06 maggio, 2012

TRE VOLTE ALL'ALBA di ALESSANDRO BARICCO







Queste pagine raccontano una storia verosimile che, tuttavia, non potrebbe mai accadere nella realtà. Raccontano infatti di due personaggi che si incontrano per tre volte, ma ogni volta è l'unica, e la prima e l'ultima. Lo possono fare perché abitano un Tempo anomalo che inutilmente si cercherebbe nell'esperienza quotidiana. Lo allestiscono le narrazioni, di tanto in tanto e questo è uno dei loro privilegi.

Questo l'incipit.


Baricco è un autore particolare, l'avevo scoperto con "Seta", ma ho imparato a conoscerlo meglio solo negli ultimi mesi attraverso una rubrica che tiene settimanalmente su un quotidiano. Dove parla di tutto tranne dei libri che sta recensendo. O meglio coglie un dettaglio, una frase che l'ha colpito e da lì parte a raccontare di vite, anonime eppure straordinarie. Una parola, un particolare, una frase e nasce un racconto, dove la storia diventa marginale, perché ti perdi nei dialoghi, nei luoghi, nei personaggi, nei colori... insomma nella vita.Tre racconti. Tre incontri.Tre albe... dettagli... ma ne vale la pena ;)      Laura (Fenix)

05 maggio, 2012

IL SILENZIO DELL'INNOCENZA - SOMALY MAM

Una storia che non è bella e intensa perchè ben romanzata ma è toccante perchè vera.
Si tratta infatti della storia ricostruita a posteriori di Somaly, da piccola orfana cresciuta un pò per caso tra i vicini e poi venduta come schiavetta ad un uomo maturo che identificava come "nonno" ma che alla fine l'ha solo sfruttata come meglio poteva per lavoro e per pagare debiti vendendola a sua volta. Una storia infelice, fatta di brutture, violenze e tanto male che almeno per Somaly ha un "lieto" fine poichè è riuscita ad uscire dalla prostituzione a cui era stata costretta, a conoscere un buon uomo, avere una famiglia, istrursi e fare qualcosa di costruttivo della propria vita.
Nonostante la voglia di dimenticare il passato, Somaly è rimasta nei luoghi della sua sofferenza per aiutare giovani donne e bambine che come lei sono state vendute e trattate come merci, senza rispetto ne dignità. Ha fondato, infatti, l'AFESIP che aiuta ragazze e bambine ad uscire dalla prostituzione, formarsi, curarsi e cercare di rifarsi una vita.
E' abominevole ciò che fanno a donne e bambini in paesi come Cambogia, Vietnam, Tailandia e limitrofi, una vergogna per il genere umano sulla quale non si può transigere ne chiudere gli occhi fingendo che non esista. Anzi, una storia che serve ad informare e scuotere le coscienze perchè non si tratta solo di donazioni e beneficenza ma di umanità e di fare qualcosa di moralmente necessario.
E' il modo per Somaly di raccontare una volta e per tutte la sua storia che l'accumuna a tante giovani donne e bimbe di quei paesi, per sputare il veleno di quel serpente che l'ha morsa così tante volte ed evitare di ricostruire il tutto, ogni volta, su insistenza dei giornalisti che a volte lucrano anche sulle disagrazie altrui.
Mi ha fatta pensare di essere fortunata ad essere come sono e dove sono perchè nonostante i problemi quotidiani, la crisi che ogni giorno ci martella nelle orecchie anche grazie alla tv ci sono al mondo delle realtà che superano la nostra immaginazione e che fanno letteralmente rabbrividire.
Una testimonianza per non sottovalutare la tratta di schiave, il commercio-turismo sessuale ed il degrado che imperano in tali posti e che spesso non sono così lontani da noi e dalla nostra realtà quotidiana.

SE SOLO FOSSE AMORE - MARISA GIAROLI


Si tratta della storia di Marcello, vedovo non più giovane, notaio conosciuto e stimato che si trova travolto dalla passione per Alice, cinquantenne problematica.
Il romanzo è diviso in tre parti, nella prima Marcello scrive una sorta di lettera ad Alice in cui ricorda la casualità che li ha portati a conoscersi e i momenti belli passati assieme seppure con difficoltà. Nella seconda parte si analizza di più la realtà della loro storia, il fatto che lei non lo ami, ci tenga a lui ma abbia un altro e questo lo distrugga via via. Marcello spesso trova rifugio in un monastero tra le colline dove conosce Padre Sandro che diventa il suo confidente e gli sarà spesso di conforto, grazie a lui conosce Eleonora, una dottoressa anch'essa vedova con cui instaura lentamente una dolce amicizia.
Infine, nella terza parte, si assiste allo stravolgimento della vita di Marcello che sceglie di cambiare tutto delle sue abitudini dimostrando che non è mai troppo tardi per farlo.
La perdita di amici e dell'anziano padre metteranno a dura prova il protagonista che finirà ad interrogarsi sui rapporti interpersonali, sull'amore, sulla religione e sulla spiritualità più in generale.
Il sentimento dell'amore in età matura è affrontato con grande delicatezza ed attenzione, ha emozionato anche me che sono under 30 e penso possa piacere molto a chi è più in là con gli anni. L'autrice è stata bravissima a calarsi nei panni di un uomo e a farci conoscere il personaggio in maniera intima e veritiera. Non solo l'amore tra uomo e donna ma anche quello fraterno e spirituale sono presenti nel romanzo e delineati con passione e trasporto.
Una poesia all'inizio di ciascuna delle tre parti e poi alla fine, dopo l'epilogo, quasi un annuncio e una conclusione volta per volta.
Davvero piacevole, peccato sia finito così presto.

01 maggio, 2012

1° maggio


 
Festa dei lavoratori. Ma quali lavoratori?
La situazione attuale in Italia non è certo delle migliori. Ormai avere un lavoro ma soprattutto un posto fisso con un bel contratto a tempo indeterminato sta diventando un lusso, per non parlare della pensione. Un miraggio.
Articolo 18, pensioni, posto fisso, disoccupazione e precari, negli ultimi mesi non si parla d’altro. Io non so più cosa pensare. In realtà, tutto quello che sta succedendo ora in Italia mi fa davvero schifo!

 “Posto fisso che monotonia.”
Aaahhhh!!!!! Questa è proprio bella!!!
Mi ispirava fiducia il nostro nuovo Presidente del Consiglio. Una persona seria, colta e distinta ma questa deprimente battuta se la poteva risparmiare... come molte altre cose...
Caro Signor Monti, forse ha ragione, dopo ben dieci anni nella stessa ditta, sono stanca sia fisicamente sia psicologicamente, ma anche se il mio lavoro non mi piace più, anche se è “monotono” e la voglia di “cambiare aria” è sempre più insistente, il mio posto fisso io me lo tengo ben stretto!
A proposito, lo sa che senza un regolare contratto a tempo indeterminato, il famigerato posto fisso, le banche non erogano mutui? E senza un mutuo, un comune mortale come me che vive con un magro stipendio da operaio, non potrebbe mai comprarsi una casa, mobili, pagarsi il dentista, l’auto nuova…

“Diamo lavoro ai giovani e alle donne!”
Quale lavoro?
Pagina degli annunci di lavoro sul quotidiano locale:
Cerco lavoro 47 annunci, offro lavoro 3 annunci.
Per fortuna che vivo in Lombardia, la regione più industrializzata!

Quello che mi fa più rabbia?
Mia sorella, due volte laureata non trova lavoro, il figlio di Bossi, dopo aver comprato il diploma, guadagnava 15mila € al mese come assessore e ora che si è dimesso, li hanno pure dato una buona uscita di 40mila €!!!! Poverino, se li meritava proprio quei soldi!
Ci sono famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese, anziani ridotti a dover rubare qualcosa da mangiare perché la pensione non basta mentre i nostri politici sono i più pagati d’Europa. Hanno tutti i privilegi oltre che a una cospicua pensione. Viaggi, auto, visite mediche gratis per loro e per tutti i familiari invece ai disoccupati hanno di recente tolto anche l’esenzione del ticket.
E su questo argomento ci sarebbe molto altro da dire ma mi fermo qui.

Quello che più mi angoscia?
I suicidi. Persone tanto disperate, per aver perso il lavoro o per non essere riusciti a salvare la propria azienda, da arrivare al punto di togliersi la vita. Ho letto che questo succedeva anche durante la crisi del 1929. Io lo trovo agghiacciante. Non si può continuare così, abbiamo davvero toccato il fondo.

Quello che più mi preoccupa?
Il futuro. Ho trentatré anni e se tutto va bene andrò in pensione ultra sessantenne, isterica e con la schiena rotta, ma non è per me che sono preoccupata ma per i nostri figli. 
Che futuro stiamo dando alle nuove generazioni?
Io, ora, non lo vedo.

Buon primo maggio a tutti!


Ps. Buon compleanno blog!
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