20 aprile, 2013

IL PICCOLO PRINCIPE di Antoine De Saint-Exupéry




Trama:

“Sei anni fa ebbi un incidente col mio aeroplano nel deserto del Sahara. Qualche cosa si era rotta nel motore r siccome non avevo con me né un meccanico, né dei passeggeri, mi accinsi da solo a cercare di riparare il guasto. Era una questione di vita o di morte, perché avevo da bere soltanto per una settimana… Potete immaginare il mio stupore di essere svegliato all’alba da una strana vocetta: “Mi disegni, per favore, una pecora?” E fu così che feci la conoscenza del piccolo principe.“

 

Ho sentito molto parlare di questa favola e finalmente ho avuto l’occasione di leggerla, ma non mi ha colpita eccessivamente.

I temi trattati in metafore sono la solitudine, l’autorità, la vanità, la serietà, l’eccessivo impegno e, di contro, la debolezza di carattere. Tutti temi poco conosciuti ai bambini, ma ben noti agli adulti che, relegando in un angolo nascosto il bambino interiore che tutti sono stati, concentrano la loro attenzione e quindi la vita su cose che sembrano essere di massima importanza ed invece servono a poco e a nulla al vero senso della vita. Un senso comprensibile invece ai bambini, nella loro ingenua semplicità.

I bambini valutano, ma non giudicano, domandano, ma sono poco propensi alle risposte, vedono la vita in modo semplice divisa tra impegno e divertimento. Non si applicano sui numeri a cui invece danno tanta importanza gli adulti, unico modo per assegnare un valore, relegando al secondo posto la vera unità di misura: sentimenti ed emozioni.

Una nota di tristezza accompagna tutte le pagine, fino al finale, dove l’ultimo tema trattato è il distacco, sia dalla materia che dai sentimenti.

Molto noto il messaggio“L’essenziale è invisibile agli occhi” ma più d’effetto, a mio parere, la frase: “Tutti i grandi sono stati bambini una volta, ma pochi di essi se ne ricordano.”

Forse, se ricordassimo ogni tanto di tornare ad essere quei bambini che siamo stati, riusciremmo a creare un mondo più semplice. E quindi migliore.

by LISA

2 commenti:

fenix ha detto...

... è solo un cappello o un boia che ha ingoiato un elefante?... ;-)

MAGU ha detto...

Carissima, stiamo trattando in questo periodo il testo a scuola, partendo da quella dell'infanzia fino a noi della primaria. La nota di fondo che spesso non viene colta è proprio questa: il distinguo nel modo di vedere le cose dal punto di vista degli adulti e quello dei bimbi che, a mio parere, semplificano molto senza tanto rovinarsi l'esistenza, cosa che noi grandi facciamo con maestria. I bambini, anche i piccoli, apprezzano molto il testo e colgono in fretta i messaggi che ne derivano, divertendosi pure rispetto a certe situazioni, certo il modo di esporlo fa la sua parte, e a loro bisogna narrarlo con molta mimica e gestualità. E' un buon testo se utilizzato con sapienza, i contenuti sono parte del nostro vissuto quotidiano...perché non rifletterci su? Ciao, Magu.

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