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14 dicembre, 2014

Quando l'uomo sa integrarsi nella natura e integrarla nella sua vita

Come si sarà capito dai vari miei turni nella rubrica
 sono spesso alla ricerca di letture e immagini  sulle meraviglie della Natura. 
E non ci vuole granchè per trovarne.
Stavolta però mi ha meravigliato anche l'uomo 
che ha saputo accettare le stranezze della Natura 
come la foresta di alberi che crescono flessuosi a Gryfino in Polonia.
Se pensiamo a quanti alberi secolari l'uomo abbatte 
per questioni di interesse economico come costuire case e strade... bel progresso che abbia lasciato vivere degli alberi un po' deformi.

E con questa opera invece dimostra anche il suo lato "accogliente" 
con una mano a simboleggiare il sostegno ad un albero...

Per non parlare di questa magnifica alleanza in cui pur  di non abbattere l'albero 
lo si è integrato nell'architettura di tutto un palazzo...
e il sostegno sembra darlo l'albero all'uomo.

Infine la stupenda scultura di  Debra Bernier del Canada 
 che ha ricavato da un tronco(suppongo morto) una vera opera d'arte
 (e ha aperto su etsy un negozio delle sue magnifiche sculture tutte sul genere, 
un salto giusto per rifarci gli occhi, meglio che una visita al museo)
Insomma ogni tanto l'uomo ne fa una buona con Madre Natura.

01 aprile, 2014

Energeticamente pensando.

Potete se credete di potere.
Io credo
Volere è potere.

Come ci si sente a leggere  queste righe in un momento dove tutto sembra remarvi contro perchè nulla sembra più dipendere da voi e pare inutile tutto ciò che volete o provate a fare per cambiare una tale situazione?
Parole simili immagino che possono sembrare come assurde, scritte da qualche superficiale essere umano.
 A me stessa è successo di essere letteralmente in balia degli eventi causati da una persona negativa e molto discutibile, che riusciva a manipolare quasi tutti gli altri intorno a me e  a condizionare il mio tempo, il mio umore, la direzione dei miei eventi. E sono passati quasi due anni che son parsi un incubo.
Poi la stanchezza che tutto andasse male per così tanto, troppo tempo, quasi a farmi credere che non ci sarebbe mai più stata una fine dell'out, mi ha indotto inconsciamente a fare un colpo di testa che ha stravolto ogni cosa.
Un ricordo particolare che mi resta è il pensiero /domanda che venne a sfiorarmi una sera a letto, mentre stavo per addormentarmi più svilita che mai: che quelle tre righe così lette, forse  per me, potessero rappresentare un percorso da fare?
Iniziai a rifletterci. Me le vedevo davanti quelle tre rige mentre mi lavavo, mangiavo, mentre ero in corriera, al parco, a parlare con qualcuno di tutt'altro.
E stanca di stare cadendo in un'ossessione, iniziai ad analizzarle e adattarle a me, ma cercando di distaccarmi dal mio solito modo di pormi a nuove teorie con pigrizia e scetticismo.

Potete se credete di potere.
Dovevo avere fiducia. In me stessa, nel futuro, nel miglioramento delle cose, nella possibilità che io potessi condizionare ancora gli eventi che mi riguardavano magari cambiando punto di vista e la forza dei miei pensieri.

Io credo.
Dovevo credere ancora. La sfiducia, l'esasperazione, l'essere succube nonostante si continui a remare per risalire la corrente e trovare terra ferma erano state, e sono sempre per tutti, quello che faceva andare tutto di peggio in peggio. Se fino ad allora avevo pensato che il male brama il bene, i cattivi cercano i buoni per divertirsi, dovevo iniziare a credere che  fosse invece più vera e più forte  la legge dell'attrazione : le energie positive attirano altre energie positive.

Volere è potere.
Non era nulla che avesse a che fare con l'illudersi, ma non lo potevo dimostrare anche se sapevo così era. Sentivo già che quello che volevo poteva succedere. Dovevo solo trovare il modo, la chiave con cui aprire questa porta meravigliosa. Una porta meravigliosa quanto a doppio taglio. Tanti perdono il controllo quando si rendono conto che volere è davvero potere.

E da lì ho cominciato a pensare, solo pensare... di poter sviluppare la capacità di condizionare col pensiero e i desideri gli eventi più importanti della mia vita quotidiana.
Ben presto però mi son resa conto che sviluppare una capacità tale richiede forza e rafforzi, studio e continui tentativi fatti con determinazione.Io non ero mai stata determinata. Ma sopratutto mi sono accorta che si può cominciare solo dalle cose più piccole e appunto del quotidiano, del presente immediato.

Ovvio che dal pensare al credere c'è di mezzo il mare e poi anche dal credere ai fatti il passo è sempre un salto adrenalinico come avventurarsi con una canoa per un fiume ripido. Ma col solo cambiare modo di pensare mi vidi diverso tutto ciò che era l'indomani.
Non succedeva certo che desiderando tanto una cosa me la ritrovassi davanti il mattino seguente, ma si creavano una serie di cosidette coincidenze per cui la realizzazione di quella cosa diventava possibile laddove era stato fin allora tanto, troppo difficile anche solo desiderarla.
Sembravano poi anche accorciarsi i tempi per ottenerla. Incredibile...non ci potevo credere ogni volta che accadeva. Ops...rifare l'esercizio..."non ci potevo credere" era una frase che non  dovevo neanche più pensare. Ciò che era accaduto era lì sotto i miei occhi e quello contava. Non dovevo più dare spazio ai dubbi, ai se e i ma. Punto.

Il mio nuovo modo di pormi mi portava a non restare più solo a sperare e basta, a pregare e basta, ma tutt'assieme ho desiderato con ogni cellula, sperato con tutta me stessa, e pregato più intensamente che mi riuscisse.
Scekeravo tutto e facevo in modo che ogni particella fisica e eterea di me  mi emanasse  la visualizzazione futura come già avvenuta, come se quello che volevo fosse già accaduto o dovesse accadere l'immediato indomani.
E rimanevo ferma sulla sensazione che provavo ad immaginare che stesse per accadere, anche quando mi prendeva il momento di sconforto, quando la mente sembrava volermi riportare indietro e il corpo, stanco di attendere e simulare, voleva provare a darmi uno stop a modo suo. Sopratutto restavo fedele a questa mia nuova pratica anche quando gli altri vicino a me, coloro che condividevano la vita con me, parevano pensare che stessi diventando matta.
Ma io tenevo duro, continuavo quelli che sembravano essere diventati degli esercizi, i miei preferiti e addirittura mi  sembrava ormai logico smontare l'idea dell'esistenza della fortuna e sfortuna, del caso e delle coincidenze. 

Ho sentito di dover fare su di  me un lavoro di consapevolezza, di revisione di tutti i concetti naturalmente inculcatemi dall'infanzia. E nell'attimo in cui formulai questo pensiero... altolà...ecco avevo trovato la chiave. Il punto era tutto lì. Avevo scovato l'ago nel pagliaio, l'acqua in fondo al pozzo, la luce nel buio lungo tunnel che mi aveva inghiottito.
Sì può ritenere vera una cosa.
Si può prestare fede alle parole di qualcuno senza bisogno di prove e giuramenti.
Si può accettare per vero qualcosa detto da chiunque. Ma se durante l’infanzia, i tuoi genitori ripetevano spesso che le persone ricche sono disoneste, anche tu, una volta adulto, la penserai allo stesso modo, e ti sentirai in colpa e disonesto nel guadagnare belle somme.
Questo senso di colpa nascosto nel subconscio, senza accorgersene potrebbe impedire di ottenere il successo meritato e guadagnare più soldi anche dicendo a se stessi di voler diventare ricco.
Sono diventata curiosa, indagatrice per non credere e basta a cose che mi sembravano vere e reali solo perchè con quelle ero cresciuta.
Dovevo conoscermi meglio, approfondire la mia realizzazione spirituale prima che quella fisica.

Secondo la corrente di pensiero per cui ogni cosa esiste per rispondere a una grande legge universale, ho iniziato a convincermi che alla base di questa credenza, essere fortunati o meno, ci sia l'incapacità di scorgere i legami, le energie che allacciano ognuno di noi al cosmo.
Perciò lasciare andare le credenze limitanti depositate nel nostro inconscio può essere il primo passo e uno dei doni più importanti che possiamo farci.
E credo che sì, volere può essere potere , ma bisogna lavorarci, lavorare prima su se stessi e almeno una volta in tutto il percorso avere un colpo di testa, fare qualcosa di estremamente inaspettato. E magari farlo proprio quando tutto sembra improbabile di mutamenti, impossibile da cambiare.
Credere in una cosa fermamente la rende possibile. 

Io ci credo.
E voi???

Buon percorso a voi ;)
S.Vitaliano-La luna di Stefylu

16 febbraio, 2014

Un pizzico di...Steven Vromann


Per la rubrica "Un pizzico di..."
    In un appartamento di Bruxelles vive un uomo che, dopo lunghi anni di lavoro presso un’organizzazione ambientalista a tentare di convincere gli altri a vivere risparmiando energia, con poche risorse e producendo meno rifiuti, ha deciso di essere in grado di vedere fino a dov'era possibile applicare i principi che difendeva.



Il suo nome è Steven Vromann, laureato in studi sociali, quarantottenne, divorziato con una figlia di 13anni e un  figlio di 10anni  che alternano le settimane da passare coi genitori ed è un esempio di come con un po' di buona volontà si può scegliere di  condurre una vita senza sprecare, si può contribuire a prolungare la vita a questa Terra e alle prossime generazioni.
Ovviamente ha iniziato a escludere l'acquisto di ogni bene superfluo, con le spese limitate ai beni di prima necessità, come vitto e abbigliamento (di seconda mano naturalmente).  

Nel suo libro "Low impact man" di cui si può scaricare qualcosa in pdf http://lowimpactman.files.wordpress.com/2011/03/lowimpactman10def.pdf
assicura che ci vogliono solo 3 settimane per abituarsi a questo nuovo stile di vita dopo di che tutto diventa automatico. 
Con gli accorgimenti che già in tantissimi conosciamo, ha ridotto le sue bollette di gas e luce da 800euro a 350. E il consumo dell'acqua è passato da 120litri a 15.
Accorgimenti del tipo rivestire di legno il pavimento, tornare ad usare la saponetta invece che sapone liquido per lavarsi e utilizzare l'acqua piovana per tutto,riservandosi quella potabile solo per berla e cucinare,eliminare durante gli acquisti qualsiasi cibo in imballaggi, entrare a far parte dei food team(quelli che da noi si chiamano Gas,gruppi di acquisto solidale) ossia famiglie che comprano da produttori locali.

Non ha rivoluzionato il suo stile di vita voltando le spalle alla civiltà e alla società ma è rimasto dov'era cercando solo di vivere meglio con poco.
Per far funzionare il computer pedala la energy bike, un' invenzione concepita da un suo amico, che genera energia durante la pedalata, ma che permette anche di pedalare 30 minuti per far funzionare il computer per il doppio del tempo. 
“E così faccio funzionare anche la radio”, spiega, mentre pedala per navigare in internet.Mentre per la musica usa un mp3 a manovella
Si è concesso solo le scarpe per il jogging che pratica regolarmente e cartucce per la stampante, per le quali non ha potuto trovare un’alternativa.E l'unico rifiuto che ha avuto è stato verso la dismissione della carta igienica.

In fondo lui voleva dimostrare e dimostrarsi la possibilità e i limiti nel ridurre al minimo l’impatto diretto e indiretto sull’ambiente della sua esistenza. Ridurre l’impatto, sì, ma eliminarlo completamente “è impossibile”.
Come fa con i figli, rifiuta di tentare di convincere chiunque: “obbligare le persone a fare qualcosa non funziona, spero solo che le persone riflettano su quello che facciano, pensino e possano cambiare alcuni comportamenti.

 

Abbiamo tanto da imparare da persone come lui, non siete d'accordo???

15 giugno, 2012

Un pizzico di...

Per l'appuntamento con la rubrica "Un pizzico di..."

stavolta sarò io, Stefylù, a prendere il turno sui tasti e sceglierò di parlare delle meraviglie della natura.

Uno dei simboli più ricorrenti nelle culture del mondo è quello dell’Albero della Vita.
Esso rappresenta cose diverse e varie in diverse culture: 
è la soglia tra vita e morte in Egitto, 
garantisce l’immortalità ogni 3.000 anni in Cina, 
connette i vivi con il mondo sotterraneo dei morti e con le stelle per le popolazioni dell' America Centrale.



L’albero che vedete qui sopra è una vecchissima acacia, definito l' Albero della vita e ritenuto il famoso albero del bene e del male che viene citato nella Bibbia. 
Gli autoctoni gli attribuiscono altri poteri spirituali ed esercitano i loro riti religiosi sotto i suoi rami.

Per arrivare a quest'acacia bisogna conquistarsi ogni kilometro, fino a raggiungerla sperduta com'è in mezzo al deserto a sud-est del Bahrein, a circa 2 km dal Djebel Dukhan ossia la Montagna del Fumo.
La leggenda vuole che si tratti dell'unica testimonianza del mitico giardino dell'Eden! 

E' nato a  migliaia e migliaia di chilometri da qualsiasi altro organismo vegetale o fonte d’acqua e resta un mistero come riesca a procurarsi l'acqua con cui sopravvive maestoso. 

Chi sa cos'è il rispetto tocca le sue foglie ed esprime un desiderio.
Gli stupidi incidono dei graffiti sul tronco e altri strappano i rami per portarseli via come portafortuna.

14 maggio, 2011

A KIND OF MAGIC

Questo titolo (una canzone dei Queen) mi ha sempre affascinata.
A KIND OF MAGIC... è una specie di magia.
E sì, perché la magia esiste.
No, non mi riferisco ai quattro maghi da strapazzo che offrono magie e pagamento in ogni dove. Quelli non sanno neanche cos'è veramente la magia e si avvalgono della disperazione e superstizione altrui.
La magia è energia, l'energia che noi stessi emaniamo nel nostro piccolo o quella che emana in grande l'universo.
La magia degli elementi che governano il mondo: aria, acqua, terra e fuoco...
Elementi indispensabili alla nostra sopravvivenza, ma che con la stessa furia possono danneggiare e uccidere.
La magia di un'aurora boreale, che con le sue danze di colori fluttuanti offre spettacoli che rapiscono i sensi.
I sensi... anche lì c'è magia.
La magia del "sentire", un sentire profondo e illimitato che va oltre il normale ascolto.
La magia del "vedere" una realtà oltre ogni apparenza.
La magia del "toccare" qualcuno che si ama.
La magia dell "assaporare" gusti dimenticati, sapori non geneticamente modificati.
La magia dell'annusare l'aria e sentire i profumi del mondo, dalla pioggia che bagna la terra, al vento che trasporta odori di fiori... o di spazzatura, come ahimè accade nella mia città.
Sono anni che Napoli è sommersa di spazzatura.
Discariche riempite e mai svuotate.
Raccolte differenziate pretese, ma poi scaricate sempre insieme agli altri rifiuti, tasse elevate con l'aggiunta di multe ingiuste per chi la raccolta differenziata la fa da anni e con impegno, rifiuti speciali che finiscono chissà dove e soldi, soldi, soldi... perché pure la spazzatura genera guadagni: un giro d'affari (d'oro oserei dire)che si estende pure al campo medico se pensiamo in che modo un'immondizia lasciata a macerare vicino a noi porta a malattie gravi che richiedono cure e arricchiscono case farmaceutiche.
Una città sommersa dalla spazzatura che lentamente invade il corpo e pure l'anima.

A KIND OF MAGIC... una specie di magia e senza neanche un abracadabra o un bidibibodibibù e sì, i nostri politici diventano "maghi": a 24 ore dall'apertura dei seggi elettorali, la spazzatura viene "magicamente" rimossa e portata chissà in quali discariche... "magicamente" svuotate e pronte a riempirsi di cumuli di immondizia in alcuni quartieri ritirata a singhiozzi o proprio non ritirata  da mesi!
Se non è magia questa, proprio non so come definirla!
Peccato che il disgusto continua... e qui, mi sa che non c'è magia che tenga!
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