19 settembre, 2011

Il gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach








Il gabbiano Jonathan è un breve romanzo in cui il protagonista è un volatile che si sente diverso dagli altri e come scopo nella vita non ha solo quello di procacciarsi il cibo, come tutti i suoi compagni, ma desidera imparare l’arte del volo per scoprire tutti i segreti e raggiungere la perfezione.
  • Questa sua passione però è incompresa sia dalla famiglia, che cerca di spiegargli l’importanza di mangiare, per non ridursi penne ed ossa come sta succedendo a Jonathan, sia dagli amici, che con il tempo cominciano ad escluderlo dallo stormo.
    Il gabbiano per quanto si sforzi di sembrare simile agli altri e provare a dedicarsi solo alla ricerca del cibo, non riesce ad accontentarsi e continua a desiderare la perfezione del volo, riuscendo sempre di più a fare acrobazie fuori dal comune. Questo suo amore per il volo però lo porta all’esilio, il Consiglio degli Anziani, infatti, lo bolla come reietto e il gabbiano viene allontanato dallo stormo.
    Fuori dal gruppo, Jonathan non può fare altro che continuare nella sua impresa e trascorre tutto il tempo che ha ad esercitarsi, ed è proprio durante una delle sue esercitazioni che incontra due gabbiani dalle piume splendenti che volteggiano nell’aria e lo convincono ad andare con loro nel Paradiso dei Gabbiani, dove c’è molto da imparare sul volo per raggiungere la perfezione. Lì incontra Sullivan, che oltre a diventare suo amico è il suo mentore, e lo aiuta a carpire i segreti del volo e della vita.
    Jonathan impara velocemente, ma sente sempre il suo corpo come un limite per raggiungere il suo scopo, ed è per questo che chiede al gabbiano più anziano, Chang, di insegnargli a volare alla velocità del pensiero, per riuscire a oltrepassare la soglia del “qui ed ora”.
    Quando decide di tornare finalmente a casa, tutti apprezzano le doti, considerate ormai divine di Jonathan, ne restano affascinati, e lui capisce quale sia la sua vera strada, quella da seguire.
    Lo scrittore Richard Bach in questo piccolo romanzo riesce a spiegare quanto sia importante vivere pienamente le proprie passioni, anche quando non vengono capite o condivise e ci mostra il sentimento di libertà che è insito in ognuno di noi, uomo o animale, sentimento che non deve essere trascurato, ma che anzi va curato per farci sentire appagati.
    Come non riconoscersi in Jonathan? :-)    Laura   (Fenix)

12 settembre, 2011

Gente di dublino.

GENTE di DUBLINO di James Joyce
In questo libro l'autore trasmette la decadenza dell'ambiente dove viveva attraverso dei racconti, ma non sono racconti dove ci siano chissà quali avvenimenti e contano molto più i personaggi  e i particolari, che la loro storia.
Ci sono quelli come "Arabiae Eveline" pieni di tristezza, sogno e delusione,  quelli come "Dopo la corsa" dove si percepisce vitalità gioia e allegria, "Rivalsa" che è intriso di crudezza.
I racconti più belli, secondo me, in questo libro sono "Pensione di famiglia" dove c'è anche del realismo oltre che allegria, e "Un caso pietoso" con delle righe malinconiche ma che fanno riflettere e emozionare. 
Ne "Il giorno dell'edera nella sede del comitato elettorale" si assapora qualcosa della storia irlandese ma credo che bisognerebbe saperne un minimo prima di leggere il libro per poter comprendere appieno questo racconto. Nell'ultimo racconto c'è invece il piacere ddel ritrovare vecchie amicizie ma anche il ricordare con esse luoghi e persone un po' dimenticate e il rimpianto del passato.

Devo dire che è un libro che ho letto un po' forzatamente ma perchè amo le storie ampie, continue e più coinvolgenti  ai racconti. Sicuramente un libro da riprendere in mano a distanza di tempo per provarsi se lo si rilegge con le stesse sensazioni. Cosa questa che sappiamo non succede spesso, quindi mi auguro che quando lo rileggerò fra qualche anno, mi dicano di più anche i punti in cui ho provato solo noia e antipatia per i personaggi.
Buona lettura da Stefylù.

08 settembre, 2011

UNA NOTTE AL CALL CENTER di Chetan Bhagat





 
 "A parte il fatto che mi pareva strano che Dio usasse il cellulare, non avevo mai pensato che la mia vita fosse così importante da indurlo a telefonarmi"


In una notte qualunque, sei impiegati in un call center rispondono alle chiamate dei clienti americani. Gli affari della compagnia vanno male e la minaccia del licenziamento incombe su tutti loro.
Shyam, il protagonista, vede il suo sogno della promozione sfumare e per di più la sua ex fidanzata Priyanka, che lui ama ancora, sta per sposarsi.
Esha vuole fare la modella ma incontrerà solo persone false e illusioni. Radhika scopre che il marito la tradisce mentre lei si ammazza di lavoro. Vroom vuole cambiare il mondo e il Veterano rischia di perdere per sempre tutto quello a cui tiene di più. Ma non finirà così.
All'improvviso, in una notte come questa, mentre sei in bilico tra la vita e la morte, capisci che sono altre le cose che contano. In una notte normale come questa puoi decidere come reagire e che nulla è impossibile.

Una notte lunga 300 pagine, alla scoperta di un mondo, l'India. Una notte che racconta con ironia e leggerezza, la storia della riscossa di un giovane e dei suoi colleghi.

Buonasera!!!!

Rieccoci di ritorno. L'estate sta per finire e le dolci ferie sono già un lontano ricordo. Quest'anno, sono pure uscita dall'Italia per la prima volta. Ebbene sì, alla tenera età di 33 anni, non avevo mai superato i confini di Stato. E così, dopo una bellissima Pasqua berlinese, un weekend estivo ai romantici castelli della Baviera, ho concluso in bellezza e trascorso una piacevole vacanza sulle coste della Croazia.
Però ora bando alle ciance, ormai questi viaggi sono solo ricordi, la vita con la sua quotidinità ha ripreso a pieno ritmo, facendomi già sognare le prossime ferie.
Non ho letto molto e nulla di nuovo in questi mesi di ozio e viaggi, però ho riletto volentieri alcuni libri da troppo tempo fermi nella libreria.
Quindi cominciamo...
Buona serata e buona lettura
Stefy
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