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01 dicembre, 2015

COLTIVIAMO LA FIDUCIA

EDITORIALE di Laura Marabelli

...C'è un profondo legame tra il tempo che è stato e quello che è.
Ed è il senso stesso che diamo al nostro percorso, a quello che siamo stati e che diveniamo ogni giorno...
Scrivevo così nell'editoriale del primo gennaio.
Oggi, nell'ultimo editoriale di quest'anno, voglio riprendere quel filo.
Sto cercando di sostituire la fiducia alla speranza.
Speranza e fiducia che spesso usiamo come sinonimi, ma che non lo sono affatto.
Chi spera non si fida affatto, ma si aspetta troppo e non sempre tutto si può controllare fino in fondo.
Chi confida, invece, accetta quello che è, lo vive e lo adatta, trasformandosi.
La fiducia è perseveranza.
Un ostinarsi, quasi, a ricercare una luce, districandosi ogni giorno nelle difficoltà che vediamo finalmente per quelle che sono.
Sperare, invece, è una continua lotta contro l'inevitabile, per poi magari ritrovarsi a disperare.
L'atteggiamento della fiducia appare inattivo, in realtà comporta invece una grande attività, ma di coscienza,  che va continuamente rinnovata.
Occorre coltivare la fiducia.
Ognuno ha il suo metodo, chi la meditazione, chi la preghiera, chi la riflessione, chi l'ascolto...
Mi piace la parola coltivare. 
Che non è più programmare, pianificare, ma dedicarsi, impegnarsi per veder crescere un'idea, un progetto, un'amicizia, un sentimento, qualcosa che ti motivi e in cui credi e coglierne ogni giorno i germogli.
Personalmente predico bene ma spesso razzolo malissimo, ma vale la pena di riprovare, sempre.



15 settembre, 2015

UN PIZZICO DI ... VITA SOTTO IL MARE



C'è chi ha ottanta zampe e c'è chi lancia lampi di luce. 
Vivono nelle acque polari, molti non avevano neppure un nome. 
Un biologo ha fotografato questi piccoli invertebrati  e ha raccontato la loro vita, molto simile a quella sulla terra. 
Scopriamola insieme...Cuspidella è una medusa che sembra un fiore o  una sonda spaziale...



Poi c'è Gonionemus che ha ottanta zampe, ciascuna munita di un disco adesivo, per attaccarsi alle alghe e alle scogliere. Attraverso il suo corpo trasparente si vedono anche le cellule sessuali, un pò come gli oblò delle navicelle che si vede cosa c'è dentro. La sua è, infatti,  una struttura funzionale e perfezionata per navigare nello spazio marino, come le navicelle spaziali navigano negli spazi siderali.
Ma pensate, mentre razzi e satelliti sono stati costruiti dagli uomini, questa bestiola va in giro negli oceani polari da milioni di anni, inconsapevole della propria modernità.
Siamo qui di fronte a un campionario delle più sconosciute e fantastiche creature che popolano l'unica parte del nostro pianeta ancora da scoprire, ed è veramente affascinante sapere che nel mondo ci sia ancora qualcosa avvolto dal mistero.
Questi piccoli esseri invertebrati, vivono nelle acque dei mari del nord e spesso accompagnano il loro fluttuare con l'emissione di lampi di luce grazie a particolari organi fotogeni che permettono loro di produrre e modulare la quantità di luce necessaria per attirare un partner o una preda o ancora per ingannare un predatore.
Arriviamo, dunque al pezzo forte di questa esplorazione: la Clione che a differenza di tutte le altre lumache, non striscia, ma nuota e lo fa con eleganza e rapidità a mille metri di profondità, ma non lasciatevi ingannare da tanta grazia, perchè è una spietata cacciatrice di molluschi marini.
Questo animaletto ha poi risolto un problema non da poco, in materia di sesso, infatti, fa tutto da solo perchè essendo ermafrodita, può dedicarsi a solitari e acrobatici amplessi





Ed infine la Limacina, una chiocciola marina, chiamata anche farfalla di mare.
Siamo abituati alle chiocciole che camminano con lentezza portando con sè la propria casa, ma nel mare anche le chiocciole hanno una marcia in più.
Sono in grado di "volare" nelle spazio marino con la grazia delle ballerine. E la conchiglia? Quella c'è sempre, ma è trasformata in un organo che serve a mantenere il proprio assetto in acqua.
E allora cosa aspettate? Immergetevi con fantasia e curiosità in questo splendido mondo sottomarino e godetevi lo spettacolo.

Laura


29 agosto, 2015

SANTA DEGLI IMPOSSIBILI di DARIA BIGNARDI



Ci sono molte forme di preghiera, alcune sono inconsapevoli.
Per esempio ritrovarsi in macchina e cantare a squarciagola Io Vagabondo dei Nomadi, ripetendo il ritornello all'infinito è una di queste.
Poi ci sono i rosari di vostra nonna, quasi dei mantra, ciascuno con il suo santo dalle specialità esclusive, come santa Rita, la santa dei casi impossibili...
Questo piccolo libro, scritto come una sorta di diario dagli stessi protagonisti, Mila, Paolo e la loro figlia maggiore Maddi, parla di noi, parla a tutte noi.
Parla della stanchezza della quotidianità, del voler far tutto e farlo al meglio possibile, mentre intorno tutti ti dicono... che ci vuoi fare...
Parla anche di famiglia, della sua idealizzazione e insieme della difficoltà di reggerne il peso e conciliarlo con la libertà.
Libertà anche di uscire da sola e camminare sotto la pioggia, senza sapere bene dove si sta andando, purchè sola, purchè libera, almeno ogni tanto...
Ed è proprio sotto la pioggia che un giorno Mila ha un incidente, più cercato che capitato, anche se non ha il coraggio di ammetterlo nemmeno con sè stessa.
Si risveglierà in ospedale e farà amicizia con Annamaria, una teologa, sua compagna di stanza, che le parlerà di Santa Rita e del suo volo metaforico, quasi magico, che la porterà in convento, quasi un volo di libertà.
E qualcosa, in Mila, cambia...forse solo una luce alla fine del tunnel. Forse.
Questa, non è la storia di una conversione, ma semplicemente la storia  di una donna che chiede non solo un riconoscimento, ma anche del bisogno di condivisione, di essere  tutt'uno col mondo.
Alla fine, non ci è dato sapere cosa accadrà, perchè l'autrice conclude con Mila finalmente dimessa dall'ospedale e con quel ...Oggi non vado a lavorare. Non so ancora dove vado, però cammino...lasciandoci immaginare finali diversi.
Buona lettura  Laura




01 luglio, 2015

MORIRE D'AMORE

Editoriale di Laura Marabelli

Prima ancora dei nostri genitori, siamo figli e figlie delle storie che ci raccontano.
La nostra percezione della realtà passa, infatti, anche attraverso le parole che sentiamo e leggiamo.
Parole spesso artefatte. Strumentalizzate.
Ci hanno sempre detto che l'amore è bello, che dire "ti amo" è una bella parola.
La usano i poeti, gli innamorati, le persone che si vogliono bene.
Ma spesso in nome dell'amore, si fa del male, si fa soffrire.
Per amore si offende, si ferisce, si vendica, si tradisce, si arriva ad annullarsi fino ad uccidere l'anima.
A volte si arriva ad uccidere davvero.
Per amore si muore! E non è un ossimoro.
Siamo talmente assuefatti da ogni problema "d'amore" che ascoltiamo ogni giorno, che lo banalizziamo, così è più facile assolvere e assolverci, negando che invece riguarda tutti, che potrebbe riguardarci, diventando di fatto complici, responsabili.
...una madre forte ed esemplare, un marito gran lavoratore, un figlio devoto, un nipote studioso, una famiglia tanto unita da essere invidiata da tutti...
Quante volte abbiamo sentito queste parole? L'illusione purtroppo inizia da qui, da questa sedicente perfezione.
Non voglio parlare nello specifico di femminicidio, violenze, abusi, nè di ordinarie, ma non meno gravi, crisi coniugali, non ne ho le competenze.
Voglio, invece, fare una riflessione sul cattivo uso delle parole, sulla loro idealizzazione, poichè sono profondamente convinta che sia anche attraverso questo che una storia d'amore possa evolvere trasformandosi o finire, ma di sicuro in modo pù sano.
E che finalmente quell'ultimo capitolo, quel "vissero felici e contenti" non sia più scritto,  perchè non è mai realmente esistito.
Siamo figli e figlie delle storie che ci raccontano, non siamo obbligati a crederci.
Partiamo da qui e forse andremo un pò più lontano.




15 aprile, 2015

UN PIZZICO DI ... HAIKU





L'haiku è stato creato in Giappone nel XVII secolo.
E' un componimento poetico in sillabe, dove la numerazione dei versi dipende dal contenuto dell'haiku, purché sia sempre di 17 sillabe.
Si tratta di una poesia dai toni semplici, che usa linguaggi sensoriali che richiedono una grande sintesi di pensiero e d'immagine, data l'estrema brevità dell'haiku, per catturare sentimenti o suggestioni della natura e delle stagioni.
Sono spesso ispirati da elementi naturali: un momento di bellezza, un'esperienza emozionante o dettagli dell'ambiente circostante. 
Si può quindi pensare all'haiku come una sorta di meditazione, dove la mancanza di nessi evidenti tra i versi, lascia spazio ad un vuoto ricco di suggestioni, quasi come una traccia che sta al lettore completare.
I poeti giapponesi usavano tradizionalmente l'haiku per catturare e cogliere l'essenza di un'immagine naturale, come una rana che salta nello stagno, la pioggia che cade sulle foglie o un fiore che si piega nel vento. 
Molte persone fanno passeggiate solo per trovare l'ispirazione per le loro poesie, definite in giapponese "passeggiate ginkgo".
Spesso gli haiku contemporanei possono esulare dalla natura come soggetto e allora possono diventare soggetti  gli ambienti urbani, le relazioni o argomenti comici.


 Haiku classici

Il pruno bianco
ritorna secco.
Notte di luna.

Tornando a vederli
i fiori di ciliegio, la sera,
son divenuti frutti

(Yosa Buson)

In questo mondo
anche la vita della farfalla
è frenetica

Ero soltanto.
Ero.
Cadeva la neve.

(Kobayashi Issa)

Haiku moderni

Gli uccelli cantano
nel buio.
Alba piovosa.

(Jack Kerouac)

La luna nuova.
Lei pure la guarda
da un'altra porta.


(Jorge Luis Borges)

01 gennaio, 2015

UN ANNO DI LUCE

EDITORIALE di Laura Marabelli

E così, un altro anno è incominciato...
In fondo oggi è uguale a ieri, perchè i veri cambiamenti avvengono lentamente e in profondità per essere tali.
Sorvolerò quindi sui soliti buoni propositi di diete, palestre, corsi e ricorsi che lasciano il tempo che trovano.
La mia riflessione è sul trascorrere del tempo.
C'è un profondo legame tra il tempo che è stato e quello che è.
Ed è il senso stesso che diamo al nostro percorso, a quello che siamo stati e che diveniamo ogni giorno.
Da bambina, non lo capivo, ma tutto aveva un significato autentico perchè spontaneo, inconscio, quasi magico.
Tutto era chiaro, poi si è perso, ma si può recuperarlo simbolicamente.
Nella pratica della meditazione è buona abitudine osservare la luce di una candela per rafforzare l'ascolto di sè.
Il respiro pian piano diventa più profondo, addominale, i muscoli si rilassano e arriva la quiete interiore.
Che è un buon punto di partenza, ma non certo di arrivo.
La candela, il calore che emana, rievoca il raccoglimento, l'intimità, il silenzio.
Il suo profumo risveglia le emozioni.
Se è un regalo poi, richiamerà il legame e la vicinanza di chi ce l'ha donato.
Sicuramente ognuno saprà cogliere il significato che più sente suo, nel cuore.
Il Natale appena trascorso è stato simbolicamente la festa della Luce e non serve essere credenti per coglierla.
Per il nuovo anno diamo quindi un'occasione alla luce.
A quella scintilla che da dentro ci guida, nel domani, attraverso i giorni che saranno.
Non sto parlando di speranza, di positività e nemmeno di fede.
Ma di luce interiore.
Quella che ci fa affrontare i problemi anzichè lamentarci.
Quella che ci fa assumere le nostre responsabilità anzichè dare la colpa agli altri.
Quella che ci fa apprezzare quello che riceviamo o già abbiamo.
Quella che ci fa scorgere il senso nelle esperienze o nelle prove che inevitabilmente dovremo affrontare.
E' difficile lo so, ma ho deciso di provarci.
Proviamoci.
Buon anno di luce a tutti!


26 novembre, 2014

NO, NON PUO' SUCCEDERE PROPRIO A ME - Storia di Annamaria B. -

PUNTO DI SVOLTA  - storie di gente comune -
di Laura Marabelli

C'è un momento in cui la vita compie uno scarto e muta.

Ti trovi a un bivio, imbocchi una via anziché un’altra e solo dopo capisci il perché...

Annamaria, una vita come tante altre, divisa  tra lavoro, marito e figli ... poi la malattia.
Annamaria scopre di avere il cancro, in un momento già difficile della sua vita, sua madre è morta da appena 15 giorni, dopo una lunga malattia e lei sta cercando di ritrovare un pò di serenità.
 ... una sera mentre ero sotto la doccia mi sono soffermata, trattenendo il respiro, 
con la mano su una zona del seno....un nodulo?!.....
Ma che scherziamo?!
No, non può essere, non può succedere proprio a me.....
Scrivi sul tuo blog - UnAzzurroCielo
...ho un ricordo forte e preciso di quel 6 agosto 2013 , l'incontro col cancro
è un qualcosa di travolgente come se ti trovassi all'improvviso dentro un tornado...
ma di una cosa sei certa: da quel tornado ne vuoi uscire, 
magari sei malconcia e un pò  un rottame...
però....
Come stai adesso Annamaria?
Indubbiamente, essendo ormai alla fine del percorso di terapie, mi sento di dire che sto bene .  
Fisicamente sto recuperando le forze, ci sono vari doloretti che prima non avevo, la stanchezza mi è rimasta , il cervello è in modalità bradipo, ma diciamo che sto bene!
In realtà per me è difficile pronunciare queste parole, forse non le dico per scaramanzia, perchè il cancro mi ha colpito in un momento in cui ero già vulnerabile e la paura che se abbasso la guardia mi ritorni, è ancora tanta. 
Sono consapevole di essere stata graziata dalla vita e sto cercando con tutta me stessa di riacciuffarla. L'incontro con la malattia, con il cancro, è stato uno spartiacque, il mio punto di svolta.
Mi è stata data  la possibilità di una seconda Vita e la sto ricostruendo giorno dopo giorno, con in più  un bagaglio di esperienze forti che non posso dimenticare.
Scrivere, dici, ti fa star bene e vuoi fare cose che ti fanno star bene.
Ti va di parlarci del laboratorio di scrittura espressiva al quale hai partecipato?
Ho partecipato al "laboratorio di scrittura espressiva" organizzato all'irst di Meldola (Fc) per i suoi pazienti oncologici. 
E' un'esperienza che per me ha avuto un'importanza grandissima.
Perchè è come se si fosse fatta una breccia nel muro che conteneva tutte le emozioni, le sofferenze, le paure e anche le gioie del periodo della malattia. 
E' guidato da una psicologa dell'istituto. Si parte dalla lettura di un brano o di una poesia e poi si scrive quello che si sente in quel momento, liberando le emozioni.
Poi si è liberi di leggere e condividere con gli altri del gruppo ciò che si è scritto. Per me è stato determinante e da lì ho maturato l'idea e il bisogno di aprire un blog, dove parlare della mia malattia, ed è veramente straordinario condividere con altre persone le stesse esperienze, perchè capisci e senti che non sei solo. 
Ultimamente ho ricevuto la mail di una donna alla quale hanno diagnosticato un cancro al seno ed era disperata, perchè quando ti viene detto che hai un tumore ricevi una mazzata incredibile e tutto il mondo ti crolla addosso. Ma quando mi ha scritto che, leggendo i miei post, si è sentita meno sola, ho capito che dovevo proseguire, perchè se può essere utile anche a qualcun altro è giusto continuare a farlo.
Come hai scoperto  Oltreilcancro?
Navigando su internet, mentre cercavo informazioni sulla mia malattia. 
Poi, leggendo i post degli autori dei vari blog, ho capito che mi sentivo a casa. Avevo trovato un luogo dove si parla liberamente, a volte anche con ironia, di cancro, questa parola che fa molta paura anche solo a nominarla, e mi hanno chiesto di entrarne a far parte con il mio blog.
Il blog serve come terapia per i pazienti, ma  può essere utile anche ai medici.
Infatti, dico spesso ai miei oncologi che dovrebbero leggere quello che scrivono i pazienti.
Quest'estate, ho anche conosciuto di persona una delle autrici del blog "ziaCris" ed è stato emozionante dare un volto a una persona con la quale avevo scambiato qualche commento e qualche mail.
Che messaggio di speranza ti senti di lasciare a chi ci sta leggendo e sta vivendo un'esperienza simile alla tua?
Sicuramente la prima cosa che mi sento di dire è che non bisogna arrendersi e lottare sempre, fino a quando ce n'è la possibilità. Di cancro si muore, è vero, anche alcuni autori e autrici di Oltreilcancro purtroppo non ce l'hanno fatta, ma si può anche guarire.  Ognuno lo affronta in modo diverso, io l'ho affrontato da arrabbiata. Ancora non ho fatto pace col cancro e neppure ho la certezza che un giorno la farò. Lo si affronta aggrappandosi a quello che si può. 
Per me, per reagire,  è stato fondamentale l'amore per i miei figli . Il cancro poteva rovinare la mia vita , ma non la loro.
Il messaggio che voglio lasciare ai miei figli, è che nella vita bisogna lottare e non arrendersi mai, qualunque difficoltà si incontri, sia essa una grave malattia o altro. Non bisogna lasciarsi abbattere, ma lottare sempre e comunque e questo è un insegnamento che voglio lasciar loro per la vita.
Nel augurarti in bocca al lupo per la tua seconda vita, vorrei concludere con un tuo brano
Il mio albero 
E' il  "mio" albero perchè in tutti questi  mesi 
è stato il mio "punto di riferimento", 
prima , riferimento per il tragitto perchè raggiungerlo significava
essere circa a metà dall'irst
poi è diventato il mio riferimento per quantificare 
il tempo che passa.
L'ho visto verde, nel pieno del vigore estivo, un anno fa.
Poi pian piano l'ho visto perdere le foglie con l'arrivo dell'autunno 
L'ho visto spoglio nel freddo grigiore dell'inverno
Poi l'ho rivisto ricoprirsi di timide foglioline verdi primaverili.
Ora?
Ora è di nuovo verde, un verdissimo verde estivo!
E io sono ancora qui che passo , lo ammiro nel suo splendore.
Per mesi vedrò il mio albero cambiare aspetto
e questo suo cambiare darà un "valore" al tempo
il tempo che passa e che dà un valore al "tanto"
un "tanto" che trascorre e dà un "tempo alla Vita"


Volete raccontarci la vostra storia?
scriveteci e vi contatteremo via mail
blog.amichescrittrici@gmail.com











15 novembre, 2014

UN PIZZICO DI ... MINDFULNESS


Tutti ci preoccupiamo per l'avvenire, proiettandoci una qualche apprensione e perdendo di vista il presente.
Il fatto è, invece, che anche quando stiamo attraversando un momento difficile, adesso, in questo preciso istante, non stiamo poi così male, se ci pensate.
Ascolto, osservazione-distacco, meditazione, mindfulness.
Certo, la mente subito passerà alla controffensiva, offrendoci mille motivi per corrugare la fronte e preoccuparci di nuovo, ma noi riporteremo l'attenzione a questo preciso istante...
Uno dei modi migliori e più a portata di mano, per migliorare salute psicofisica e serenità, è servirsi dell'attenzione consapevole e della meditazione.
La pratica della meditazione ha la capacità di potenziare ogni aspetto del benessere e diversi studi confermano che entrambe hanno un effetto positivo sulla qualità della nostra vita.
Ma cosa vuol dire meditare?
D'istinto verrebbe da dire che già la mente essendo piena di suo, ha caso mai bisogno di essere  svuotata.
La meditazione è proprio questo.
Infatti l'unica cosa che bisogna fare nella meditazione è niente.
Nelle lingue asiatiche per dire "mente" e "cuore" si usa la stessa parola.
E' quindi necessario, ogni volta che sentiamo parlare di qualcosa che ha a che fare con la mente, come è appunto l'attenzione, sentirne l'eco all'interno del cuore, anche se solo comprenderla in quanto idea e più ancora poi, come stile di vita.
In altre parole l'attenzione consapevole, la cosidetta mindfulness, non riguarda solo la nostra mente, ma l'intero nostro essere.
Se invece qualcuno è a tutta mente,  la sua esistenza rischia di diventare troppo rigida, mentre se è tutto cuore, la sua esistenza diventerà caotica.
In entrambi i casi la conseguenza sarà lo stress cronico.
Se invece mente e cuore collaborano, il cuore guidandoci con l'empatia e la mente facendo lo stesso con la concentrazione e l'attenzione, diventiamo essere umani più armoniosi.
L'attenzione consapevole diventa quindi una pratica che aiuta ad essere sempre presenti a noi stessi, vigili nell'attimo  presente, nel qui e ora.
Se mentre lo fate vi rendete conto che la mente prende a vagare, non dovete far altro che notare in che direzione è andata e quindi riaccompagnarla con delicatezza al momento presente.
La meditazione si può praticare anche in momenti molto brevi e persino quando si è in movimento.
Mentre beviamo il caffè, quando ci laviamo i denti o camminiamo per la strada.
Non siamo noi che facciamo la meditazione, è la meditazione che fa noi.
Pensiamo di respirare, ma siamo respirati.
Basta quindi ritagliare un momento ed osservare - ascoltare il saliscendi del respiro e senza che la coscienza interferisca, con il tempo e la pratica,  il respiro si farà sempre più profondo in automatico e meditare diventerà una sana abitudine.
Abitudine che ci aiuterà ad approcciarci ed affrontare meglio le inevitabili difficoltà quotidiane e della vita.
Perchè in fondo, il motore e la connessione della meditazione consapevole è sempre acceso, per trarne beneficio basta essere presenti a sè stessi e prestare attenzione.
Proviamoci adesso.

Laura

05 ottobre, 2014

GRANDE INIZIATIVA - BLOG AMICHE SCRITTRICI

 PUNTO DI SVOLTA - storie di gente comune -

Nei prossimi mesi, inizierà su questo blog un nuovo spazio, dove, chi vorrà potrà farsi intervistare da noi.
E' un'iniziativa non commerciale, rivolta  a tutti, sia ai blogger,  che alle persone che leggono questa pagina e sono interessate a farsi conoscere.
Unico scopo, coinvolgere persone che abbiano una storia interessante da raccontare, avendo così modo di condividere con altri, un'esperienza  o una scelta che ha cambiato la vita.
Scriveteci, sceglieremo le storie più interessanti e vi contatteremo  via mail per l'intervista.

26 settembre, 2014

MARC CHAGALL

Scorrono gli anni, volano i mesi e i giorni.
Quanta pioggia è caduta, quanta neve!
Ti svegli una mattina e pare che sia finito un'altro anno, ma è soltanto un nuovo giorno 
(M. Chagall)


La mostra espone capolavori e opere inedite di Chagall dal 1908, data a cui risalgono i primi lavori,  fino alle ultime, monumentali opere degli anni Ottanta.
I lavori mostrano lo stile unico dell'artista, caratterizzato dalla fusione delle tre culture a cui appartiene: era infatti nato in una famiglia ebraica di origine lituana a Vitebsk.
Come la sua vita, la sua arte è profondamente legata alla cultura ebraica, con i manoscritti ornati da cui trae ispirazione; a quella russa, con le icone religiose e i lubki, le stampe popolari che raccontano storie e notizie sotto forma di vignette; a quella occidentale, dai grandi pittori della tradizione, alle avanguardie europee che frequentava abitualmente a Parigi.
Chagall è anche considerato un esponente fondamentale di alcuni tra i principali movimenti culturali europei: nei suoi lavori ha sintetizzato cubismo, simbolismo e fauvismo, fino a sconfinare nel surrealismo.
 È famoso per i suoi quadri, dai molteplici colori, dall’atmosfera sognante e incantata, quasi surreale e popolati da animali che volano, amanti abbracciati e violinisti, ma ha realizzato anche tappezzerie, ceramiche, vetrate per cattetrali. Sue  anche le idee per i costumi di scena del balletto del teatro ebraico di Mosca e pure le illustrazioni dei  libri  di La Fontaine. 

Su tutti,  mi hanno colpita questi bellissimi dipinti dedicati alla prima moglie Bella 

IL COMPLEANNO




LA PASSEGGIATA



Da non perdere, infine, l'ala dedicata alle illustrazioni dei libri di La Fontaine, dove una voce narrante, invita il visitatore all'ascolto delle famose favole.

Da non perdere!!

Laura


Marc Chagall - Palazzo Reale - Milano

Dal 17 settembre 2014 al 1° febbraio 2015







03 agosto, 2014

PER DIECI MINUTI di Chiara Gamberale


Dieci minuti al giorno. Tutti i giorni. Per un mese. Dieci minuti per fare una cosa nuova, mai fatta prima. Dieci minuti fuori dai soliti schemi. Per smettere di avere paura. E tornare a vivere. Tutto quello con cui Chiara era abituata a identificare la sua vita non esiste più. Perché, a volte, capita. Capita che il tuo compagno ti abbandoni. Che tu debba lasciare la casa in cui sei cresciuta. Che il tuo lavoro venga affidato a un altro. Che cosa si fa, allora? Rudolf Steiner non ha dubbi: si gioca. Chiara non ha niente da perdere, e ci prova. Per un mese intero, ogni giorno, per almeno dieci minuti, decide di fare una cosa nuova, mai fatta prima.
Questa la sintesi del libro.
Ho trovato questo romanzo molto originale. 
Già nell'impostazione...una sorta di diario su cui annotare i dieci minuti di "esercizi quotidiani". E così tra una passata di smalto di un colore insolito, una camminata all'indietro, un punto e croce, un corso di cucina e tanto altro, Chiara scopre che un giorno trasmette all'altro nuove possibilità
...nuovi modi di essere, di vivere, che prima nemmeno prendeva in considerazione. Anche una nuova lei o forse quella che è sempre stata, ma non sapeva nemmeno di essere.
Per arrivare a chiedersi se dobbiamo solo essere grati agli altri di quello che fanno al posto nostro.
Perchè in realtà mentre ci assolvono da un'incombenza, ci tolgono anche la possibilità di un'esperienza.
E perchè è faticoso non essere a disposizione di chi amiamo. Ma a volte tocca. Perchè quella disponibilità infinita non aiuta noi e non aiuta  loro.

Buona lettura e buoni 10 minuti!!  

Laura



01 agosto, 2014

ESPRIMI UN DESIDERIO - editoriale di Laura -

Ogni tanto, capita di sentire di persone in là con gli anni che conseguono un titolo di studio.
E' come se a un certo punto della loro esistenza, affiorasse un desiderio impellente, urgente, per colmare una qualche lacuna o forse una qualche paura, di non aver "conosciuto" abbastanza.
Sarà che il tempo scorre, anzi corre e lo afferro al volo.
E in quell'attimo, se mi fermo a riflettere, mi prende quella paura, di non essere immortale, certo, ma soprattutto la consapevolezza di non aver rincorso i miei desideri, ma solo assecondato dei doveri.
Di fatto, di non aver scelto.
Non mi rimprovero nulla, perderei altro tempo.
Ma a questo punto, cosa desidero?
Spesso, desidero tempo per me stessa e adesso che me lo sto concedendo, per assurdo non so dargli nè un nome, nè un senso.
Cosa desidero?
Me lo voglio chiedere con leggerezza...
Come tutti, ho molti sospesi, ma quelli più che desideri sono lavori in corso e non fanno testo.
Mentre settembre è alle porte e il nuovo anno inizia sempre da qui.
Cosa voglio assolutamente metterci dentro?
Tre desideri:
Vorrei innamorarmi di nuovo.
Innamorarmi della vita.
Perchè ogni impulso parte da lì, dal cuore, dall'Amore.
Vorrei ritornare a scrivere, come facevo da ragazza, perchè scrivere, da sempre, ha dato un senso e una voce alla mia esistenza.
Vorrei imparare a ballare.
Un bel tango.
Così sensuale e liberatorio nei movimenti... vorrei farlo mio... per poi riuscire a perdermi in quella sua musica quasi mistica e meditativa.

In realtà, vorrei solo svegliarmi una mattina, senza sveglia e senza programmi.

Non preoccuparmi di niente e di nessuno.
Concedermi il lusso di parlare con chi mi pare e fare quello che mi pare.
Fermarmi quando mi pare e dire di no, tutte le volte che mi pare.
Vivere ogni giorno come fosse unico...lasciare che la vita accada, che sia, che si riveli.
Di sorprendermi a sorprenderla, prima che lei lo faccia con me.
Riducendo le aspettative e lasciando andare un po' il controllo.
Avere il coraggio di prendere in mano la mia vita e di viverla.

Laura















21 giugno, 2014

SOLSTIZIO D'ESTATE


Meriggiare pallido e assorto

Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d'orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe dei suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch'ora si rompono ed ora s'intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com'è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.


Eugenio Montale

15 giugno, 2014

UN PIZZICO DI ... RICETTE LOMBARDE



Vi propongo oggi una ricetta del territorio, la Valtellina, regione alpina dell'alta Lombardia. Piatto tipicamente montano, che potrete apprezzare sia durante le prossime vacanze in questa zona o preparare direttamente voi il prossimo autunno.
I pizzoccheri alla Valtellinese, piatto simbolo di questa valle, sono conosciuti ed apprezzati un pò ovunque e personalmente amo prepararli spesso, essendo una ricetta veloce e molto gustosa.
Il nome pizzoccheri pare derivare dalla radice piz che significa pezzetto, o ancora dalla parola pinzare, schiacciare, in riferimento alla forma appunto schiacciata della pasta.
Nonostante un tempo venissero fatti a mano, al giorno d'oggi i pizzoccheri sono venduti sotto forma di pasta secca, già pronti alla cottura e sono realizzati con un tipo di farina particolare: la farina di grano saraceno.

Ingredienti per 4 persone

300 gr di pizzoccheri
200 gr di patate
150 gr di bietola o verza o spinaci
150 gr di formaggio Casera
50 gr di parmigiano
50 gr di burro
1 spicchio d'aglio

Preparazione

Mondate le bietole e tagliatele a striscioline. 
Sbucciate le patate a tocchetti e lessate poi le verdure in acqua salata e bollente, lasciandole cuocere per circa 8-10 minuti.
A parte, in una pentola con acqua bollente, fate cuocere i pizzoccheri per 10 minuti, avendo cura di calcolare bene i tempi, affinchè scolando poi il tutto insieme, le verdure non risultino essere ancora crude o troppo cotte.
Mentre i pizzoccheri cuociono, tagliate il formaggio a cubetti.
In un pentolino sciogliete intanto il burro, con un cucchiaio d'olio e l'aglio.
Scolate poi i pizzoccheri e le verdure.
In una pirofila stendete uno strato di pasta con le verdure, la Casera,  il burro e la salvia.
Fate poi un secondo strato di pasta, formaggio e burro.
Terminate il tutto con una spolverate di parmigiano.
Infornate per circa 15 minuti e poi servite in tavola.

Buon appetito!! 

Laura





05 maggio, 2014

PISSARRO da vedere, sentire, annusare...

Ho visto, con piacere, la mostra di Camille Pisarro alle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia.
Artista che, personalmente, non conoscevo e ho apprezzato soprattutto per le opere che richiamano la natura e la vita rurale o ancora quelle più frenetiche dei boulevard parigini di inizio novecento.
La particolarità e se vogliamo la novità di questa mostra, è l'insolito percorso espositivo, accompagnato nelle sale da un Pissarro narrante, che rievoca i momenti più importanti e significativi della sua vita e le sue più profonde emozioni, per farci conoscere non solo l'artista, ma anche l'uomo.
In alcune sale, poi, le sue opere provenienti da tutto il mondo, vengono animate con proiezioni e profumi, in sintonia con l'intensità dei colori, i paesaggi e i soggetti  dei vari dipinti presentati.
Un tutt'uno, quindi, per coinvolgere tutti i nostri sensi nella comprensione dei quadri.
Da notare, poi, al posto delle classiche audioguide: "la videoguida" con una serie di testi proiettati sulle pareti che forniscono nozioni e curiosità sui dipinti, seguiti da parole chiave che danno vita ai testi, consentendo di vedere meglio e più da vicino, alcuni particolari.
Insomma una mostra veramente bella, non solo da vedere, ma anche da sentire, annusare e da vivere!!

Laura


Pissarro
L’anima dell’impressionismo
21 febbraio – 2 giugno 2014
Pavia - Scuderie del Castello Visconteo




24 marzo, 2014

IL PICCOLO PRINCIPE di Antoine de Saint-Exupéry


Ho riletto, con piacere, a distanza di anni, questo classico e mi sono nuovamente stupita di quanto nella sua semplice profondità, questo libro riesca a parlare a tutti noi e a farci riflettere su questioni importanti.
Sulle domande che nella vita tutti ci poniamo e sulle risposte che cerchiamo da sempre.
Ma chi è il Piccolo Principe?
Il bambino che siamo stati?
Il nostro alter ego?
 L'amico che vorremmo incontrare... la storia, la sua, che vorremmo sentirci raccontare?
Lasciamoci andare all'immaginazione... l'essenziale è invisibile agli occhi...
E aprendo a caso tra le pagine leggo : Il piccolo principe fece l'ascensione di un'alta montagna e adoperò un vulcano spento come sgabello. 
Da una montagna alta come questa, si disse, vedrò di colpo tutto il pianeta e tutti gli uomini, ma non vide altro che guglie e rocce ben affilate.
Buongiorno disse a caso
buongiorno... buongiorno... buongiorno... rispose l'eco.
Chi siete disse il piccolo principe
chi siete... chi siete... chi siete... rispose l'eco.
Siate miei amici, io sono solo, disse
Io sono solo... io sono solo... io sono solo... risposte l'eco.
Che buffo pianeta è mai questo,  pensò allora ... e gli uomini mancano di immaginazione, ripetono ciò che si dice loro...

Buona lettura!

Laura

23 marzo, 2014

PRIMAVERA (d'autore)

Primavera 
non bussa lei
entra sicura
come il fumo lei penetra in ogni fessura
ha le labbra di carne
i capelli di grano
che paura,
che voglia che ti prenda per mano
Che paura,
che voglia che ti porti lontano.

(Fabrizio De Andrè)

01 marzo, 2014

PROSPETTIVE

Durante un mio recente ricovero in ospedale, ho avuto modo di constatare di quanto cambi  e di molto, la prospettiva da dentro a fuori, in quel luogo.
Perchè, il condividere uno stato di sofferenza comune, rende tutti più fragili, ma paradossalmente più forti e anche uniti.
Forti, perchè le difficoltà rendono tali e fragili, perchè ritrovandoci senza maschere, siamo sicuramente più autentici.
Poi il ritorno a casa.
Con delle consapevolezze in più e delle certezze in meno.
Non che prima ne avessi tante, di certezze, anzi ne perdo, fortunatamente, ogni giorno, ma spesso il credere di averne, ci dà come l'illusione di una sorta di controllo sulla nostra vita.
Ma poi, una diagnosi, l'intervento, la paura mentre attendi un risultato...e nel mio caso, anche l'emergere di un nuovo problema, causato indirettamente dal primo... mi hanno lasciato stupita.
Stupita, di quanto in realtà siamo in balìa di qualcosa di più grande, qualcosa che  magari ci sta mettendo per l'ennesima volta alla prova, decidendo per noi, una prova di cui non comprendiamo ancora bene il significato, ma certamente a cui è inutile opporre resistenza negandola, pena un finale chisciottiano, quando accuseremo il colpo.
Rimane una rubrica di cellulare dimezzata da nomi inutilizzati da tempo ... da chi c'è stato solo nel momento del proprio bisogno, da chi ha preferito comode e sicure vie di fuga, da chi fa l'offeso perchè non hai fatto come avrebbe voluto e così, evitandoti, si autoconvince che tu, per questo, ti senta in colpa e dai soliti noti, legami di sangue o acquisiti, pretenziosamente convinti, che tu debba loro qualcosa solo per atto dovuto.
Rimane la tenerezza verso chi ha ancora bisogno di credere che giustificare, anzichè lasciar responsabilizzare qualcuno, sia un atto d'amore, perchè diversamente farebbe troppo male vedere. E lo capisco.
Rimangono ricordi, sorrisi, confidenze, incoraggiamenti, piccoli gesti e pensieri disinteressati, coincidenze, nuovi progetti e nuovi incontri.
Rimane la compassione verso me stessa e la difficile strada verso il perdono.
Rimane...spazio.
Di vuoto e di solitudine, obietterebbe frettolosamente qualcuno.
Libero, dico io.
Rimane quel precario equilibrio rimesso in discussione ogni giorno, mentre tutto cambia, si trasforma,  insegna e non ci resta che provare ad accettarlo e viverlo con più coraggio e maggior consapevolezza.

Laura  (Fenix)

15 gennaio, 2014

UN PIZZICO DI ... ALBERGHI DEL LIBRO


Chi ha avuto il piacere di vivere una vacanza anche in compagnia di un buon libro, conoscerà senz'altro la  magia di perdersi  tra l’esperienza vissuta in prima persona e quella immaginata grazie alla lettura.
In effetti, la lettura ci rende più empatici, riflessivi e quindi maggiormente disponibili ad assaporare fino in fondo ogni dettaglio della nostra permanenza fuori casa: il viaggio, che  in questo modo, diventa anche un viaggio interiore...

L’Associazione Alberghi del Libro d'Oro, già conosciuta come Golden Book Hotels, è nata nel  1991, con l’intento di riunire strutture turistiche di qualità, attorno alla semplice idea di offrire in dono agli ospiti la lettura di un libro, per lo più composto da brevi racconti di autori classici, di vario genere e nazionalità, tradotto in più lingue, soprattutto personalizzato in copertina per ogni struttura: oggetto quindi  da conservare e collezionare.
Da subito, si sono aggregati spontaneamente al progetto vari alberghi di tutta la penisola e la disponibilità di scelta si è  notevolmente ampliata, anche con un costante sviluppo di iniziative promozionali e di immagine, sempre nello spirito di un’offerta turistica “differente”, dove la cultura continua a svolgere un ruolo primario.
Nel tempo, poi, anche l’offerta di lettura si è evoluta: adesso pure i contenuti dei libri si sono personalizzati, stabilendo  un originale rapporto di collaborazione con i migliori autori, emersi proprio dai concorsi letterari, ai quali è stato proposto di scrivere racconti e chiedendo di ambientarli direttamente in albergo, posto dunque strategicamente protagonista o scenario della vicenda narrata.
E' poi, infine, storia recente, il passaggio alla produzione non solo cartacea, ma anche virtuale: infatti i nuovi e-book stanno diventando strumenti di promozione sempre più mirata per questi alberghi.


Non ho mai avuto il piacere di soggiornare in questi hotel, ma devo dire di esserne molto incuriosita... e voi, ci siete mai stati?

Laura   (Fenix)

11 novembre, 2013

LE ISSIME - LA STORIA DI IRENE - di Alessandra Varone






Siete sull'orlo di una crisi di nervi? Non vi resta che aggrapparvi alle Issime! 
Preziosissime amiche sempre pronte ad intervenire quando la situazione volta al peggio. E Irene bene non sta: scappata a Parigi per riflettere sulle imminenti nozze, si imbatte nel celebre e affascinante scrittore Tyler Brown. 
Nascerà una grande storia d'amore o sarà l'ennesima delusione?...

Questo spensierato e frizzante romanzo, si legge al volo e con piacere.
Vi  potrete riconoscere facilmente nelle vicende della protagonista e nei suoi desideri. 
Tutte ci siamo passate, tutte abbiamo avuto dei sogni, a volte disattesi, a volte realizzati.
O ancora, potrete ritrovarvi nelle Issime, amiche forse un pò ideali, sempre presenti nel momento del bisogno.
Ma chi è Irene? L'alter ego dell'autrice o un personaggio di  fantasia, chissà.
Non ci resta che leggere la sua storia per scoprire il finale... e magari aspettare un seguito...
Buona lettura!

Laura   (Fenix)

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