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24 giugno, 2013

recensione: UNA ROSA SELVATICA - JENNIFER DONNELLY

Terzo capitolo della trilogia delle rose dell'autrice che vede in primo piano la più giovane delle tre protagoniste, ovvero Willa Alden.
Willa è una ragazza coraggiosa che, durante la scalata del Kilimangiaro, ha tragicamente perso una gamba ma non si è lasciata abbattere da questo, anzi, da allora sono iniziati i suoi pellegrinaggi tra vette ed ambienti ostili come una vera e propria esploratrice.
Esploratore è anche Seamus, suo amico d'infanzia ed amato, lui ha preso la decisione di farle amputare la gamba per salvarle la vita e questo ha segnato la fine della loro neonata storia sebbene, a distanza di anni, continuino ad amarsi.
Mentre Willa continua le sue esplorazioni, Seamus a Londra incontra Jennie, la figlia di un reverendo che si occupa di una scuola per bambini poveri a Whitechapel. Dopo tanta indifferenza per le donne, Jennie sembra far breccia nel suo cuore, il suo temperamento è infatti gentile, generoso e combattivo essendo tra le suffragette.
Seamus sposa Jennie ma poco dopo Willa rientra a Londra, immaginate come possano essere i rapporti tra loro visto che finalmente sono nello stesso luogo ma ormai sono impossibilitati a stare insieme. Come si evolveranno le questioni di questo triangolo amoroso?

Non è solo l'amore il protagonista del romanzo, vi è anche una nota gialla e di mistero, siamo nella Londra degli inizi del secolo scorso, quando la corsa britannica agli armamenti cerca di scongiurare quella che sarà la Prima Guerra Mondiale e le spie pullulano in Europa mentre in parlamento qualcuno si batte per la salvaguardia di donne e bambini sfruttati nelle fabbriche. Tra delitti e ricatti, vi sarà un finale a sorpresa.

Per me che ho letto il libro precedente, Come una rosa d'inverno, è bello scoprire come si sono evolute negli anni le vite degli altri personaggi che magari in questo libro sono più marginali, la trilogia infatti si sviluppa in ordine cronologico per circa un ventennio e vede i rapporti tra le tre protagoniste nascere e crescere fino a farle diventare parte di un'unica famiglia, unita nonostante le vicissitudini patite.

Davvero appassionante, ho letto gran parte del romanzo di seguito perchè è accattivante, mai scontato ma anzi ricco di continui colpi di scena in un alternarsi di luoghi, da cittadini a naturali ed esotici.


06 novembre, 2012

recensione: COME UNA ROSA D'INVERNO di Jennifer Donnelly


Siamo nell'Inghilterra del 1900, India Selwyn Jones è appena diventata medico e ad attenderla c'è il suo fidanzato, Lord Frederick Lytton, suo amico d'infanzia e aspirante alla sua mano. India, però, è fredda nei suoi confronti e non ha nessuna fretta di sposarsi mentre vorrebbe realizzare una clinica per donne e bambini nella zona più degradata di Londra, a Whitechapel.
La signora Fiona Finnegan ha un'impero di successo, un marito, una figlia ed un altro in arrivo ma soffre terribilmente per la mancanza della sua famiglia d'origine ed in particolare di suo fratello che vive da criminale e che lei vorrebbe redimere e portare sulla retta via.
Seamie è stato espulso dal suo collegio in America e così fa ritorno in Inghilterra solo con l'idea di partire per una spedizione per il Polo Nord, nonostante la contrarietà di sua sorella e si accorga, nel frattempo, di provare dei sentimenti per la vecchia amica di infanzia Willa.
Non voglio svelarvi altro della trama perchè è davvero complessa e sebbene all'inizio si stenti ad unirne i fili e collegare il tutto, dopo qualche capitolo si intuisce che tutti i personaggi sono legati tra loro.
Una storia che non è solo d'amore ma di donne, tre grandi donne in particolare, Fiona che da povera orfana diventa ricca e potente, India che da indolente aristocratica diventa un medico appassionato che sacrificherebbe tutto per i suoi pazienti e Willa, giovane agiata che disprezza il ruolo in cui viene relegata dalla società e sogna le grandi avventure scalando monti e girando il mondo. Se oggi sono cose di per loro difficili da realizzare bisogna rammentare che siamo agli inizi del secolo scorso quando tutto ciò era altamente improbabile.
Un romanzo lungo, solo la mole fisica può spaventare, si tratta infatti di 880pag circa ma che si fanno letteralmente divorare tenendo sempre alta l'attenzione. Le storie sono, infatti, ricche di colpi di scena e pathos, divise in tre parti, due di seguito e una posticipata di qualche anno che nasce carica di interrogativi sul futuro di tutti.
Una storia appassionante e molto articolata in cui la realtà è molto diversa dalle apparenze, dove il lupo è travestito da pecora e così un balordo può essere il vero eroe mentre il Lord un essere spregevole e senza scrupoli.
Per fortuna, dopo varie traversie e scombinando i vari elementi il sogno dei protagonisti si avvera, sta a voi capire quale esso sia e quanto abbiano faticato entrambi per realizzarlo.
Ben scritto e strutturato, l'autrice ha fatto un notevole lavoro di ricerche di vario tipo e così l'ambientazione sembra fedele alla realtà; le descrizioni sono particolareggiate e sembra scorrere le varie scene davanti ai proprio occhi come in un film.

E' il secondo libro di una trilogia, preceduto da I GIORNI DEL TE' E DELLE ROSE e seguito da LA ROSA SELVATICA ma può essere letto come a se' stante sebbene, alla fine, lasci un pò di curiosità circa il personaggio di Willa in particolare.
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