28 gennaio, 2015

NIENTE E' COME TE - SARA RATTARO


Dopo Non volare via, l'autrice ritorna con un nuovo romanzo che parla di famiglia.

In questo caso il protagonista è Francesco assieme a sua figlia Margherita. Il romanzo è articolato come un doppio diario che si alterna tra le impressioni dei due protagonisti, un racconto di entrambi da lasciare ai posteri o anche solo per spiegarci come sono andate le cose.

Francesco vola in Danimarca a prendere sua figlia Margherita, la sua ex compagna è tragicamente scomparsa e a suo discapito finalmente potrà tornare a fare il padre. Per diversi anni, Francesco ha mantenuto un contatto con la figlia solo grazie alla tata Ingrid e così, dopo tanto tempo, i rapporti tra i due di fatto sono inesistenti e faticano a comprendersi.

Enrica, la compagna di Francesco, è completamente diversa dalla sua ex moglie Angelika, comprensiva e simpatica cerca di fare da legante tra padre e figlia.

Gradualmente, Francesco trova la strada per far breccia nel cuore di Margherita ma, allo stesso tempo, si avverte un senso di inquietudine per la sua relazione con Enrica... Riuscirà Francesco a riconquistare le donne della sua vita?

Margherita, oltre al difficile rapporto col padre, si sente sempre quella diversa e da anni si rifugia nell'autolesionismo finchè nemmeno quello le basterà più.

Amore e dolore si intrecciano nei racconti dei protagonisti e ci vengono trasmessi con la lettura, fino a sentirli sulla propria pelle.

L'autrice si è calata, nuovamente, nei panni di un uomo e di certo ci riesce bene, questa è infatti la storia rielaborata di un uomo reale.

Il tema affrontato è, chiaramente, quello dei figli sottratti che finiscono spesso chissà dove con un solo genitore lasciando l'altro impotente. Storie simili, purtroppo, sono sempre più frequenti e mi hanno fatto pensare molto perchè, in passato, anche io ho avuto una storia con uno straniero. Le brevi note di cronaca su minori sottratti, che intervallano i racconti dei protagonisti, non possono che far riflettere chiunque, lo scontro con la realtà è devastante secondo me.


26 gennaio, 2015

"Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei"


Ci avete mai fatto caso? Una parte dei nostri rapporti è, in un certo senso imposta, quali parenti stretti e colleghi di lavoro, ma un’altra parte la scegliamo noi. E questa parte riguarda la schiera delle amicizie e degli affetti.

E sì, perché gli amici e il partner sono proprio scelte nostre, personali e che dicono tanto di noi. Anzi, forse sono gli unici campi in cui, facendo una scelta, esprimiamo molto di noi stessi.

Facile o forse semplicistico pensare “questo mi capita e questo prendo”, ma in realtà è una scusa che troviamo. Ed è forse proprio questa scusa che mi capita di sentire spesso che mi ha portato a questa riflessione oggi. Non che io ne sia sempre stata immune, eh. Anche io ho fatto i miei errori e incolpato un dispettoso destino con questa scusa. Solo che poi ho capito l’importanza della scelta e riconosciuto i miei errori, i miei abbagli. Che poi a questo serve sbagliare: ad imparare.

Diciamocela in modo chiaro: se siamo persone fatte in un certo modo, cercheremo persone a noi simili. Non si dice anche chi si somiglia si piglia? Appunto.

Chiaramente non mi riferisco alle persone che si incontrano nella vita. Lì veramente siamo allo sbaraglio e c’è di tutto. Ma è quello che noi “tratteniamo” proprio per scelta che fa la differenza.

Se siamo ad esempio persone che amano la correttezza, potremo sì incontrare sul nostro cammino persone scorrette, anzi direi che è inevitabile, ma difficilmente ci instaureremo legami. Anzi, tenderemo a tenerle una certa distanza di sicurezza, soprattutto dopo averle riconosciute. Perché basta un po’ di tempo e si riconoscono. Ah se si riconoscono!

Oppure, se ci consideriamo pacifici, difficilmente ci legheremo a persone distruttive. E purtroppo, anche con i migliori intenti, quando si pensa di poter cambiare in meglio quella persona, si sta già commettendo un passo falso, perché noi non siamo superiori o migliori e non possiamo avere la pretesa di cambiare gli altri a nostro piacimento. Quel che dobbiamo ricordare è che siamo semplicemente diversi. Forse.

Se siamo persone oneste, difficilmente riusciremo a costruire rapporti seri con persone disoneste, quindi estremamente diverse. Se anche dovesse capitare, perché non ce ne siamo resi conto per tempo, verrà sempre un momento in cui la realtà ci investirà e lì, con la scelta seguente, classificheremo noi stessi.

Io vivo da sempre in un quartiere difficile. Lasciarmi trascinare sarebbe stato fin troppo facile, come è capitato a molti. Ma a me e ad un discreto numero di persone non è capitato. Il motivo? Perché abbiamo compreso la differenza tra il vivere in un luogo e intrattenere rapporti di civile cortesia e il frequentare assiduamente le persone che vi abitano. Abbiamo fatto una scelta. Così come ha scelto, liberamente, chi ha frequentato l’altra tipologia.

Cosa può legare una persona disinteressata con un’opportunista? Nulla. Se il legame avviene, forse un pizzico di opportunismo in noi è presente e ci porta a scegliere una persona così.  Perché a volte la differenza vera è la misura che è presente in ognuno di noi.

Ma se, giusto per citare uno solo degli esempi appena scritti, ci definiamo pacifici e poi scegliamo di frequentare persone distruttive, inutile raccontarci favolette di eventi sfortunati o altro: c’è qualcosa in noi che tanto pacifico non è.

Se io sento, avverto nel profondo, di essere diverso come tipologia, sarà questo mio modo di essere a guidarmi nelle scelte e a fare una selezione, in primis, istintiva. Non vi è forse mai capitato di frequentare qualcuno che credevate in un modo e poi, nella cerchia stessa dei suoi conoscenti, vi siete sentiti a disagio? Desiderosi di fermare quella relazione? A me è capitato. E capita ancora.

Certo, non sempre è facile fare una valutazione agli inizi di un rapporto. Anzi, spesso ci lasciamo prendere da uno spirito nobile che ci spinge a non giudicare una persona. Ma non confondiamo il giudizio con una sana valutazione.  Ce lo ricordiamo quando i nostri genitori volevano conoscere chi frequentavamo? Quanto ci siamo arrabbiati quando non hanno ritenuto adatti questi amici! Quanto ci sono sembrati ingiusti! E oggi? Oggi che dobbiamo assumere quelle stesse posizioni? Li comprendiamo meglio? Perché, se non è un discorso estremo (tipo il razzismo), è solo un insegnamento che ci hanno dato. Un insegnamento che possiamo usare ancora oggi. Quando conosciamo qualcuno, soffermiamoci un attimo ad osservare le persone di cui ama circondarsi. Quelle persone ci “diranno” tanto di chi stiamo conoscendo. Forse non tutto, ma tanto. Il resto, poi, sta a noi decidere di scoprirlo oppure no.

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei…

by Lisa

23 gennaio, 2015

LA LETTRICE CHE PARTI' INSEGUENDO UN LIETO FINE - KATARINA BIVALD


Un titolo del genere non poteva che attirarmi subito e sicuramente capite perchè.

Sara è una libraia svedese con una vita apparentemente noiosa, una novità degli ultimi tempi è la sua amicizia pistolare con Amy, un'anziana signora americana dell'Iowa.

Sara ed Amy, oltre a scambiarsi lettere, si scambiano libri, la loro amicizia cresce e così Sara decide di raggiungere Amy per un paio di mesi di ferie. Peccato che, al suo arrivo, l'accoglienza sembra alquanto fredda e di Amy nemmeno l'ombra, la poverina è infatti deceduta e il suo funerale è appena stato celebrato.

In realtà Sara è rimasta senza il suo storico lavoro e Amy era malata da tempo, due verità che scopriamo dopo qualche pagina.

Dopo la perdita di Amy, la piccola cittadina dell'Iowa è in subbuglio per l'arrivo di una turista e non manca chi cerca di sistemarla con Tom, nipote di Amy che però sembra non avere in simpatia la svedese.

Sara diventa una rivoluzione per l'intera cittadina, stranamente diventa il collante tra i concittadini e riporta la vita in un paesino da dove solitamente tutti fuggono.

Il lieto fine ci sarà per Sara e/o per la cittadina? Leggetelo e lo scoprirete.

Le lettere di Amy del recente passato si alternano al presente di Sara in Iowa rendendo il ritmo della narrazione vivace.

La trama mi è molto piaciuta, vedrei bene la storia come soggetto per una commedia romantica.

22 gennaio, 2015

AMA E BASTA di Gaetano Vivo e Francesco Italia





Messaggi dagli angeli per vivere in armonia.

Frutto di esperienze e sensibilità diverse, Ama e basta rappresenta il tentativo riuscito di condensare in modo chiaro e accessibile le principali nozioni riguardo all'universo energetico. Gaetano Vivo e Francesco Italia ci conducono passo dopo passo lungo un percorso di consapevolezza in cui le comunicazioni con gli angeli e le energie coscienti costituiscono un potente strumento di crescita personale e universale.
Un libro per tutti che affronta con misura e semplicità alcuni dei temi più caldi del mondo spirituale. Canalizzazioni inedite, meditazioni e testimonianze guidano il lettore che desidera muovere i primi passi nel mondo dell'energia. Chi è già impegnato in un cammino di ricerca, troverà in queste pagine conferme e nuove occasioni di riflessione e approfondimento.
I messaggi degli angeli aprono la strada alla guarigione interiore, permettendoci di superare il dolore, le sfide e gli ostacoli della nostra quotidianità. Ci aiutano a cambiare e a ottenere il meglio dalla nostra vita in termini di benessere materiale e spirituale, esortandoci alla semplicità di un amore che non pone domande.



Come viene spiegato nel libro, ognuno di noi ha due angeli custodi assegnati, più guide molto “speciali” e possibilità di avere contatti con gli Arcangeli.

Non è un libro di verità assolute, come precisano gli stessi autori, ma un testo  il cui scopo è trasmettere esperienze d’amore incondizionato, come può esserlo, appunto, l’amore angelico

Tra spiegazioni, meditazioni e racconti di esperienze dirette e non, Vivo e Italia provano a spianare una strada verso la dimensione angelica, trattando l’Aldilà non come un luogo inaccessibile e lontano, ma concentrandosi proprio sulla nostra dimensione, quella terrena che viviamo, per aiutare a comprendere quanto in realtà le due dimensioni siano “vicine” e “connesse”.

 Più energetica e spirituale la parte scritta da Gaetano Vivo, più terrena e razionale quella scritta da Francesco Italia, per un risultato che è sì da guida per il lettore, ma anche da invito a riflettere, soprattutto attraverso le esperienze narrate da chi ha partecipato ai vari seminari e dagli autori stessi.

Ho avuto modo di conoscere tempo fa uno dei due autori e forse questo mi ha “aiutata” ad assimilare il percorso narrato nel libro, ma è anche vero che, pur avendo “toccato con mano” l’argomento angelico, c’è sempre una parte di me che osserva il tutto con occhio analitico, ponendosi domande di ogni genere degne di uno scettico.

E se è vero che il ruolo dello scettico è importante, non posso che consigliare di leggere questo testo e trarne le proprie conclusioni, quali esse siano.

Di mio posso solo aggiungere che… gli Angeli esistono. A volte ho la sensazione che si distraggano un po’, ma esistono.

Buona lettura.

By Lisa
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