rispetto per la religione a cui sono stata educata e per tutte le altre religioni del mondo, ma non ne sono certo una valida praticante, anzi!

In periodi in cui spesso la nostra Chiesa è nell’occhio del ciclone, è più che naturale farsi tante domande. E magari cercare delle risposte. Risposte che spesso sono sotto ai nostri occhi.

Anche in questi giorni la Chiesa e il Vaticano sono al centro dell’attenzione mediatica, per le sorprendenti dimissioni del Papa.

Quando accade qualcosa di negativo, tendiamo a dimenticare tutto il buono che in una persona o istituzione possa esserci. E anche questo non è giusto. Perché bene  e male sono due piatti della stessa bilancia e nessuno dei due deve essere svuotato per essere nascosto o dimenticato, a parer mio. Per questo oggi vorrei parlare di una valida rappresentante della Chiesa:  Suor Paola, già “missionaria da anni” nel quartiere difficile in cui vivo.

Da Marzo 2012, Suor Paola è a MWESO, regione NORD KIVU a est della Repubblica Democratica del Congo, ai confini con Uganda, Ruanda e Burundi. La “base” ufficiale è a Mweso, ma da lì si spostano per prestare la loro opera di supporto nei vari campi  circostanti,  attualmente 8 con più di 20.000 persone.


Quando arrivano i ribelli e l’esercito, tutti loro, migliaia di persone, sono costretti a scappare e a cercare rifugio altrove, in attesa di poter tornare ai loro campi.

Se un minimo collegamento internet c’è, pubblica foto Suor Paola, dei posti e della gente del luogo. Sono foto che raccontano terre dal fascino suggestivo, campi fatti di capanne, persone povere, sempre a  lavoro o che cercano di imparare in una scuola improvvisata, abitanti in fuga, trincee dell’esercito,  fori di proiettili.

Ma  non sono foto che parlano solo di miseria. Ritraggono grandi  occhi in visi scarni e sorridenti. Bambini che niente hanno e si divertono con nulla. E le donne indossano vestiti colorati, portano pesi (reali e morali) sulle spalle con una dignità che mi lascia senza parole. E anche loro sorridono.


Suor Paola fa parte di quella Chiesa che a volte lascia perplessi. Ma non dimentichiamo che tantissimi sacerdoti e suore come lei, ne tengono alto il nome e l’operato nel mondo intero, ma soprattutto nei posti più difficili, dove il solo scopo è sopravvivere per riuscire a vedere un nuovo giorno. E se nel frattempo possono aiutare questi villaggi anche solo a sperare in un futuro migliore, loro sono sempre pronti: a combattere contro le molteplici difficoltà (malaria compresa), scappare e tornare.

Riporto di seguito le  parole di suor Paola del 25 dicembre 2012:

Le "case" dei profughi (hutte) sono in fango e paglia, molto più simili alla capanna dove é nato Gesù, piuttosto che le nostre case piene di luci, addobbi, tanto cibo e regali sotto l'albero.
Si, non ho bisogno di fare presepi perché ogni capanna è come se fosse la capanna di Gesù.
Questa la mia gioia in questo Natale, la sensazione di vivere a Betlemme.


Un grazie di cuore a Suor Paola e a chi come lei offre il proprio operato a chi ha grande bisogno di aiuto.  Questa è la religione che sento riempirmi il cuore e rinfrancarmi l’anima.
by Lisa

* Le foto pubblicate sono gentile concessione di Suor Paola.

01 gennaio, 2013

La coscienza non è solo di noi umani!


-Mahatma Ghandi sosteneva: "La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui si tratta gli animali".
 

-Leonardo da Vinci scrisse: "Verrà un tempo in cui considereremo l'uccisione di un animale con lo stesso biasimo con cui consideriamo oggi quella di un uomo".

Salve a tutti e Buon Anno da me,Stefylu e da tutti noi di questo blog.
Fare questo editoriale all'inizio di un nuovo anno tocca a me e farlo in un anno che dovrebbe essere  speciale secondo certe antiche popolazioni, come momento di grandi cambiamenti per tutti, mi ha portato a ricercare un argomento che ha molto a che fare con una mia scelta degli ultimi tempi. Non ve la svelo perché forse la intuirete alla fine del post.
E per cominciare anche se vi tedierò riportando alcune cose , vi devo dire che mi sono andata a fare un ripasso del significato della parola "Coscienza" in Wikipedia :
-Coscienza, in ambito neurologico, è lo stato di vigilanza della mente contrapposta al coma.

-Coscienza, in ambito psicologico, è lo stato o l'atto di essere consci, contrapposta all'inconscio: esperienza soggettiva di eventi o di sensazioni.
-Coscienza, in ambito psichiatrico, come funzione psichica capace di intendere, definire e separare l’io dal mondo esterno.
-Coscienza, in ambito etico, come capacità di distinguere il bene e il male per comportarsi di conseguenza, contrapposta all'incoscienza.
-Coscienza, in ambito filosofico, ha assunto nel corso della storia della filosofia significati particolari e specifici distinguendosi dal termine generico di consapevolezza, attività con la quale il soggetto entra in possesso di un sapere.
-Autocoscienza, come riflessione del pensiero su se stesso.
In antichità per coscienza s'intendeva uno stato di sintonia interiore fra tre centri che si pensavano come indipendenti e  che quindi questa sintonia portava l'uomo alla ragione. Oggi si sa che la coscienza è un vero e proprio processo dinamico protratto nel tempo in cui si attua la capacità di comprendere ciò che accade intorno e dentro se stessi, permeando la nuova conoscenza con la vecchia, assumendo la consapevolezza del tutto e indirizzando l'esistenza al bene.

Quante cose sono cambiate nei secoli nella considerazione che l'uomo ha dell'animale? L'uomo ha evoluto le sue idee?
Sì, ma peccato che alla fine pensa sempre che debba avere il predominio sulla natura e quindi anche sugli animali.
Ci sono varie prove della coscienza degli animali... anche gli sperimentatori che lavorano negli stabulari con i ratti, affermano che questi animali riconoscono e cercano di interagire col loro “proprietario di gabbia”  quando fin da subito lo riconoscono dalla voce, tanto che si chiede, all’uomo, di restare il più neutro possibile, pena l’invalidità dell’esperimento. 

Eppure il 7luglio uomini che guidano i mezzi d'informazione hanno preferito dare poco e niente risalto alla notizia siglata da un gruppo di scienziati, alla presenza di Stephen Hawking, la “Dichiarazione di Cambridge sulla coscienza”, la quale afferma che gli animali sono coscienti e consapevoli allo stesso livello degli esseri umani.
Per adesso la lista comprende tutti i vertebrati e, tra gli invertebrati, il polpo.

Spero che dopo questa prova provata, la nostra evoluzione continui in questo senso e si prenda noi tutti completamente coscienza che l'animale non ha solo l’istinto, che si contrappone alla ragione umana, ma ha una sua proprietà seziente e pensante.
Bisognerà cambiare norme, leggi e regole e crearne di vere per il diritto degli animali e non solo per la loro difesa, ma credo che in primis è il nostro pensare che va modificato dalla base.
Leggevo di quello che mi pare già un passetto avanti perché, dopo un’attesa lunga quasi 70 anni,  siamo molto vicini all'approvazione della legge di ridefinizione dei rapporti in condominio. Infatti una norma è inserita nel testo approvato alla Camera su una riforma al riguardo, dove , all’articolo 1138 del Codice civile, dal titolo “regolamenti di condominio”, si dichiara che in nessun modo può essere bandita la presenza degli animali domestici. 

 Quindi è stato inserito un comma nuovo di zecca all’articolo sopracitato, laddove si pone in risalto all’articolo 16 della riforma del condominio come “Le norme del regolamento non possono porre limiti alle destinazioni d’uso delle unità di proprietà esclusiva né vietare di possedere o detenere animali da compagnia”. 
Da notare, secondo me, che questo testo  è passato ottenendo un solo voto contrario e quindi voglio credere che l’ultimo ok del Senato sarà una pura formalità.

Quasi sono contenta che gli animali possano a volte riuscire a vendicarsi delle malefatte di noi uomini, ma lo sappiamo che non possono citarci in tribunale per le stesse e difendersi.

Mi auguro di cuore che fiocchino a raffica nuove formazioni di movimenti per l'affermazione dei diritti dei non-umani.

Vi lascio alle vostre riflessioni con foto che parlano di storie di amicizia fra animali di diverse specie... storie spesso indissolubili fino alla morte.


Questa storia per iniziare credo valga per tantissime altre ed è da vedere video qui: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=eTUIfHyHQRs 
E' l’amicizia tra un gigante orango e un piccolo anatroccolo la cui curiosa vicenda è stata filmata e postata su Youtube da un visitatore di uno zoo.
L’orango aveva notato, infatti, un piccolo anatroccolo, che molto probabilmente era stato abbandonato dalla madre che cercava di mantenersi a galla, con molta difficoltà, proprio nel suo stagno.Il possente orango stacca una foglia e gliela porge, sperando che il piccolo uccello riesca a beccarla e attaccarsi.L’orango riesce alla fine ad afferrare l’anatroccolo e poggiarlo sull’erba. E  quello che forse poteva sembrare un gesto spaventoso e terrificante quando poco dopo lo ha ripreso e se lo è avvicinato al muso quasi volesse mangiarlo, si è rivelato  solo un modo per assicurarsi, più da vicino, che il piccolo animale stesse bene.
L'uccellino Peeps sembra quasi uscito dalla storia di Luis Sepulveda che ha ispirato il cartone"La gabbianella e il gatto che le insegnò a volare".
Infatti nel Michingan questo pettirosso preferisce trascorrere il suo tempo accovacciato sulla schiena dei gatti.

Questa foto mostra uno strano legame nato fra un gatto e un delfino nel Parco acquatico 'Theater of the sea', nelle isole Keys, vicino la Florida. Ma i gatti non avevano paura dell'acqua?


Da qualche anno su una spiaggia del lago di Van,in Turchia, tra un gatto e una volpe si è instaurato un legame di amicizia vera e speciale tra un gatto e una volpe. Un'amicizia iniziata con la condivisione di un pasto a base di pesce lasciato lì da un pescatore, dopo cui ogni giorno condividono tutto.Qui il video:
http://www.youtube.com/watch?v=hoDarqpr1wc

 


Nel maggio del 2011, in un tg padovano, fu data notizia di una gattina rimasta cieca poco dopo la nascita, abbandonata in un garage e adottata da una ragazza che viveva con una cagnetta bastardina di due anni, di nome Ida, e due gattini. La cosa bella della storia era che la cagnetta si prende cura di Emi e la guida ovunque. La accompagna a passeggiare, a mangiare, a bere e diventa iperprotettiva con chi avvicina la gattina, mentre ha un rapporto piuttosto distaccato con gli altri due gatti che vivono nella stessa casa, come se comprendesse che  Emi è il componente più debole della famiglia. La cosa curiosa è  che Ida ha preso alcune abitudini che sono tipiche dei gatti, come quella di leccarsi il pelo tutte le sere prima di addormentarsi.

 Questi sono , Suryia l'orango e Roscoe il cane in South California.
“La prima volta che si sono incontrati, Roscoe era stato trovato abbandonato ed appena entrato nella gabbia, Suryia gli è corsa incontro. Immediatamente i due hanno iniziato a giocare e da allora non si sono più lasciati.” – dichiara un dipendente della riserva - ”Solitamente i cani sono spaventati dai primati!


Credo che sia solo questione di voler prendere atto di certi dato di fatto, fra cui che noi uomini ne abbiamo da imparare dagli animali!

Buon 2013 a tutti ...
★˛˚˛*˛°.˛*.˛°˛.*★˚˛*˛°.˛*.˛°˛.*★Buon*★* 。*˛.
˛°_██_*.。*./ ♥ \ .˛* .˛。.˛.*.★*Anno Nuovo*★ 。*
˛. (´• ̮•)*.。*/♫.♫\*˛.* ˛_Π_____.♥ a te ♥ ˛* ˛*
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*( .’•’. ) *˛╬╬╬╬╬˛°.|田田 |門|╬╬╬╬╬*˚...da Stefylu


01 agosto, 2012

Metti caso...

Le dieci regole d'oro... metti caso che te le ritrovi davanti dopo una settimana orrenda dove qualcuno falsamente perbenista(che già il convinto perbenista ti fa ridere, figuriamoci il falso perbenista ossia quello che ti critica in lungo e largo e poi fa le stesse cose - se non peggio- che biasima di te) ti ha fatto raggiungere il limite della sopportazione.
Te le leggi con ancora un po' di rabbia dentro per certe assurdità che devi sorbirti e davanti a cui se scoppi, devi mettere caso che puoi solo peggiorare l'opinione che hanno di te ... quell'opinione per portato a dire, per sentito dire...
Vabbè , intanto che mediti te le leggi.
Sostanzialmente dicono :
1- No alla tv-sitter. Pensi "ci siamo",
2- Sì alle regole ma con elasticità. Ti dici "ok, ci siamo" ,
3- Giudizi: niente critiche eccessive ne trattare i figli come principini. Pensi "ehmm...aglia uno ne ho e non l'ho mai trattato da principe, semmai qualche critica di troppo sì"... aglia!!!" Ti stai mangiando la pellicina di ogni dito. Una vocina ti suggerisce "Cerca di non essere come al solito drastico e duro con te stesso, significa solo che devi migliorare".
4- Punti di forza: ognuno ne ha, incoraggiare puntando su quelli. Ti dici "ok, ci sto provando da un po' ".
5- Responsabilità: imparargli fin da piccoli ad assumersi le proprie responsabilità perchè diventerà così un adulto maturo e col senso del dovere. Pensi che è una delle prime cose che hai cercato di trasmettere a tuo figlio.
6- Dialogo e interesse alle loro emozioni. Ci sei, condividete da sempre e in pieno le brutte come le belle.
7- Condivisione e disponibilità. Ti fai un cenno col dito per dire "come sopra".
8- Sostegno nell'aiutarli a gestire frustazioni, insuccessi e ingiustizie. Pensi con l'incognita del punto di domanda se il lasciargli vedere le cose sulla tua pelle e le tue reazioni possa essere dimostrativo, quasi come un messaggio di una possibilità su come comportarsi quando poi toccherà a lui. Pensi alle poche volte(per fortuna poche) che gli è capitato e tu gli hai spiegato le altre possibilità fra cui scegliere : sarà una forma di sostegno(?)
9- Esempio e non solo parole. Ti rifai il cenno col dito ...
10- Riferimento: no ai genitori amici come no all'autoritarismo, sì alla guida discreta, all'affettuosità autorevole. Fai un sospiro tipo in un sorso solo, di quelli per nulla di sollievo :no, sei ancora un po' tanto autoritario... devi migliorare eccome se devi!

Dopo questo break che doveva essere distensivo con la lettura di un opuscolo da supermercato con al S lunga - inevitabile pensare "ora anche il deplinat da supermercato vuole insegnarti qualcosa in più di una semplice ricetta???"- continui a chiederti chi l'ha deciso...
Deciso cosa? Tutto.
Tutto, tutto da ciò che devi fare come genitore , come va fatto, quanto deve durare (vogliamo parlare di certe leggi?), perché lo devi fare così o colì...

AMORE... c'è qualche regola nell'AMORE?
E l'AMORE ha le sue fasi, ma c'è qualcuno che può asserire che tutti le attraversiamo da tot anni a tot anni?
Mille bimbi imparano a camminare ad un anno, altri mille entro i 15 mesi... qualcuno anche dopo.
C'è qualche forma di AMORE che superi quello fra madre e figlio? Padre e figlio?
C'è scritto da qualche parte la definzione nei temi e nei modi del Rispetto che devono portarsi?
L'AMORE ha un suo linguaggio e ogni linguaggio diventa un dialetto singolare e unico fra ogni genitore e figlio perché l'essere umano è diverso l'uno dall'altro.
Ci sono figlie e madri che sembrano odiarsi quando la figlia sta vivendo la fase adolescenziale e poi le ritrovi quando la figlia ha 30anni che bada alla madre 70enne malmessa, con una dedizione che mai avresti immaginato.
Ci sono padri che ubriachi ti menano e dopo essersi disposti a curarsi, recuperano in maniera più che sufficente su ogni lacuna... e si porteranno per sempre dentro le cicatrici psicologiche lasciate su sè stessi e sui figli, mentre qualcuno pretende di  ergersi a giudice e classificarli per sempre in base al loro passato.
Certe cose non si possono insegnare se non ne hai dentro il germe, altre non saprai insegnarle se non saranno state trasmesse a te e nel giusto modo!
E dove avrai sbagliato lo saprai solo col tempo, quando tuo figlio sarà genitore. Allora, solo allora se avrà ancora da rimproverati la stessa cosa che ti rimproverava quando aveva  10anni, forse sarà il caso di meditare molto a lungo... e magari in due!

Ci sono mille esempi condivisibili o meno ma tutti siamo una storia a sè, tutti anche il più esemplare dei genitori ha qualcosa da rimproverarsi .
E un conto è rimproverarlo a se stessi,.
Un conto sentirselo rimproverare dal proprio figlio.
Un altro ancora che ad avere da ridire sia quello che ti è vissuto alla porta accanto per 10anni e solo per quella parte di cose sentite origliando col bicchiere rovesciato sul muro, si permette di giudicarti e sparlare di te come genitore con tutti .
Guarda caso magari è uno che il figlio non lo va mai a trovare, che il nipote ci va solo se ha bisogno, uno che in casa sua non fa entrare nessuno... ma perché se è tanto perfetto come si mostra, tanto più signore di te e altri come mostra di credersi quando ti "rimprovera" dall'alto della sua età e della sua esperienza?

Metti  caso che questi perbenisti siano una fetta grossa di coloro che hanno scritto le regole sociali, famigliari, amichevoli e chi più ne ha più ne metta?

Ripercorri quegli anni addietro dove tutto sembrava perso con tuo padre, dove non avete mai recuperato nulla, dove lui se n'è andato e tu sei rimasto con le lacune mai colmate e la rabbia in corpo con cui gli hai sconvolto il viaggio verso l'aldilà.
Ripercorri i tempi in cui con chi ti ha generato dal suo ventre ti dicevi le peggio cose, frutto di regole mai lette, mai considerate, mai ... mai trasmesse a lei quand'era stata figlia.
Quindi fra te e lei andava come andava e tu  sei cresciuto lo stesso imparando a cavartela, imparando da solo a gestirti le frustazioni, il non sentirti mai all'altezza, criticandoti tu per prima come manco il diavolo farebbe...
E ricordi dei racconti degli amici che tanto meglio non stavano da figli.
Ora che siete adulti, con la vostra famiglia i vostri figli... quando ci riparli di queste cose, tutti convenite sullo stesso punto: devi diventarci genitore per capire, devi passarci per sapere davvero se era giusto tu rimproverassi qualcosa ai tuoi.
Ma anche quando sarai genitore tieni a mente che non potrai metterti mai nei panni di un altro genitore con suo figlio.
Quindi tutto il resto è aria...compresi i falsi o veri perbenisti-moralisti!


01 giugno, 2012

Cavalcare l'onda.


Un surfista, Garret MacNamara, ha cavalcato un’onda oceanica, in Portogallo, di quasi 30 metri di altezza.
Follia? Coraggio? Non sta a me dirlo.
Certo la prima reazione è: io non lo farei MAI!
Eppure non ho potuto fare a meno di osservare la scena con grande ammirazione e trattenendo il fiato.
L’arrivo dell’onda, lui un puntino minuscolo contro una montagna d’acqua.
L’immenso e il nulla.
E già immagini di vedere la scena successiva: l’immenso che travolge il nulla.
E invece no.
No, non è una storia rivista e corretta di Davide contro Golia. Il piccolo non sconfigge il grande.
Qui non c’è sconfitta, ma solo vittoria. La vittoria dell’onda e del surfista.
L’ha cavalcata l’onda.
Ad un certo punto l’acqua era alle sue spalle, poteva sentirla dietro la schiena, poteva avvertire la minaccia, eppure non un attimo ha perso l’equilibrio o la concentrazione.
Perché era bravo? Sicuramente.
Ma credo che qui la bravura conti solo in parte, in piccola parte.
Lui non era spaventato. Non si è lasciato sorprendere dal timore, dalla paura di qualcosa più grande di lui.
Ma soprattutto non era in cerca di vittoria contro una forza immane come l’onda.
Lui ha desiderato essere tutt’uno con quell’onda, non governarla, ma conoscerla ed usarne la forza nel modo più congeniale.
Gettarsi contro quell’onda e nuotare sarebbe stato un vano tentativo di contrastare una forza più grande.
Come può esserlo la forza del destino a cui tentiamo di opporci con tutte le nostre forze, combattendo una battaglia impari.
Ha usato il cervello e ogni suo senso per entrare in sintonia con l’onda, non per contrastarla.
E hanno vinto entrambi.
Forse dovremmo imparare anche noi.
No, non a fare surf sulle onde oceaniche, ma a cavalcare la nostra personale onda, troppo grande e troppo forte da poter sconfiggere. Perché vincere non è importante. L’importante è riuscire, non vincere su qualcuno o su qualcosa.
Smettere di combattere ed unire le forze.
Senza timore, ma con equilibrio.

by Lisa


01 gennaio, 2012

2012: CHE SIA IL TEMPO PER ESSERE FELICI!



Il 2011 è stato un anno difficile, costellato da tante tensioni generate da notizie preoccupanti di ogni genere: catastrofi naturali, rivoluzioni di popoli con annessi cambiamenti politici non senza spargimenti di sangue, crisi economica che tocca tutto il mondo, delitti efferati in ambienti insospettabili e tanti altri eventi che hanno segnato profondamente tutti noi .
In un clima così teso è difficile guardare al futuro e il presente diventa sopravvivenza.
Complicato trovare un lavoro stabile, arduo costruire una famiglia, pesante tenere duro per raggiungere una pensione che doveva già arrivare dopo anni di lavoro, un’utopia inseguire un semplice sogno.
Qualche momento di serenità e gioia è stato strappato con forza e ostinazione, ma un momento è un lasso di tempo troppo breve per poterlo trattenere a sufficienza. E soprattutto ci rendiamo conto di non avere la forza necessaria a trattenerlo e ce lo lasciamo portare via, alimentati dalla nostalgia di ciò che è stato e più non sarà e che avremmo voluto durasse per sempre.
Fugge il tempo, corre veloce e scappa via, soprattutto quello scandito da un ritmo lieto.
Simile alla lancetta dei secondi di un orologio, passa a suon del suo ticchettio e non ci resta che assecondarlo e lasciarci trasportare in un tempo prossimo che troppo presto diventa già parte del passato.
Perché le cose belle durano un attimo e quando son passate, tutto il resto sembra spegnere la nostra energia interiore e fisica.
Forte la voglia di gridare basta, di stringere i denti e trattenere o richiamare a noi quei brevi e rari momenti che ci rasserenano la vita, ma il più delle volte non ci riusciamo.
È qualcosa che trascende dalle nostre possibilità, nonostante lo vorremmo con tutte le nostre forze.
Perché se fai un bilancio del negativo e del positivo, il più delle volte lo si chiude in perdita e lo scoraggiamento assale, nonostante la forza, l’ostinazione.
Troppo indaffarati a rincorrerlo questo tempo che procede inesorabile e che ci fa dimenticare la nostra infanzia, quando ci sentivamo invincibili, pieni di voglia di vivere perché il futuro era per noi un tempo amico.
E ora? Cos’è il futuro per noi?
Un tempo non più amico, ma avverso, ostile che sembra attenderci dietro l’angolo di una strada stretta e buia.
E a poco serve la “promessa” che aleggia nell’aria legata all’era dell’Acquario ormai prossima che dovrebbe stravolgere il mondo per portarlo in un’epoca migliore, focalizzata su valori più umani di cui già sentiamo bisogno da tanto.
Per ora ci sentiamo solo stravolti e travolti da un’atmosfera cupa e tesa.
Dov’è finita la luce che rendeva il futuro un sentiero misterioso e avvincente? Cosa alimentava questa luce se poco e niente avevamo da bambini?
Lo alimentava una ricchezza che ci apparteneva e che pian piano ci siamo lasciati sottrarre, giorno dopo giorno, anno dopo anno durante il passaggio da bambino ad adulto.
Eravamo fiduciosi e ricchi di aspettative. Eravamo ottimisti e sognatori.
Vi sembra poco?
Basta guardarsi intorno per rendersi conto del ritmo frenetico che ci assorbe e ci spegne.
Per strada, perfetti sconosciuti ci camminano accanto o incrociano il nostro tragitto, con lo sguardo perso e i tratti del viso irrigiditi dallo stress, dall’insoddisfazione, dalla sensazione di percorrere una via che mai porterà al traguardo, un traguardo che spesso non sentiamo nostro, ma la vita ci impone di perseguire, di raggiungere.
Abbiamo smesso di sognare e contemporaneamente abbiamo smesso di sorridere alla vita e far si che la vita ci sorrida e se scorgi l’ombra di un sorriso è spesso un gesto di cortesia, di circostanza.
Non è un sorriso spontaneo. Non è un sorriso che arriva agli occhi.
Ma ce lo ricordiamo, da bambini quanta voglia di sorridere avevamo e senza un perché?
Perché il mondo visto attraverso gli occhi di un bambino non è un mondo da favola come potremmo immaginare, ma soltanto un mondo “semplice” a cui guardare con fiducia ed entusiasmo.
E allora proviamoci!
No, non a tornare bambini, perché indietro non si torna, ma ricordiamo l’ottimismo che un tempo abbiamo avuto e cerchiamo di rivolgerlo con tenacia verso il futuro.
Illuminiamo il buio con pensieri positivi.
Secondo una legge cosmica di compensazione, tutto ciò che pensiamo è energia e genera energia nell’universo che ci viene restituita.
Servono pensieri positivi con cui rendere radioso l’universo e il futuro.
Lanciamo tanti bei pensieri nel mondo e nell’universo affinché possano diffondere un’energia nuova.
Riprendiamoci la voglia di vivere, di costruire, di crescere nell’animo e di sognare.
Riprendiamoci il nostro tempo.
Per questo 2012 auguro a tutti di trovare il tempo per essere felici.
by Lisa

20 maggio, 2011

BUON COMPLEANNO PAPA'

Il 12 maggio è il compleanno del mio papà... avrebbe compiuto 82 anni ma purtroppo da qualche tempo non è piu' con noi.
Mi manca tanto il mio papà... mi mancano le sue mani, grandi e forti, il suo sorriso e il suo modo di tranquillizzarmi sempre.
E' stato un papà speciale, allegro anche se a volte ci siamo un po' "presi" per via del nostro carattere molto simile.
Mi ricordo il suo salutarmi allegro, con la campanella del tram che guidava (si, il mio papà era tranviere)... in Via Garibaldi, a Torino, mi vedeva a spasso con le mie amiche ed il suo saluto era il drin drin della campanella... mi cantava le canzoni degli alpini facendomi piangere tutte le volte, perché non capivo come mai tutti quei ragazzi non tornavano mai a casa... era il mio cliente preferito quando volevo fare la parrucchiera e il mio cuscino quando la sera quardavamo i film insieme. Abbiamo condiviso l'amore per i libri... mi ha fatto capire quanto bene possa fare all'anima un bel libro... mi ha portata allo stadio... ma sopratutto per lui era la più brava, la più bella... la più intelligente. Quando è nato il suo adorato nipote è stato con lui il doppio di quanto è stato per me... un papà da favola. Mi dispiace ancora per quella volta che non ho ballato il valzer con lui, ma non ero capace e mi sembrava di essere ridicola. Se potessi, caro papà, il valzer lo ballerei tutte le sere con te. Mi accade di sognarti spesso e ti trovo sempre sorridente, in posti bellissimi. Mi fa piacere pensarti lì, con i miei amati angeli e con le persone a te care. So che vegli sulla mamma... anche lei oggi aveva un po' di "magone" nel pensarti... ma tu sai bene quando è forte la nostra Leonessa, quante lezioni di vita e di fede mi dà quotidianamente. E' un po' ingestibile, è un uragano... me lo avevi detto... dopo 50 anni di vita insieme ormai la conoscevi bene. Oggi ti mando un saluto speciale caro papà... veglia su di noi, sulla mamma in particolar modo e suo tuo nipote.
Ti abbraccio e ti mando un bacio.
Arrivederci dalla tua "balin" Lella........

02 maggio, 2011

Ricredersi...

Ricredersi è una di quelle cose che fa bene al cuore.

Quando sei una che davvero pensava non male...
ma malissimo del mondo web,
quando per cosiddetta coincidenza (che coincidenza non è) ti ritrovi un giorno proprio il cuore bisognoso di essere ricomposto 
e davanti hai quello che nella tua mente da sempre equivale a 
"l'aggeggio infernale",
quando finalmente sei pronta per questo duello
dove la vittoria potrebbe essere la conferma dei dubbi che avevi
e la sconfitta esserne la smentita,
  ti decidi pur di metterti tu l'anima in pace 
e su di lui magari porre una bella pietra ,
quando resti lì a leggere, leggere, leggere quel gruppo di donne 
che, secondo te, scrittrici lo sono prima dentro e poi fuori, 
donne che percepisci come  non proprio comuni,
ecco ... rotto il ghiaccio capisci che tutto aveva un senso, 
che tutto doveva essere così, 
che se tu avessi deciso un anno, una settimana
o anche un giorno prima di buttarti nel web 
queste donne forse non le avresti incontrate.
Nemmeno sapevi che età avessero, che vita facessero, 
a quanti Km fossero da te, 
di che genere di libri poteva essere piena la loro libreria... 
nè di che potessero amare scrivere.
E poi pian piano scopri che questa era una delle belle sorprese che la vita ti aveva messo in serbo:
donne molto diverse da te e  fra loro,
che si sanno confrontare restando unite anche nella diversità 
e nonostante le differenze di età,
arrivate a trasferirti positività proprio quando la paura e la diffidenza
stavano incupendo anche il cielo del tuo mondo,
arrivate a regalarti coccole e appoggio ogni qualvolta ne rimani a secco,
a spronarti quando hai solo voglia di abbandonare.
Sì, ricredersi è una di quelle cose che fa proprio tanto bene al cuore! 
E il mio , quello di Stefylù che ama la luna
vuole ribadire a chiunque passerà in questo blog
che sì, nel web non ci sono solo orchi, 
che sì, questo è un posto bellissimo 
perchè le magie accadono ancora 
anche se non siamo più ai tempi di Merlino
e l'incontro fra i cuori di queste donne
ne è e ne sarà la prova
ovunque potrà arrivare quest'amicizia,
 ovunque potrà terminare
resterà qualcosa di speciale per sempre !

                                      
Buonanotte  da   Stefylù

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