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01 agosto, 2013

Non abbandonarmi...



Finalmente estate, finalmente sono arrivate le vacanze!
E ora dove si va? Mare o montagna? E il cane?
Abbandoniamolo!
Da poche settimane un cucciolo di Jack Russell di tre mesi è entrato a far parte della mia famiglia. Non mi ricordavo più, cosa volesse dire avere un cane. Un batuffolo peloso che ha le stesse esigenze di un neonato. Mangia, dorme e fa i bisognini.
Già, i bisognini, sul tappeto del bagno o della cucina, ovviamente.
Uno zerbino distrutto, stringhe mangiate e un cesto di vimini rosicchiato.
Quanta pazienza ma quanto amore… e c’è chi li abbandona.
Come si fa?
Arriva l’estate e centinaia di cani vengono abbandonati. 
È vero che, le strutture e le spiagge che accolgono i nostri amici a quattro zampe scarseggiano e sarebbe davvero ora di adeguarsi e aggiornarsi, ma questa “strage” estiva di animali abbandonati, non la capisco proprio.
Come si fa ad abbandonare un animale che vive con te? Non ti affezioni?
Il nostro cane sta con noi da neanche un mese e siamo già tutti pazzi di lui. Se andremo in vacanza, verrà con noi.
Penso che, tutti abbiamo almeno un parente o un amico, disposto ad accudire il nostro animale domestico mentre siamo in vacanza. Ci sono canili e pensioni per animali un po’ ovunque, anche in un piccolo paese come il mio, quindi, se non puoi portare il tuo cane in vacanza con te, non abbandonarlo. È un amico, fa parte della famiglia, ti ama incondizionatamente, non tradirlo, mai.

Stefy


15 marzo, 2013

UN PIZZICO DI... LUPUS IN FABULA



Gli animali compaiono già nei papiri egizi, nelle pagine dei libri antichi e moderni, fino ad arrivare alla cinematografia attuale.
Nei poemi omerici si trovano metafore su leoni, cervi, aquile.
Nelle favole di Fedro, Esopo e La Fontaine invece, spesso le bestiole sono uomini mascherati da animali, dove gli autori assegnano loro inclinazioni umane, con vizi e virtù.
Ma queste metafore hanno un fondo di verità?
In effetti si basano su particolari caratteristiche e comportamenti umani e osservarli spesso aiuta a trarre interessanti considerazioni.
Il gufo e la civetta, già simboli di saggezza nella mitologia greca, hanno una vista molto sviluppata e un udito finissimo...come l'uomo saggio che vede e sente anche nel buio dell'ignoranza.
La civetta, tra l'altro, usa una tecnica particolare, mediante la quale riesce ad attirare attorno a sè molti animali. Ecco spiegata, quindi,  l'allusione a certi atteggiamenti femminili.
Come non citare il pavone, dalla spettacolare livrea a ventaglio, che mette in mostra i suoi colori con il preciso intento di corteggiare.
L'allocco invece, ha grandi occhi rotondi, che sembrano conferirgli un'espressione sciocca,  ma è invece tutt'altro che tale, a dispetto delle apparenze.
Le formiche poi, vivono in colonie, divise in caste. Se le si osserva, le si vede sempre impegnate e organizzate, a differenza della cicala, canterina ma per niente operosa.
Si narra, infine, in una favola di Esopo... della lepre che perde una gara di corsa con una testuggine, perchè preferendo riposarsi, dà quindi un vantaggio a quest'ultima...
Morale della favola, mai dare niente per scontato!
Personalmente mi sento molto formichina, ma desidero a volte anche rilassarmi  come la spensierata cicala.
E voi, da che animale vi sentite rappresentati?

Laura   (Fenix)
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