01 novembre, 2014

1° novembre



  «Dolcetto o scherzetto?»
Suonate un'altra volta il campanello, e ve lo do io lo scherzetto!
Non mi piace questa 'festa delle streghe' e delle 'zucche'.
Halloween l'ho sempre definita 'un'americanata', una festa che non ha nulla a che vedere con noi, anche se, in realtà, è una ricorrenza di origini celtiche ed europee.
Da un paio d'anni al supermercato, oltre a vestiti da streghe e gadget vari, si trovano splendide zucche arancioni. Per il minestrone? Ma no, per essere intagliate!
Eppure oggi è il primo novembre, festa nazionale, la festa di Ognissanti ma se faccio una ricerca su Google immagini, la prima che mi appare è una zucca...
1 e 2 novembre, Festa di tutti i Santi e commemorazione dei defunti e i cimiteri fioriscono. Già, è brutto pensarlo ma ho notato, da tempo, che molti si ricordano solo in questi giorni dei propri defunti.
Lasciate stare le zucche e comprate fiori, tutto l'anno...
Buon primo novembre.





24 ottobre, 2014

I PRIMI 99 MODI IN CUI SONO STATA CORTEGGIATA - BARBARA BRAGHIN


La prefazione di Enrico Vanzina è davvero simpatica e mette in guardia il futuro lettore, schietta ed accattivante al tempo stesso.

Barbara ci racconta in questo suo libro, i primi 99 modi in cui, per l'appunto, è stata corteggiata.

I racconti scorrono fluidi, non ci sono capitoli ma episodi per cui il ritmo della narrazione è veloce e il tutto si legge con avidità. A volte ci sono dei disegni ed altre delle foto dell'autrice, è una sorta di diario insomma della sua vita dal punto di vista amoroso.

Barbara è un bel peperino, simpatica e dice le cose come stanno, ho sorriso spesso e ripensato a cose capitate magari anche a me. In un periodo storico in cui molti uomini nemmeno sanno cosa sia un corteggiamento, una ripassata non farebbe loro male.

A chi non è capitata la scusa " ma noi ci conosciamo?" o comunque simile? E quante di voi pensano che l'importanza del regalo stia in primis nell'aver avuto il pensiero di farlo? Che dire poi del fatto che il momento giusto conti molto più dell'insistenza? Diciamo che il libro di Barbara fa riflettere anche noi donne.

E, come dice l'autrice, a sua volta indottrinata da una maga londinese, "l'importante non è scansare gli uomini sbagliati ma innamorarsi di quello giusto", fosse facile!!

Vedrei bene le avventure di Barbara in una serie tv stile Sex & the City ma all'italiana, con puntatine all'estero, sarebbe davvero interessante.

22 ottobre, 2014

L’OCCHIO DELL’INFERNO di James Rollins






453 d.C. Nessuno sa cos’è successo. Al termine dell’incontro col papa, Attila ha ordinato al suo esercito di ritirarsi, rinunciando alla conquista di Roma. Solo l’amante del condottiero unno conosce il prezzo pagato per la salvezza della Città Eterna, e ha capito che il contenuto di quello scrigno è troppo pericoloso per essere lasciato nelle mani sbagliate. Attila deve morire…


California, oggi. L’hanno battezzato l’Occhio di Dio. È un satellite all’avanguardia, progettato in segreto dal dipartimento della Difesa per studiare e neutralizzare la materia oscura. Eppure le immagini che Painter Crowe fissa sullo schermo non mostrano né asteroidi né buchi neri. Mostrano l’inferno in terra…

Roma, oggi. Tutti lo credevano morto. Invece, dopo dieci anni di silenzio, l’archeologo Josip Tarasco manda un pacco a monsignor Veroni, agente dei Servizi Segreti vaticani. All’interno ci sono un teschio e un volume rilegato in pelle umana. Ma non è l’aspetto macabro di quegli antichi reperti a inquietare Veroni, bensì il biglietto che li accompagna: una disperata richiesta d’aiuto. Ed è soltanto l’inizio, perché poche ore dopo qualcuno cerca di ucciderlo, facendo saltare in aria il suo appartamento. Sconvolto, Veroni decide di rivolgersi all’unico uomo di cui si può fidare: Painter Crowe, direttore della Sigma Force. Per ritrovare l’archeologo, Veroni e la squadra di Painter dovranno mettersi sulle tracce di un segreto sconcertante e risolvere un enigma millenario. E scopriranno che la posta in gioco è altissima: il futuro dell’intero genere umano…

 

Per la nona avventura della Sigma Force, Rollins non risparmia colpi di scena.

Come sempre le sue avventure sono un ponte infinito tra passato e presente, ma qui il protagonista è anche il futuro e per tirarlo in ballo, scomoda Einstein, le teorie quantistiche, astrofisica e, perché no? anche qualche Santo, per essere precisi San Tommaso.

Da abile narratore, dimostra anche in questo libro come materie all’apparenza così diverse e a volte in contrasto, possono invece fondersi perfettamente. Storia, scienza e religione sembrano i pezzi di un puzzle che si incastrano a perfezione per costruire una chiave di lettura più completa per arrivare alla verità.

Qualche piccola nota a sfavore del mio autore preferito.

Chi ha seguito tutte le avventure,  ben conosce i personaggi destinati a collaborare, combattersi e a innamorarsi. Alquanto improbabile che la squadra della Sigma Force possa sempre veder scoccare la scintilla tra i suoi membri. Stavolta, al ripetersi puntuale, ho davvero alzato gli occhi al cielo.

Impossibile far entrare in un’unica avventura, proprio tutti i personaggi. Potrebbe tuttavia evitare di ricordarne l’esistenza nei momenti più “disperati”. Lo scenario di allarme generale risulta meno realistico.

Due piccole pecche sicuramente oltrepassabili in oltre 400 pagine di pura adrenalina.

Se volete saperne di più su Gengis Khan, San Tommaso, teorie quantistiche, energia oscura, asteroidi, satelliti attualmente in orbita e dita magnetiche (sì, proprio dita magnetiche: esistono realmente) non perdetevi l’ultima avventura della Sigma Force. E se dovesse invece essere la prima, la lettura sarà ugualmente entusiasmante.

By Lisa

15 ottobre, 2014

UN PIZZICO DI...





      ...Scenari d'Italia: Le curve  del paradiso terrestre.


Vorrei dedicare questa rubrica ad una meraviglia d’Italia.

So che qualcuno penserà che sono un po’ di parte, forse è vero, ma la costiera Amalfitana, meta di un turismo proveniente da ogni dove, merita una piccola nota, non credete?

Consentitemi un piccolo consiglio: in autostrada scegliete l’uscita Vietri sul mare, anche se meno comoda, è sicuramente la più panoramica. E’ prevista persino una zona di sosta per ammirarlo.

Da lì seguire le indicazioni per Amalfi e darete via a chilometri e chilometri di curve.
 
 

Certo, se soffrite il mal d’auto, potrebbe non essere l’ideale, ma per chi non lo soffre, sarà impossibile non volgere lo sguardo per tutto il tempo verso sinistra.

Costeggiati dal mare e dai suoi splendidi riflessi, incorniciato da case arroccate, autentici piccoli gioielli, si susseguono uno dopo l’altro, in strade a tratti così strette da sembrare impraticabili ed è necessario l’uso di semafori per la circolazione alternata.

Da Vietri, il primo gioiello che si incontra è Cetara, per poi seguire Maiori, Minori, dove d’obbligo è una fermata alla pasticceria di Sal De Riso ormai famosissimo in TV ed è una fama meritata. Il mio palato conferma.
Ancora si attraversa Ravello per poi  arrivare ad una delle Repubbliche Marinare nota anche alla storia: Amalfi.

Per arrivare al centro storico, si può passare sotto ad un arco con diverse scritte su marmo. La più caratteristica è quella che cita: Il giorno del giudizio universale, per gli Amalfitani che andranno in Paradiso, sarà un giorno come tutti gli altri.

Non resta che inoltravi per le viuzze pedonali, ricche di botteghe artigianali che producono tutta la merce in loco, dal limoncello alla camicia.
Salendo la via principale, non solo vi sembrerà di percorrere la strada di un presepe, ma ne ammirerete uno esposto tutto l'anno a ridosso di una fontana.

Non si può lasciare Amalfi senza un acquisto o una granita di limoni della costiera.

E poi il giro continua, passando per il Fiordo di Furore, perché anche noi abbiamo un fiordo, non solo i Paesi del nord Europa.


Altra meta Positano, piccolo presepe di case colorate arroccate sul mare. E’ tutto davvero in miniatura, ma anche lì sembra di essere in Paradiso. O forse semplicemente, mentre prendi un caffè giù alla spiaggia, al bar, con lo sguardo che vaga da un lato all'altro, pensi che il Paradiso, tutto sommato, può attendere.

A questo punto, l’ideale sarebbe proseguire e agganciarsi quindi alla costiera Sorrentina, giusto per sentirsi inebriati un po’n di più, magari dal profumo e dal sapore della pizza a metro, che vede le sue origini a Vico Equense. Almeno un metro di pizza dai gusti diversi, per non lasciare niente al caso.

Benvenuti in Paradiso, citava una canzone.

Una cosa è certa: dopo aver visto la costiera, anzi, le costiere, vi dispiacerà lasciarlo. Il Paradiso, ovviamente.
Vedere per credere.
 

Buon viaggio

By Lisa
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